LA STORIA
Fanshaw è il tipico gentiluomo britannico, un tantino borioso e snob, che agisce anche come spia al servizio di Sua Maestà la regina Vittoria.
Un giorno, tornando da una missione negli Stati Uniti, trova a casa sua un gatto parlante. Dopo il primo momento di sorpresa (ma un gentiluomo non si sorprende mai di nulla) ascolta la storia raccontata dal gatto parlante; il suo nome è 73 e racconta di un'isola selvaggia nei mari del Sud, dove un dottore pazzo, il dr. Disney (qualche allusione?) ha inventato una "Gene machine", cioè una macchina capace di creare esseri geneticamente modificati per conquistare il mondo.
73, un incrocio tra un uomo ed un gatto, è riuscito a scappare per dare l'allarme sul pericolo che corre l'umanità.
Bisogna trovare l'isola di Disney e distruggere la macchina.
Per far questo, Fanshaw e il fedele Mossop dovranno andare persino sulla Luna e richiedere l'aiuto del capitano Nemode (Nemo) con il suo sommergibile.
IL GIOCO
Grafica - Il gioco è un punta e clicca 2D in terza persona.
Grafica molto piacevole con sfondi disegnati in colori pastello, nitidi ed essenziali.
I personaggi, disegnati anch'essi sul genere fumettistico, sono disegnati con tratto fine e un carattere umoristico che ne mette in risalto il clichè tipico di certe figure inglesi: il fedele maggiordomo sottopagato Mossop, il gentiluomo squattrinato ma molto snob Fanshawe, gli spocchiosi membri del club, la servitù obsoleta e rincitrullita ecc.
Le animazioni brevi sono frequenti, e tutte ben inserite nel contesto; quelle più lunghe riguardano principalmente i momenti di viaggio del protagonista e sono davvero molto piacevoli, considerata la datazione del gioco.
Questa avventura si può giocare anche in Windows, ma funziona bene soprattutto in DOS e non ha dato alcun problema di funzionamento.
Sonoro - La musica di fondo è del tutto insignificante. Buono il doppiaggio. A questo proposito va detto che il difetto più grosso di questo gioco risiede proprio nella lunghezza estenuante dei dialoghi, spesso costituiti da un chiacchiericcio che vorrebbe rimarcare l'humor tutto british dei personaggi ma che in buona sostanza risulta un allungamento noioso e artificioso dei tempi di gioco.
Purtroppo i dialoghi non si possono saltare.
Enigmi - Gli enigmi sono alla portata di tutti, Il gioco è basato sulla ricerca d'inventario e forse la cosa più complicata è proprio la comprensione iniziale dell'interfaccia e del come si fa ad usare gli oggetti.
Non ci sono tranelli o enigmi complicati da risolvere, la soluzione è molto intuitiva e a volte i suggerimenti arrivano dai personaggi stessi.
Il gioco è lineare, vale a dire che se non si compiono certe azioni non si va avanti e se si dimentica qualcosa non è possibile tornare indietro e bisogna riprendere da un salvataggio precedente. Perciò è consigliabile salvare con una certa frequenza.
Interfaccia - L'interfaccia è abbastanza inusuale.
Il cursore descrive oggetti o persone con cui si può interagire.
Cliccando su un oggetto o su una persona, si aprono delle finestre in cui vengono descritte le azioni possibili.
Portando il cursore in basso, si apre l'inventario: una scelta sbagliata perché interferisce spesso con il gioco quando inavvertitamente si sposta il mouse o si vuole uscire da una schermata.
Inoltre la comparsa dell'inventario occupa a volte buona parte dello schermo togliendo visibilità.
Cliccando sull'immagine di Fanshaw invece, si accede al menu con i salvataggi e le opzioni tra le quali c'è anche quella dei sottotitoli (sempre in inglese).
Conclusioni - Un gioco piacevole, non difficile, dotato di una bella grafica, che si fa volentieri.