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TITOLO: THE BLACK MIRROR 1


                                                

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  • Genere: Mystery
  • Editore: The Adventure Company
  • Sviluppatore: Future Games
  • Acquisto online  Adventure Game Shop
  • Rilascio: 2003
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Inglese/Italiano
  • Età consigliata: 12 +
  • Durata: 25-30 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      
  • Soluzione   Download
  • Salvataggi  Download
  • Requisiti minimi richiesti:
    Pentium II 400 Mhz (raccomandato 600) - 64 MB Ram (raccomandato 128) - CD ROM 12X - Scheda video 8 MB compatibile DirectX - DirectX 7.1 - 2 GB su HD - Sound Card compatibile DirectX - Mouse

  • Recensione di Aspide Gioconda

    LA STORIA

    Un'ancestrale maledizione avvolge l'antica magione dei Gordon, nel cuore della vecchia Inghilterra. La morte violenta del vecchio William riporterà a casa il giovane Samuel Gordon che si impegnerà a scoprire la causa dei numerosi delitti che seguiranno, inoltrandosi in un mondo inquietante in bilico tra terrificanti visioni oniriche e una realtà non meno angosciante, vissuta tra pazzia e morte.
    Un sorprendente e bellissimo gioco tra l'horror e il giallo, nel più puro stile inglese, che per la complessità della storia e la ricchezza grafica non sfigura tra i classici del genere.
    L'incipit del gioco è già emblematico di quella che sarà l'atmosfera di tutta la storia.
    Il vecchio studioso William Gordon si trova nel suo studio, nella torre del castello ancestrale di Black Mirror. Tuoni e fulmini scuotono l'aria, fuori dalla finestra a perta e il vecchio intuisce una presenza oscura che lo minaccia. Sta scrivendo a suo nipote, Samuel Gordon, quando d'un tratto una forza terrificante lo scaraventa dalla finestra.
    Samuel Gordon, suo nipote, arriva al castello di Black Mirror per i funerali dopo 12 anni di assenza, ma capisce subito che la morte del nonno non è stata una disgrazia. Strani sogni, terrificanti visioni lo turbano, premonizioni di morte e di sacrifici umani che fanno intuire una presenza demoniaca tra le mura del castello… e intuisce che gli orrori del presente sono legati a misteri demoniaci del passato.
    Il castello è stato costruito da un avo e nelle sue fondamenta giacciono segreti di sangue, fratricidi, efferatezze.
    Una maledizione grava sulla famiglia, un sortilegio che è legato all'esistenza di cinque Chiavi sacre e di altri manufatti che Samuel dovrà ritrovare per svelare la radice del maleficio.
    Samuel decide di andare a fondo del mistero anche affrontando la morte o la perdita della sua anima.
    Sarà un viaggio lungo e tenebroso, dominato dall'incombere della morte e della pazzia, dalla crudeltà sanguinaria di un assassino che sembra inafferrabile e che si rivelerà solo all'ultima scena. Non saremo certo noi a svelarvi il finale ma possiamo assicurarvi che è davvero a sorpresa.

    IL GIOCO

    Fin dalle prime inquadrature del gioco si intuisce di trovarsi di fronte ad un lavoro pregevole, che immerge subito il giocatore nell'atmosfera di tensione e di mistero in cui il protagonista si muove.
    Non vi sono tempi morti, come capita di vedere in certi giochi, dove gli andirivieni del protagonista sono solo un espediente per allungare il brodo. No, qui ogni azione porta ad una conseguenza, ad ogni piè sospinto ci si trova di fronte ad un problema da risolvere, ogni clic del mouse può essere determinante per la prosecuzione dell'avventura che quindi risulta costantemente interessante, al punto che si rimanda continuamente il momento di interrompere. Un'avventura che si vorrebbe bere tutta d'un fiato, insomma.
    A margine della storia principale, una costellazione di altre storie che arricchiscono l'interesse per i personaggi e aumentano il gusto del giocatore a scoprire dettagli, caratteri, indizi e correlazioni che possono puntare i sospetti sull'assassino.

    Grafica - La scenografia è accuratissima sia negli interni che negli esterni che riescono a stupire per la cura quasi maniacale dei dettagli, la pienezza e la completezza delle schermate in cui nulla è trascurato o lasciato al caso.
    Una per tutte, la pioggia battente che infierisce sul castello nelle scene notturne e che sembra di sentir scrosciare dentro lo schermo.
    Ciò che ci ha lasciati un po' perplessi è invece la collocazione temporale che non siamo riusciti a ben definire.
    Per gli abiti femminili, per certe attrezzature, per la descrizione di certi ambienti (e non tanto per gli arredi che essendo in tipico stile inglese non hanno età) si potrebbe dare una collocazione temporale tra la fine dell'800 e i primi decenni del '900. Poi però il protagonista veste in jeans e giacchetta ed usa una fotocamera moderna con rullini 36 mm di concezione piuttosto recente e resta il punto interrogativo: in quale epoca si svolge il gioco? Comunque questo è un dettaglio di secondaria importanza.
    La grafica, come abbiamo detto, è sorprendente per il lavoro di ricostruzione storica, per la buona definizione e per la ricchezza e la quantità degli ambienti sempre estremamente realistici e dettagliati.
    Non all'altezza, invece, le figure umane. Non vedremo mai la faccia di un personaggio in primo piano, né un dettaglio del suo corpo né una sua espressione che ne denoti lo stato d'animo se si fa eccezione per qualche filmato. Le figure sono minimali, abbozzate (salvo quella del protagonista che è leggermente più accurata) e si muovono come piccoli automi, del tutto inespressive e prive di "anima", per cui dobbiamo affidarci esclusivamente ai dialoghi per conoscerne la personalità. A giustificazione di questa scelta possiamo pensare che uno sviluppo più realistico dei personaggi avrebbe comportato un appesantimento eccessivo della grafica e che, probabilmente si è voluto privilegiare il contesto più che l'individuo, ma certo una maggiore caratterizzazione delle figure ne avrebbe fatto un gioco davvero esemplare.
    Buoni i filmati che rappresentano gli incubi e le visioni di Samuel, anche se si limitano a brevi flashes tra un capitolo e l'altro e il già citato filmato iniziale che introduce al gioco.
    Il motore del gioco scorre via regolarmente senza intoppi, malgrado la pesantezza del contesto grafico, i comandi sugli oggetti rispondono senza esitazioni e con notevole precisione nei punti indicati come sensibili, si è invece notata una leggera attesa di qualche secondo quando vengono interpellati i personaggi.
    Il gioco si svolge in terza persona, con avanzamento punta-e-clicca non a sequenza di inquadrature ma a movimento continuo, vale a dire che il personaggio si muove in modo continuativo nei diversi ambienti, sempre con visione d'insieme quindi non c'è movimento a 360°. Le dissolvenze avvengono solo quando vi sono spostamenti significativi tipo salire lunghe scalinate o quando si usa la mappa per recarsi da una locazione all'altra.
    Le locazioni da esplorare sono numerosissime e tutte di ottimo livello descrittivo, concepite in funzione dell'atmosfera macabro-misterica che domina il gioco. Molto frequenti quindi, le incursioni nei cimiteri, lo scoperchiamento di tombe, lo scoprimento di cadaveri freschi o putrefatti, la frequentazione di cripte, sotterranei, cantine, cunicoli, passaggi segreti e via discorrendo. Per questo, probabilmente, il gioco è destinato a persone mature. Ma non solo per questo. Il protagonista per raggiungere i suoi intenti non si fa scrupolo di commettere le azioni più "politicamente scorrette" quali ad esempio fulminare un tizio per prendergli le chiavi, chiudere un becchino nella tomba per agire più tranquillamente, avvelenare la birra di un onesto lavoratore per agire indisturbato, arrivando fino, udite udite, al sacrilegio di introdursi in un confessionale per ascoltare la confessione di un ignaro fedele….
    Ma siamo in un gioco, no? E si sa che nei giochi l'azione più corretta e normale è quella di rubare ciò che serve dovunque si trovi, perciò tutto viene di conseguenza.

    Sonoro - Per conoscere e gustare appieno il sonoro di questo gioco, bisognerebbe usare le cuffie.
    Un continuo brusìo di sottofondo punteggia l'azione, adattandosi agli ambienti visitati ed alle situazioni: cinguettar d'uccelli all'esterno, toni più cupi e sospesi negli interni. Non c'è una vera e propria colonna sonora, ma è proprio questo sottofondo che sale di tono nei momenti di tensione, ad alzare la pressione sanguigna del giocatore. Si arriva al punto di adattare le voci e i rumori alle dimensioni degli ambienti; quando Samuel entra nel manicomio e parla con l'infermiera, si percepisce l'eco del rimbombo nel grande salone e spostando il protagonista, l'eco man mano diluisce fino a scomparire. Finezze acustiche che sono preziose per il godimento e l'immersione totale nell'atmosfera del gioco.
    I rumori sono puntuali e ben sincronizzati mentre il doppiaggio in inglese lo giudichi chi conosce tanto bene questa lingua da poterlo giudicare. A noi è sembrato di tono piuttosto formale.

    Enigmi - In realtà il gioco è tutto un enigma e come spesso succede, l'attività principale del protagonista consiste nell'aprire porte chiuse. Si, perché in un gioco d'avventura, TUTTE le porte sono sempre chiuse. Ma nulla risulta banale in questo gioco: le chiavi non si trovano mai sotto lo zerbino, bisogna arrivarci attraverso percorsi complessi come scatole cinesi.
    Nel corso del gioco bisogna affrontare un paio di puzzles piuttosto semplici e 4 o 5 enigmi niente male che si possono risolvere con pazienza e logica e che richiedono una certa concentrazione. Nessun enigma è particolarmente difficile o frustrante né vengono richieste doti solutive eccezionali per superare le diverse difficoltà che il gioco presenta, per reperire ed usare gli oggetti necessari.

    Interfaccia - Attraverso un ingranaggio in alto a destra dello schermo si accede all'interfaccia che rientra nello stile più classico e pratico. L'unico neo possiamo attribuirlo al numero limitato di salvataggi, 24. In apparenza possono sembrare sufficienti ma in un gioco come questo si sono rivelati non adeguati.
    Normalmente il cursore si colora di rosso su un oggetto sensibile e normalmente cliccandoci sopra lo si prende o lo si attiva. In alcuni casi tuttavia, è necessario cliccarci più volte e anche con il tasto destro per ottenere qualcosa. Ed è necessario cliccare su tutto, proprio su tutto senza farsi sfuggire alcun particolare. Da notare che qualche volta gli oggetti indicati non possono essere presi subito ma vengono comunque indicati dal cursore come oggetti di interesse.
    Inoltre, quando si chiede di fare qualcosa ad un personaggio non basta uscire e rientrare, come accade di solito nei videogiochi, ma bisogna tornarci più volte, dargli un tempo reale per compiere l'azione richiesta prima che quello sia disposto ad esaudirci.
    L'inventario è collocato nella fascia inferiore dello schermo: vi si accede direttamente col tasto sinistro e in alcuni casi, per interagire con gli oggetti, col tasto destro.

    Conclusioni - Un gioco che si gusta come un bel libro giallo con molti colpi di scena, molti personaggi, molti misteri e una grande curiosità di arrivare alla fine. Un gioco lungo e godibile non solo per l'intensità della storia ma anche per la qualità degli enigmi e il fascino delle scenografie, che non esitiamo a consigliare entusiasticamente agli appassionati dell'avventura grafica.


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    A cura di Vipera Gentile

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