LA STORIA
Dione, figlia del re di Micene, partorisce un bambino e non vuol rivelarne la paternità. Il re si consulta con l'oracolo che gli rivela come il bambino sia destinato a prendere un giorno il suo trono e in seguito al responso decide di esporlo, cioè di abbandonarlo. Il neonato viene raccolto da un centauro che lo alleva.
Giunto all'età adulta, il nostro innominato eroe è spinto dal centauro ad andare per il mondo in cerca del proprio destino.
Da questo momento incontrerà tutti gli dei dell'Olimpo e del Mito per superare le numerose prove che gli sono richieste.
Il gioco si basa sulla mitologia greca, ma non si pensi che questa materia sia trattata in modo serioso: diciamo che tutto il gioco è ispirato ad una certa leggerezza goliardica che tende a mettere un poco in parodia gli dei e lo stesso eroe che, udite udite, prima di tuffarsi in piscina assaggia la temperatura dell'acqua con la punta del piedino… Insomma, mitologia si, ma con un pizzico di ironia che non guasta mai.
IL GIOCO
Grafica - Il gioco è in terza persona e vuole una risoluzione di 256 colori, è interamente guidato dal mouse con direzioni obbligate.
La grafica è composta da un curioso mix di foto reali dei luoghi greci con sovrapposizione di attori reali animati i cui movimenti sono resi con sequenze fotografiche a scatti progressivi.
Insomma, un tipo di grafica inconsueta che ritroviamo in alcuni, pochi in verità, giochi di vecchia data.
A volte gli sfondi fotografici sono ritoccati o rimandano colori alquanto irreali, ma certi luoghi, specie gli interni dei palazzi, risultano davvero piacevoli.
Le locazioni da visitare sono tante, circa un centinaio e si possono visualizzare tramite una mappa che però serve a poco e non permette gli spostamenti rapidi.
Cosa dire dei personaggi? La recitazione è sempre sopra le righe e gli attori, più che mitici, appaiono come ragazzotti cresciuti a cheese burger e Coccola. I costumi poi sembrano presi da una recita di carnevale.
Ma tutto questo fa parte dell'intento parodistico alla Monthy Phyton che ispira tutto il gioco e, debbo dire, risulta divertente.
Sonoro - Niente di che.
Enigmi - Gli enigmi sono quasi tutti basati sulla manipolazione o l'uso degli oggetti di inventario. Di oggetti se ne raccolgono parecchi e dopo l'uso non scompaiono, per cui l'inventario diventa molto affollato.
Sono enigmi divertenti, ben inseriti nell'avventura e tutto sommato semplici ed intuitivi.
La difficoltà maggiore, in questo gioco, è forse quella di dover esplorare tantissimi luoghi e anche il fatto che il cursore non aiuta minimamente né ci sono differenze di tono o di luminosità negli oggetti da raccogliere che si confondono perfettamente con l'ambiente.
Il gioco prevede anche alcune prove arcade, prove di abilità che tuttavia non sono di grande difficoltà. Se si sbaglia e si muore, c'è sempre un dio pronto a riportarci in vita, quindi si possono affrontare con una certa tranquillità.
Interfaccia - I salvataggi avvengono in una cartella di Windows con estensione . txt, quindi sono infiniti.
Nella schermata in basso a destra, il quadro con le icone di azione e cliccando sulla freccia, le varie opzioni tra cui il menu principale, l'Help, i suggerimenti e la mappa.
Nel riquadro a sinistra andranno a collocarsi gli oggetti di inventario.
Conclusioni - Un gioco molto grazioso e divertente, adatto anche ai bambini per introdurli alla conoscenza dei miti e degli dei della Grecia.