LA STORIA
Tratto dal classico della narrativa di Louis Stevenso, "L'isola del tesoro", il gioco ne segue a larghe tracce la storia pur con le inevitabili varianti che distinguono il testo originale dal rifacimento ludico.
Chi ha letto il libro o visto i numerosi film, conosce già la trama che riassumerò per i pochi ignari.
Jim Hawkins è un adolescente di 17 anni che ha da poco perso anche sua madre e lo vediamo sulla tomba dei suoi genitori dai quali ha ereditato una vecchia locanda che tira avanti a stento.
Arriva nella locanda un marinaio che viene ucciso da un vecchio pirata cieco e a seguito di ciò, Jim entra in possesso di una mappa del tesoro sepolto in un'isola dell'Oceano.
Ne mette a parte la sua giovane amica Antoinette Trelawney, suo padre, il giudice e un medico amico di famiglia.
Tutti insieme decidono di partire per la caccia al tesoro.
A Bristol trovano una nave, l'Hispaniola e Jim deve darsi da fare per trovare l'equipaggio.
Partono infine per l'avventura, ma l'ammutinamento dell'equipaggio guidato da Silver John e l'avidità dei singoli complicheranno le cose.
IL GIOCO
Grafica - Il gioco 3D si avvale di una buona grafica, molto definita, con sfondi riccamente elaborati alla maniera di un cartone realistico.
Le inquadrature sono a pieno schermo, di bell'impatto visivo, con tagli a volte insoliti di tipo quasi cinematografico.
Carrellate panoramiche ci fanno vedere vaste porzioni delle scene e sono sempre presenti animazioni di vario genere: gente che circola in città, beccheggio della nave o piccole animazioni nella foresta di animali vari. Insomma, un 3D reale che fornisce anche un buon senso della profondità.
Anche i personaggi sono realizzati in modo realistico sebbene personalmente non mi è piaciuto il protagonista, Jim, rappresentato quasi come un efebo e neppure la sua ragazza Antoinette che non ha davvero un fascino seduttivo.
Il gioco delle luci è molto presente: si va da scene di interni offuscate, quasi opache, ad esterni molto luminosi, a volte troppo come quando sulla nave c'è un tramonto che abbaglia le figure con un giallo-oro quasi fastidioso.
Comunque una grafica di tutto rispetto che merita un giudizio positivo.
Non altrettanto per il motore del gioco che ho trovato pigro anche se la configurazione usata è stata molto superiore a quella consigliata.
Il mouse risponde dopo due o tre clic e il protagonista cammina-cammina a passo lento e solo in piccoli tratti è possibile sveltirlo con un doppio clic.
Jim si muove cliccando sul terreno, ma le zone attive sono davvero molto strette e spesso si clicca senza risultato cercando i punti giusti in cui indirizzarlo.
A parte questo non mi pare che il gioco abbia presentato bugs di sorta.
Il gioco, diviso in 6 capitoli, è piuttosto breve.
Sonoro - Una musica orchestrata da film. Doppiaggio inglese. Sincronia labiale inesistente.
Enigmi - Gli enigmi sono tutti d'inventario. Direi senza tema di smentita, che è un gioco facile.
Il cursore aiuta a trovare gli oggetti che si possono prendere, pochi in verità, ed è immediatamente intuibile dove e come usarli anche quando vanno manipolati in inventario.
C'è un enigma nella jungla per trovare le strade giuste da seguire, ma è del tutto evidente quale sia la guida da seguire per cui nessun problema.
Non ci sono prove d'altro genere se non un minigame che consiste nel superare le onde che si infrangono sulla nave per salvare Antoinette, ma va detto che ci si riesce dopo un paio di tentativi andati a vuoto.
Per giunta, volendo si può attivare la barra spazio che evidenzia tutti gli hotspots e facilita ulteriormente le cose.
Il gioco obbliga a lunghi camminamenti e non contiene enigmi veramente divertenti e degni di nota, per cui il giocatore esigente non sfugge ad un senso di noia, mentre per il principiante può essere un motivo di relax.
Interfaccia - Il gioco si governa interamente da mouse.
Con il tasto sinistro si osserva, con il destro si agisce e con la barra spazio si vedono gli hotspots.
L'inventario è alla base dello schermo. Gli oggetti si possono vedere ingranditi e girare. Non tutti.
Il menu si richiama con il tasto "esc" e i salvataggi sono illimitati.
Conclusioni - Una bella grafica non fa un gioco altrettanto bello. Lo spunto dal romanzo omonimo poteva dar vita ad un'avventura davvero coinvolgente, invece il gioco non riesce ad essere più che dignitoso, con una durata mediocre, senza dare emozioni e con enigmi davvero troppo semplici.