LA STORIA
La storia si ispira alla mitologia greca.
Il gioco comincia con il giocatore che una sera qualunque entra in un sottopassaggio e incappa in una strana apparizione. È Dedalo, il mitico architetto di labirinti, che ti chiede di aiutarlo a fermare il re Minasse.
Costui lo ha costretto a costruire un labirinto spazio-temporale che gli servirà per conquistare la terra con i suoi poteri soprannaturali.
Il giocatore inizia così la sua strana avventura nel labirinto spazio-temporale che dovrà distruggere per evitare la distruzione del mondo.
Una storia surreale, originale, che si sviluppa tutta nella narrazione del prologo e nell'epilogo finale.
IL GIOCO
La prima edizione del gioco, in DOS risale al 1993, la seconda, modificata anche per Windows, è del 2004.
Grafica - La grafica 2D è evidentemente datata essendo un gioco del 1993, quindi a pieno schermo (640x480) la risoluzione appare sgranata, ma con una schermata ridotta la visuale appare più nitida anche se ovviamente gli effetti visivi sono meno appariscenti.
Una grande quantità e varietà di locazioni diverse, a volte estrose, molto colorate, riccamente elaborate e fantasiose, insomma tali da tenere desto l'interesse e la curiosità del giocatore.
I particolari non sono sempre ben visibili anche a causa di un'interfaccia non proprio amichevole, e a volte non è facile distinguere gli oggetti di piccole dimensioni.
Visto il titolo del gioco è lecito aspettarsi molti labirinti ma pur nella similitudine delle schermate, c'è una certa varietà anche al loro interno e non suscitano troppa monotonia.
Non ci sono personaggi salvo quelli che vediamo all'inizio del gioco, si agisce in prima persona e in perfetta solitudine.
Sonoro - La musica di fondo è molto buona ma a volte disturba e conviene abbassarla.
Non ci sono voci se non qualche breve frase né rumori costanti.
Enigmi - Il pezzo forte del gioco sono I labirinti che bisogna percorrere più e più volte nel corso dell'avventura per cercare oggetti o simili.
Il gioco ha come scopo il raggiungimento del Centro del Labirinto nel quale potremo arrivare alla distruzione dell'arco spazio- temporale, ma per arrivarci bisogna estendere un ponte e per estendere il ponte bisogna compiere una serie di azioni consequenziali che si snodano nel corso dell'avventura.
Si possono raccogliere vari oggetti molti dei quali sono puramente ornamentali perché non verranno mai usati.
Il gioco non aiuta in alcun modo; il cursore non si attiva sugli oggetti e per cercarli bisogna "adocchiare" (attivare l'icona occhio") in ogni luogo per vedere se nasconde qualcosa di interessante.
Di enigmi veri e propri ce n'è uno solo, uno slider alla rovescia, bisogna trovare chiavi, cercare combinazioni e soprattutto, come detto, superare labirinti.
Non è un gioco facile e richiede una buona dose di pazienza per essere risolto, ma indubbiamente riesce a suscitare l'interesse del giocatore anche per una grafica insolita e curiosa.
Il funzionamento non ha presentato problemi.
Interfaccia - Poco pratica ma efficiente, visto anche l'anno di uscita del gioco quando l'uso del mouse non era di routine.
Nella barra comandi si trovano le frecce direzionali, le icone "prendi" e "muovi" con le quali si fa tutto, e l'icona inventario che apre un'altra barra in cui si trova l'icona "usa". Insomma, un'interfaccia macchinosa.
15 i salvataggi, appena sufficienti.
Conclusioni - Un vecchio buon gioco tradizionale per giocatori attenti e pazienti, ben fatto, che mantiene le promesse del titolo.