Recensione di Aspide Gioconda
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Siamo nel 1996 e impersoni William Tibbs, un giovane studente di legge americano a Parigi.
Casualmente vieni coinvolto dall'ultimo dei Cavalieri Templari nella caccia a Wolfram, la volpe con la criniera rossa che è alleata con le forze dell'oscurità. La tua fidanzata Juliette è infatti rapita da questo demone dandoti una ragione di più per agire.
Dal presente devi viaggiare a ritroso nei secoli fino al 1329 dove conoscerai le prigioni sotterranee del quartier generale dei Templari e dovrai batterti per sconfiggere le forze del male e liberare Juliette.
Un gioco horror fantasy sulla scia di Alone in the dark, che doveva essere il primo di una trilogia progettata da Infogames
Il motore e la grafica appaiono alquanto vecchiotti anche per il 1996. Modesta risoluzione, buoni gli sfondi disegnati a mano, ambienti di una certa suggestione che rispettano l'atmosfera del gioco; anche la grafica richiama molto quella di Alone in the dark.
Gli enigmi sono per la maggioranza di inventario; si tratta di trovare oggetti e combinarli tra di loro.
Le fasi arcade (evitare raggi laser ecc) non sono moltissime e di varia difficoltà, considerato che all'inizio del gioco si possono scegliere tre livelli di gioco.
I combattimenti però sono resi più difficoltosi dai tagli di scena che cambiano di prospettiva improvvisamente (tipico Infogames) rendendo poco visibile il nemico.
Il consiglio è sempre quello di salvare con frequenza
Un gioco, in conclusione, abbastanza divertente per chi ama il mix avventura/arcade anche se il tema dei templari fa solo da sfondo alla storia.
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