LA STORIA
Questa avventura ci porta alla scoperta della faccia nascosta della Luna in compagnia dell'audace Michel Ardan letteralmente proiettato sul satellite in compagnia di altri due scienziati.
Nel proiettile-capsula, sparato da un mega-cannone puntato sulla Luna, si trovavano infatti altri due compagni di viaggio, Barbicane e Nicholl, che Ardan, al suo risveglio, trova misteriosamente morti. Questo è il primo mistero che deve chiarire ricostruendo i fatti attraverso gli indizi che trova nella navicella.
Ardan alluna fortunosamente e ben presto scopre di non essere solo. I seleniti hanno una società evoluta e in un certo senso "snobbano" i terrestri considerandoli semibarbari arretrati. Sfidano Ardan a procurarsi quanto necessario per ritornare sulla Terra e qui inizia l'avventura vera e propria perché lo "stralunato" eroe dovrà ingegnarsi ad imparare il linguaggio, i suoni, gli ideogrammi seleniti e dovrà superare parecchie prove per intraprendere il viaggio di ritorno.
IL GIOCO
Dopo "Ritorno all'isola misteriosa", la Kheops ci propone un'altra avventura ispirata (ma anche in questo caso solo nel titolo) ad un romanzo di Jules Verne: "Dalla Terra alla Luna".
Vale la pena di riflettere su questi titoli che richiamano alla mente famosi romanzi d'avventura che hanno fatto la cultura letteraria di diverse generazioni di adolescenti; in realtà questi giochi hanno poco a che spartire con i romanzi a cui si riferiscono. A parte l'ambientazione, ciò che colpisce è la totale mancanza di uno sviluppo della trama che dia anche solo una parvenza di contenuto aderente al titolo ispiratore. Tale caratteristica va ripetendosi sempre di più nei giochi d'avventura che ormai sono diventati un'antologia di enigmi più o meno difficili, più o meno originali ma che, dal punto di vista della storia, denunciano una carenza sconfortante.
La verità è che uno si aspetta sempre la sorpresa, il colpo di scena che riveli segreti remoti e sconosciuti, la scoperta eclatante che dia un senso nuovo alla storia e ne aumenti il peso specifico, l'impatto emotivo sul giocatore.
Invece niente. Anche in questo caso, a parte qualche breve considerazione del protagonista su antichi contatti tre la civiltà terrestre e quella selenita, non saremo coinvolti emotivamente in alcun modo nello sviluppo di una storia che sia degna di questo nome.
Grafica - Una grafica 3D a 360° che ci presenta il nostro satellite come un luogo coperto da una lussureggiante vegetazione (non proprio amichevole) dai colori vivaci, in simbiosi con il classico paesaggio lunare arido e roccioso. Qui si svolgerà la prima parte del gioco dopo l'allunaggio.
Ma c'è anche un mondo sotterraneo abitato dai seleniti di grado superiore, che si sviluppa su sei piani, dove Ardan dovrà trattenersi a lungo per svelare i misteri della tecnologia locale.
Il gioco si svolge in prima persona con avanzamento punta e clicca, le locazioni sono completamente esplorabili e numerose. La grafica è corposa, rutilante negli esterni, più uniforme negli interni ma molto chiara e sempre curata nei particolari. Il movimento scorre pronto e fluido, il puntamento è preciso e denota un motore ben collaudato.
Non ci sono molte animazioni; una all'inizio ci fa vedere la capsula che viaggia nello spazio e ancora due o tre piuttosto brevi durante il gioco e alla fine, oltre i brevi movimenti dei seleniti, ma questo "risparmio" si può dire che ha avvantaggiato la grafica d'insieme che risulta ricca e accurata.
Nel corso del gioco un narratore descrive la ricostruzione di alcuni eventi e questo avviene attraverso fumetti color seppia che danno il senso del passato, svolgendosi il gioco verso la metà del XIX secolo.
I seleniti sono raffigurati naturalmente con il classico aspetto alieno, come degli E.T. adulti con grandi teste e grandi occhi e, a parte delle cattivissime piante, sono gli unici esseri con cui avremo a che fare.
Sonoro - Il gioco è doppiato, come sempre ottimamente, e sottotitolato in italiano. Oltre la voce narrante, sentiamo la voce di Ardan, di un paio di dignitari seleniti e per quanto riguarda gli altri, li sentiremo esprimersi con suoni armonici ora compiaciuti, ora irritati, ora aggressivi, che il protagonista dovrà imparare a comprendere.
I rumori si limitano ai macchinari usati; la musica di fondo è abbastanza gradevole, non invasiva e intonata con i vari momenti topici del gioco.
Enigmi - Gli enigmi sono molto vari: enigmi logici (comprendere la numerazione, gli ideogrammi, i suoni del linguaggio locale), enigmi a tempo, enigmi intuitivi, molto spesso enigmi che comportano una frequente ripetizione di azioni. Bisogna infatti creare degli innesti o delle marmellate con le piante locali e per fare questo è necessario provare e riprovare le varie combinazioni procurandosi continuamente nuovo materiale. Il che costringe a reiterare molte volte e stesse azioni poiché nell'inventario non si possono incamerare più di tre esemplari della stessa specie per volta.
Non ci sono né puzzles, né labirinti, né enigmi rompicapo e il gioco lascia una grande libertà di azione essendo assolutamente non lineare. Vale a dire che se non si riesce a risolvere un problema, si può andare a cercarsene un altro ed andare avanti comunque. Gli enigmi non sono difficili, a volte si muore ma si riprende subito dal punto a capo, quindi gli autori sono stati abbastanza indulgenti da creare un gioco alla portata di tutti.
Durante il gioco si realizza un punteggio e solo se si raggiungono certi livelli è possibile proseguire ma posso assicurare che non è affatto complicato ottenere il punteggio richiesto.
C'è da dire però che questa totale libertà di azione comporta anche qualche disorientamento nel giocatore. Mi è capitato, verso la fine, di trovare un quadro che sembrava molto importante ai fini della soluzione. Dopo averne svelato il segreto recondito ho perso una quantità di tempo per capire a cosa servisse e dove collocarlo, poi ho realizzato che non serviva a nulla e ho proseguito tranquillamente arrivando alla conclusione del gioco.
Interfaccia - L'interfaccia ha un ruolo importante in questo gioco. Basta darle un'occhiata per capire che occorre spenderci qualche minuto per comprenderne tutte le funzioni.
Si possono scegliere inizialmente diversi profili per il salvataggio del gioco e i settagli audio, video e risoluzione.
L'inventario dispone di un casellario molto ampio perché gli articoli da conservare sono davvero tanti ed è necessario organizzarli in qualche modo.
Gli oggetti raccolti vengono accumulati in una casella e poi distribuiti nell'inventario automaticamente. Nella parte sottostante c'è lo spazio per la combinazione degli oggetti , a sinistra l'immagine di Ardan sul quale si può agire in vari modi e in alto il richiamo al menu generale, al diario e ad altre utilità.
Un'interfaccia familiare a chi ha giocato altre avventure della Kheops, ma che ad un primo impatto richiede una certa pratica per essere gestita.
Conclusioni - In conclusione un gioco di buona fattura, divertente e accessibile a tutti ma privo di quel contenuto narrativo che renderebbe questo tipo di giochi meno anonimi e più coinvolgenti.