LA STORIA
Nel primo episodio il super agente di nome Raven doveva portare a termine una missione segreta: introdursi nella Torre di Londra e sostituire i gioielli della corona inglese con delle copie false per sventare il rischio di furto.
Questa volta la missione, che in codice è denominata "Cypher", ha requisiti molto attuali: un gruppo di terroristi iracheni (che si tratti di Iraq è intuibile dalle rovine babilonesi che si incontrano durante il gioco) è entrato in possesso di un pericoloso virus informatico che, attraverso un satellite, è in grado di sconvolgere tutti i sistemi informatici del mondo portando dovunque caos e scompiglio.
Raven dovrà annullare questa minaccia e distruggere la base.
Per portare a termine la missione dovrà raggiungere il laboratorio attraverso una serie di camminamenti sotterranei sotto il deserto, che nasconde una città archeologica disseminata di enigmi e di tranelli mortali.
IL GIOCO
Grafica - Parlando della grafica ritengo di dover distinguere 2 aspetti: l'ambientazione e le caratteristiche tecniche. Per quanto riguarda l'ambientazione, il gioco si svolge pressoché interamente all'interno di un sito archeologico costituito da lunghissimi corridoi decorati che finiscono in stanze più o meno riccamente ornate e con imponenti reperti statuari. Si può parlare quindi di ambientazione abbastanza curata, con una buona attenzione per l'effetto d'insieme. La cosa cambia completamente quando si entra nella base operativa; qui gli ambienti sono veramente gelidi, uniformemente grigi e ridotti all'essenziale.
Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, questo gioco è passibile di parecchie critiche.
La grafica 3D è molto pesante e richiede notevoli risorse per funzionare correttamente. Il movimento si gestisce con le frecce della tastiera mentre la visuale a 360° si ottiene cliccando il tasto destro del mouse e facendo ruotare l'immagine. Soluzione molto scomoda e assolutamente non funzionale per avere una visione accettabile a tutto campo.
Il personaggio diventa spesso "trasparente", si sgretola sugli oggetti quando vi si avvicina troppo e addirittura scompare nei muri lasciando lo schermo nero.
Le immagini hanno una definizione mediocre e a si fa fatica a distinguere i particolari che permettono di risolvere un puzzle.
Il movimento del personaggio a volte è impedito dal… nulla: pur non avendo nulla davanti a sé, infatti, corre corre e non si muove e bisogna cercare l'angolino in cui la grafica gli permette di passare. Nelle prove a tempo, questa è una vera disdetta.
I filmati si vedono solo nella parte iniziale e finale e anche in questo caso la definizione non è davvero eccellente.
Sonoro - Poco e inconsistente. Il personaggio fa un paio di brevissimi commenti in tutto il gioco.
Enigmi - Il gioco è molto ricco di enigmi: praticamente uno in ogni stanza che si incontra. Alcuni enigmi, quelli dei tradizionali giochi d'avventura, sono abbastanza interessanti e di varia complessità anche se gli indizi sono talvolta criptici e si arriva alla soluzione più per intuito che per logica. Per esempio, nella stanza del labirinto d'acqua bisogna guidare una barca a determinati approdi servendosi di ventilatori.
Giochino divertente. Solo che un approdo sembra completamente chiuso e in apparenza non vi si può accedere. Soltanto andando a guardare da vicino e solo da una certa angolazione, si trova uno spiraglio da cui far passare la barchetta. Questo è sleale, signori.
Ma gli autori hanno voluto strafare anche inserendo accanto ai soliti puzzle, prove di abilità davvero estenuanti, quasi impossibili da superare. Anzi, ad essere esatti una è davvero impossibile, tanto che la casa produttrice ha messo a disposizione un salvataggio sul proprio sito per tappare questa grossa falla nel gioco. Altre prove a tempo hanno spazi così esigui che superarli diventa veramente estenuante, specie se non si possiede una specifica abilità nei giochi arcade.
Il cursore non offre alcun aiuto, si agisce sugli oggetti con il tasto "invio" e perciò trovare un oggetto su cui operare diventa una faticosa tribolazione. A questo si aggiunga che l'azione non avviene se il protagonista non si colloca esattamente in certi punti e basta essere spostati di pochi millimetri per andare a vuoto.
Si può morire con preavviso (affettati, infilzati, spiattellati, sfranti, ma niente sangue in scena) se non si superano certe prove;senza preavviso durante il percorso (trabocchetti, serpenti, piattaforme chiodate) o nel fare azioni non dovute (ma di questro ci si rende conto solo dopo, quando si deve riprendere dall'ultimo salvataggio, magari dopo qualche ora di gioco che va a farsi benedire). Perciò la parola d'ordine è: salvare molto, molto ma molto spesso.
Insomma, arrivare alla fine non è davvero facile e neanche troppo divertente.
Interfaccia - Anche qui c'è stata una scelta singolare che più scomoda non poteva essere. Il movimento misto mouse-tastiera non è affatto agevole anche tenuto conto delle numerose prove a rischio di cui è costellato il gioco.
L'inventario si richiama con il tasto "esc" e compare sullo schermo una serie di oggetti che bisogna far ruotare fino a trovare quello desiderato. Idea davvero poco brillante. Per leggere il diario bisogna addirittura richiamare il menu le la lettura risulta sfocata e faticosa. Il cursore è e resta sempre una freccia che non dà alcun segnale per aiutare ad esaminare i punti sensibili.. Un punto a favore: i salvataggi illimitati.
Conclusioni - Questo gioco appare una bella occasione sprecata da errori e da scelte che ne fanno un gioco per certi versi indigesto. Un peccato perché alcuni enigmi sono ben congegnati e interessanti, l'ambientazione è giusta, ma i vari bugs e alcune prove esageratamente difficili non lo rendono né divertente né appetibile dai giocatori di avventure grafiche.