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TITOLO: VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA


                                                

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  • Genere: Avventura fantasy
  • Editore: Viva Media
  • Sviluppatore: Frogwares/Micro Appl.
  • Rilascio: 2003
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Sottot. italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 30 ore +
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      
  • Soluzione  Download
  • Salvataggi  Download
  • Requisiti minimi richiesti:
    Pentium III 500 MHz - 64 MB RAM - Windows 98/ME/2000/XP - DirectX 8.0 Scheda grafica 16 MB 3D acceleratore DirectX-compatibile - Scheda audio DirectX-compatibile - CD-ROM 8X - 700 MB su HD

  • Recensione di Aspide Gioconda

    LA STORIA

    Le persone di una certa età ricorderanno sicuramente il famoso film "Viaggio al centro della Terra", tratto dall'omonimo romanzo di Jules Verne ed interpretato dall'ottimo James Mason nel ruolo del professor Liedenbrock.
    Il tema viene ripreso in chiave moderna da questa avventura che però del libro di Verne mantiene solo il titolo.
    Ariane, una fotografa free lance, sbarca con un elicottero in Islanda su un vulcano dove spera di fare foto eccezionali. Poco dopo essere scesa dall'elicottero, una frana lo riduce in un rottame e il pilota è scomparso.
    Non sapendo dove andare, entra in una grotta ma precipita in una voragine e si ritrova su una spiaggia in un mondo sconosciuto.
    Qui verrà a contatto con delle popolazioni che si mostreranno amiche ma scoprirà presto che anche questo mondo è in pericolo per un complotto che lo minaccia.
    Sarà compito suo (e come potrebbe essere altrimenti?) sventare il complotto e salvare quelle popolazioni.
    In verità il gioco ha due opzioni per il finale: in una Ariane pensa solo alla sua carriera e a riportare in superficie le prove di un mondo sconosciuto che le daranno fama e gloria (ma quel mondo verrà poi devastato dagli umani).
    La seconda è più idealista.
    Posso azzardare che in certi momenti questo gioco mi ha fatto venire in mente Syberia: la protagonista femminile, coraggiosa e intraprendente, combattuta tra la carriera e l'avventura, il doppio finale... ma davvero la somiglianza finisce qui perché esiste un abisso estetico ed emotivo tra i due giochi.

    IL GIOCO

    Stiamo parlando di un gioco incredibilmente lungo.
    Ho stimato una durata media di 40 ore ma sicuramente le supera.
    Infatti molti, oltre l'obiettiva lunghezza del gioco, sono i fattori che contribuiscono ad allungarne la durata.
    Praticamente ad ogni passo c'è un enigma da risolvere e durante il gioco ci sono due o tre enigmi che richiedono un mucchio di tempo, dei quali uno è praticamente da paranoia. A questo va aggiunto il fatto che Ariane durante il percorso si riempie di oggetti. Man mano che si procede si prova ad usare questi oggetti, a farli interagire tra di loro nell'inventario, ma assai raramente accade che uno di essi sia realmente utile.
    Inoltre durante il gioco alcuni oggetti sono inattivi, mentre si scopre più tardi che diventano attivi in situazioni diverse. Questo costringe il giocatore a visitare più volte i luoghi già visitati, con grande dispendio di tempo.
    Come se non bastasse, i movimenti di Ariane sono tutt'altro che facili. Lo spostamento di visuale risulta a volte arduo così come poco agevole in molti casi, lo spostamento da una schermata all'altra.
    Tanto per gradire, si sono anche riscontrati dei bugs nel gioco, per i quali la protagonista resta "incastrata". In uno di questi casi non c'è altro che riavviare dall'ultimo salvataggio.

    Grafica - Una grafica molto luminosa in 3D su sfondi 2D, con avanzamento punta e clicca.
    Luminosa, nitida ed accurata anche nei particolari, forse un po' troppo "leccata e laccata": una grafica che tende più all'effetto immediato che non alla suggestione emotiva e all' evocazione: ricca di colori pastello e di animazioni ma troppo, come dire? rassicurante, più adatta ad una fiaba che non ad un'avventura al centro della Terra. Comunque una bella grafica.
    In realtà il gioco è piacevole, ma proprio la scelta fatta dai grafici lo priva di "anima", cioè di quel senso di mistero e di tensione che viene dalla scelta delle ambientazioni, dall'approfondimento dei caratteri, dal sapiente dosaggio di atmosfere.
    In questo caso le figure di contorno sono del tutto impersonali, non giocano, emotivamente, alcun ruolo.
    Messe lì, sembrerebbe, solo per complicare la vita alla povera Ariane e proporle nuovi enigmi. Il motore del gioco presenta problemi non irrilevanti. Come accennato sopra, la manovrabilità del personaggio è spesso difficoltosa ma in alcuni casi diventa problematica o addirittura impossibile.
    Ad esempio, quando si arriva alla capanna del pescatore, nel villaggio dei giganti, se si ha la sventura di avanzare a destra per curiosare oltre, non c'è più modo di far muovere Ariane. Ugualmente se il ragazzo lì presente si colloca davanti ad Ariane, questa non ha modo di liberarsene. L'unica via d'uscita è nel ricaricare l'ultimo salvataggio.
    Altro caso, nel laboratorio dove l'apertura di un'anta dell'armadio blocca definitivamente Ariane che non può chiuderla né avanzare né indietreggiare e con grande difficoltà si riesce (e non sempre) a districarsi dalla situazione cliccando alla disperata da ogni parte.
    Altro problema è rappresentato dagli spostamenti della protagonista. I punti sensibili sono segnalati (non sempre) da un paio di piedi. Succede che si arrivi all'estremo della schermata e Ariane si ferma. Allora bisogna ancora una volta cliccare alla rinfusa lungo il margine perché faccia il passo sperato nella schermata successiva.
    Difetti non da poco in un gioco che, almeno all'apparenza, ha qualche ambizione.

    Sonoro - Tutt'altro discorso per il sonoro.
    Una musica eccellente, un leitmotiv orchestrato, che torna durante tutto il gioco ed entra gradevolmente nell'orecchio.
    Il doppiaggio è di buon livello così come i rumori d'ambiente, curati nei particolari.

    Enigmi - Gli enigmi meritano un discorso a sé e qui il discorso si fa duro. Il gioco è tutto un enigma.
    Ad ogni passo se ne incontra uno, ce n'è una sovrabbondanza, tanto che si perde il filo del gioco per stare dietro agli enigmi.
    Diciamo che inizialmente il gioco sembra una bella passeggiata distensiva perché le difficoltà che si presentano sono tutte di facile soluzione. Ma si cambia idea molto presto. quando ci si trova davanti all'enigma dei simboli della porta circolareIl gioco è lineare, a percorso obbligato, ermeticamente chiuso a qualunque volo di fantasia del giocatore, cioè permette di accedere alle diverse locazioni solo quando si sono risolti determinati enigmi. Tuttavia le locazioni sono tante ed ampie e c'è moltissimo da camminare. E' pur vero che Ariane può correre cliccando due volte il cursore, ma le strade da percorrere, i giri da fare, le ricerche da compiere, sono davvero molto molto lunghe ed è questo che alla fine sfianca il giocatore.
    Alcuni enigmi sono ovvi, alcuni logici, altri piuttosto cervellotici, qualcuno è il rifacimento di enigmi classici più complicati, come la Torre di Hanoi, il gioco delle monete, la pesa delle palline; l'enigma dei simboli della porta circolare è complesso ma non inaccessibile; l'interpretazione dell'enigma è scritta sopra la porta ma anche con una traduzione accurata non è facile capirne il la tecnica. Dopodiché si prosegue sperando di aver superato gli scogli più duri, invece ci aspetta l'enigma dei Totem sonori, come l'ho chiamato io, che è da manicomio.
    Non riuscendo a risolverlo attraverso l'interpretazione della grafologia dei suoni, l'ho risolto in modo matematico abbinando le coppie di totem a scalare, impiegandoci circa cinque ore. Dopo averne spese almeno due per capire il meccanismo del gioco, naturalmente.
    Molte delle SOLUZIONE E RECENSIONE che riguardano il gioco sono contenute in documenti conservati nel laptop che Ariane ha con sé e basta seguire le istruzioni.

    Interfaccia - L'interfaccia è molto pratica e gradevole in quanto al menu principale.
    Al cursore si aggiunge una mano sui punti sensibili ma non ci sono scelte da fare. Basta cliccare perché l'azione, qualunque essa sia, venga compiuta automaticamente. Questo toglie un poco di piacere al gioco.
    Non è sempre facile trovare i punti sensibili perché in certi casi sono evidenti solo da una certa angolazione.
    I salvataggi sono illimitati e semplici da gestire. I filmati di possono bypassare con il tasto "esc" e i dialoghi con il tasto sinistro del mouse, mentre con il tasto destro si apre l'inventario.

    Conclusioni - Un gioco, frutto di una buona idea, che prometteva molto ma che dà l'impressione di una certa fretta nella realizzazione e nella pubblicazione.
    Vale comunque la pena di affrontarlo mettendogli a disposizione una buona settimana di tempo.


    FORUM DI PUNTAECLICCA.IT

    A cura di Vipera Gentile

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