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TITOLO: THE OMEGA STONE


                                                

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  • Genere: Avventura archeo
  • Editore: The Adventure Company
  • Sviluppatore: Dreamcatcher Interactive
  • Rilascio: 2003
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 13 +
  • Durata: 30-35 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      
  • Soluzione  Download
  • Patch        Download
  • Requisiti minimi richiesti:
    Win 98/2000/ME/XP - Pentium III 300 MHZ - RAM 64 MB - 900 MB su HD O 2,68 GB per installazione full - CDROM 12X - Scheda video compatibile DirectX 8.1 - Scheda audio compatibile Sound Blaster

  • Recensione di Aspide Gioconda

    LA STORIA

    The Omega stone è il seguito di The Ridde of the Sphinx e riprende esattamente da dove quest'ultimo terminava.
    Il gioco precedente si concludeva con la scoperta dell'Arca dell'Alleanza, ma ben altri misteri da svelare attendono il nostro archeologo: il mondo è minacciato da una catastrofe cosmica che solo il ritrovamento della Disco Omega potrà scongiurare.
    Alzati e cammina, ragazzo! sembra dire l'assistente all'inizio del gioco. Infatti il Nostro si dovrà spostare da un capo all'altro del mondo: da Gizha all'Isola di Pasqua, a Chichen Itza, al Triangolo delle Bermuda (o del Diavolo) alla terra dei Celti, Stonehenge, ad Atlantide sommersa.
    Gli spostamenti avverranno tramite delle cards, consegnate all'assistente che ci trasporterà per mare, per terra o per cielo, dovunque vogliamo. In ogni locazione sarà presente un campo-base dove potremo trovare degli oggetti utili o degli elementi chiarificatori per il prosieguo del gioco.

    IL GIOCO

    Nome omen, il destino nel nome. E' il caso di questo gioco: Omega "fine" e Stone "pietra, macigno". Arrivare alla fine di questo gioco è un poco come intraprendere una fatica di Sisifo: si trasporta fino in cima alla montagna il macigno che ineluttabilmente rotola giù e si ricomincia daccapo.
    Un bel gioco, di quelli fatti per far soffrire il giocatore, per farlo osservare, pensare, ragionare e penare; talché, se si riesce a scalare la montagna ci si asciuga il sudore soddisfatti ma ignari che subito dopo ce ne aspetta una ancora più difficile. Però, visto che la missione è vitale (salvare il mondo dal cataclisma) vale la pena di perseverare...

    Grafica - Il gioco richiede stranamente (essendo un gioco recente) una risoluzione 640x480 e questo a tutto danno della nitidezza delle immagini.
    La visuale 3D è a 360° in orizzontale e in verticale e qualcosa va detto anche sul movimento del cursore che a nostro avviso è asincrono rispetto al movimento dell'immagine: basta infatti un piccolo spostamento del mouse per veder schizzare via la schermata che perciò diventa difficile da gestire e questo difetto non si corregge neanche regolando sull'interfaccia la velocità del cursore.
    Gli interni sono bui e piuttosto sgranati aumentando la difficoltà nell'identificazione dei reperti, mentre gli esterni sono abbastanza ben definiti e realistici, ma nulla di eccezionale.
    I filmati intrinseci al gioco sono pochi e vanno a ralenty; poi ci sono le animazioni catastrofiche (quando il protagonista combina qualche guaio), pochi istanti di effetti speciali nei quali si vede la terra esplodere come una "bomba di Maradona".
    Grafica pesante e si sente. Il punta-e-clicca funziona senza demeriti ma laddove la scena si muove c'è da aver pazienza perché avanza con lentezza e a scatti, così come il caricamento dei giochi salvati.
    Si è notato inoltre che man mano che il gioco avanza e l'inventario si appesantisce di oggetti ( da immagazzinare in grande quantità), di foto e di salvataggi, il motore rallenta visibilmente. Tanto più non si capisce per quale motivo gli autori costringono ad acquisire una pletora di oggetti che non si useranno mai (su una raccolta di 17 teschi nel labirinto di Itza, ne servivano solo 6).

    Si consiglia, dove possibile, di effettuare l'installazione completa (2,6 GB) sia per velocizzare il gioco, sia per evitare il continuo cambio di dischi.

    Sonoro - Il sonoro è piuttosto standard, consistendo di suoni e di qualche rumore d'ambiente a seconda delle locazioni visitate, senza particolare originalità né qualità del suono.

    Enigmi - L'avventura è realizzata in prima persona, in solitaria assoluta salvo i momenti del viaggio con il nostro assistente, e solo una volta troveremo un'anima vivente nello scorbutico prete celtico.
    Il giocatore, come un vero archeologo, non deve farsi sfuggire nulla: ogni pietra, ogni anfratto, ogni angolo può nascondere un reperto prezioso o un'indicazione indispensabile, Gli enigmi si risolvono leggendo le carte, tutte le carte, ascoltando le registrazioni, facendo delle correlazioni con altri indizi trovati in giro, studiando i disegni ed i simboli e sottoponendo il tutto ad un'analisi che deve portare alla soluzione. Non c'è nulla di astruso o di irrazionale, tutto rimane nell'ambito di una comprensione logica ma la difficoltà sta nel relazionare tra loro i documenti e nel dar loro un senso concreto ai fini del problema che si presenta.
    A questo scopo viene fornita una macchina fotografica che può tornare utile per memorizzare i documenti e visionarli quando servono ma che purtroppo fotografa solo un quarto del documento che quindi bisognerà pazientemente ricostruire quando serve. Meglio fare un rapido screenshot, un salvataggio dell'immagine e stamparsela per averla disponibile.
    Gli enigmi sono aderenti ai diversi luoghi visitati riflettendone per così dire, la cultura: i mohai nell'Isola di Pasqua, i teschi nel sito Maya, l'alchimia e il simbolismo nella cultura celtica, Tuttavia bisogna aggiungere che per svelare i misteri di un sito è spesso necessario tornare a luoghi già visitati. Non solo, ma per far comparire degli indizi prima inesistenti, bisogna partire e ritornare nello stesso luogo; una lungaggine che è apparsa francamente inutile e snervante e che, a nostro giudizio, si poteva tranquillamente evitare.
    Per snervare il giocatore basterebbe il labirinto di grotte del Cenobe (pozzo sacrificale) di Chichen Itza nel quale bisogna esplorare il terreno palmo a palmo per non farsi sfuggire nulla, con il rischio continuo di perdere l'orientamento nelle rocce tutte uguali e di tornare al punto di partenza senza accorgersene!
    La quantità di reperti da trovare è enorme e non si è mai sicuri di averli trovati tutti finché arriva il momento di usarli. Allora ci si rende conto di dover tornare nel labirinto e si è presi dallo sconforto. Ma il coraggio dell'avventuriero ha la meglio e alla fine ci si rassegna a ripercorrere l'odiata grotta. E qui viene il bello. Si, perché è accaduto che alcuni reperti non sono affatto visibili: ci si capita sopra per puro caso (quei casi dovuti alla disperazione che fa cliccare alla rinfusa sullo schermo…) e il cursore diventa una lente d'ingrandimento ( vedi fondo del lago) facendo apparire dal nulla gli oggetti prima invisibili.
    Una cattiveria creata ad arte o un difetto del gioco? Noi optiamo per quest'ultima ipotesi; infatti abbiamo notato che su oggetti da prendere,in certi casi il cursore diventa lente d'ingrandimento per zoomare e raccogliere; in altri casi si trasforma in uno zaino (che rappresenta l'inventario) dove vengono automaticamente immagazzinati; in altri casi ancora il cursore rimane invariato ed è quindi difficile capire che quel certo oggetto si può prendere.
    Altra cosa curiosa: durante il gioco vengono ritrovati tre misurini ma al momento dell'uso nell'inventario ne compaiono 4. Mistero.

    Interfaccia - L'interfaccia ha aspetti positivi e negativi: gli oggetti sono ben visualizzati in una barra scorrevole alla base dello schermo, ma sono inventariati come capita, senza un ordine che ne faciliti l'utilizzo, perciò è necessario scorrere decine di reperti fino a trovare quello desiderato. E' impossibile giocare con l'inventario aperto perché il gioco rallenta notevolmente. I salvataggi avvengono tramite immagini e non si sono notati limiti al numero concesso ma notevole lentezza nel caricamento degli stessi.

    Conclusioni - Il gioco è lungo non solo per la complessità degli enigmi proposti ma anche per la struttura dei siti che vanno visitati, per la quantità delle locazioni, per il tempo che si impiega nella ricerca e nell'esplorazione, nella lettura (e traduzione, in questo caso) dei testi.
    In conclusione si tratta di un gioco pregevole in quanto all'impegno profuso dagli sviluppatori nella ricerca, nella documentazione e nella creazione degli enigmi, al quale va perdonato qualche difetto nella grafica e nell'interfaccia, Gioco comunque destinato ad utenti piuttosto esperti nel genere e non a chi inizia o desidera cimentarsi in un'avventura rilassante e di tutto riposo.


    FORUM DI PUNTAECLICCA.IT

    A cura di Vipera Gentile

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