LA STORIA
La trama ricalca a grandi linee il libro di Umberto Eco "Il nome della rosa". Diciamo che il gioco "si ispira" al libro perché non credo proprio che gli autori ne abbiano acquistato i diritti per sceneggiare il gioco.
Il monaco Leonardo da Toledo arriva all'Abbazia con il suo discepolo Bruno per fare chiarezza sulle circostanze della morte di frate Anselmo. Morte a cui ne seguono altre, altrettanto misteriose.
Leonardo interroga, indaga, curiosa ovunque, malgrado la diffidenza dei monaci che hanno evidentemente qualcosa da nascondere.
Scopre così che fanatismo religioso, magia, alchimia, stregoneria, satanismo, coabitano in quel luogo e ruotano attorno alla grande e inaccessibile biblioteca dell'abbazia.
Leonardo deve vedersela, oltre che con l'assassino, anche con il suo giovane discepolo Bruno, un ragazzino un po' tardo di comprendonio e molto timoroso di cadere nel peccato.
Naturalmente alla fine la verità verrà a galla, ma il nostro Sherlock medievale rischierà davvero di scottarsi.
I dialoghi sono molti, infatti la storia con i suoi sviluppi ha un andamento narrativo più che figurativo, vista la durata piuttosto limitata del gioco.
IL GIOCO
Grafica - Se cliccando sull'icona del gioco vedete che non accade nulla per una decina di secondi, non allarmatevi: il gioco si avvia con calma.
La grafica è di tipo fumettistico a cartoni animati con sfondi 2D e direzioni obbligate, non è straordinaria per definizione ma sia i personaggi che l'ambientazione sono descritti in modo realistico.
L'abbazia, com'era uso ai tempi, consiste in un grande spazio recintato come una fortezza, contenente tutti gli edifici necessari all'autonomia dei monaci; edifici monumentali ma di semplice fattura in pietra grigia; la grande chiesa romanica, il chiostro, tutto descritto in modo giusto. O quasi.
Quando infatti si accede alla biblioteca, pare strano vedere scaffali di libri come si trattasse di una moderna libreria invece di codici, manoscritti e pergamene.
Gli sfondi sono trattati in modo piuttosto sommario, senza troppo badare ai particolari, come si conviene ad un fumetto. Diciamo che sono essenziali.
I personaggi sono ben caratterizzati anche nella personalità rivelata dai dialoghi: Leonardo dalla faccia arcigna e severa, a volte con un sorriso mefistofelico, l'abate priore grasso come un otre, il suo vice, ambiguo e sfuggente, il giovane Bruno con la faccia un po' così… .
Buoni i primi piani espressivi, le animazioni, che di solito intervengono alla fine dei 4 capitoli, non sono superlative ma hanno una buona fluidità. Un neo a questo proposito: quando si fa spostare rapidamente il protagonista, si muove a scivolo.
Le inquadrature hanno a volte un taglio cinematografico: riprese dall'alto, dal basso o di traverso, ma questa particolarità va spesso a discapito della giocabilità. Non è infrequente che il personaggio si posizioni davanti ad oggetti su cui dobbiamo operare e farlo spostare non è sempre facile.
Le locazioni da visitare non sono moltissime, infatti il gioco è piuttosto breve.
Una grafica comunque piacevole, non eccellente ma più che dignitosa.
Sonoro - Il doppiaggio in inglese è buono, con voci marcate, a volte un po' caricaturali ma che si adeguano ai vari caratteri.
La musica di fondo alterna un bellissimo canto gregoriano a motivi originali, comunque attinenti all'atmosfera del gioco.
I rumori di fondo non esistono salvo lo scalpiccio del protagonista che assomiglia veramente al ticchettio di una macchina da scrivere (chi se le ricorda?).
Ben fatta la localizzazione in italiano.
Enigmi - Gran parte del gioco si basa sull'esecuzione attenta e completa dei dialoghi, omettendo i quali non si aprono nuove opzioni di gioco.
Gli enigmi sono tutti del tipo "cerca ed usa", abbastanza logici. Abbastanza; ad esempio: se si trova della polvere da sparo bisognerà cercare anche una miccia e del fuoco ma è la prima volta che per accendere una miccia debbo bagnarla con liquido infiammabile, ammesso che il liquido richiesto possa dirsi infiammabile.
Comunque cercare gli oggetti è davvero semplice perché il mouse segnala quasi solo quelli su cui è possibile interagire e trovare dove usarli è estremamente intuibile quando non addirittura suggerito dal protagonista.
Per spostarsi nell'abbazia si usa una mappa e gli spostamenti si possono affrettare cliccando due volte su un'uscita o un posto da raggiungere.
Nell'edizione in inglese e in tedesco esisteva un solo enigma veramente ostico e cioè uno slider (o gioco del 15) nella biblioteca, ma in quella italiana sembra essere stato eliminato, chissà perché.
Interfaccia - Il gioco si gestisce interamente da mouse. Per osservare un oggetto si può cliccare con il tasto destro o sinistro del mouse, per interagire con il tasto destro.
Con il tasto ESC si accede al menu e i salvataggi sono in automatico con icone.
L'inventario si apre spostando il cursore sulla cima dello schermo e appare a forma di vetrata con gli oggetti minuscoli: una trovata poco pratica.
Conclusioni - Il gioco è risultato gradevole e interessante per chi ha poca passione per gli enigmi e preferisce un passatempo più rilassato copn una storia intrigante. In buona sostanza un gioco alla portata di tutti.
La durata è piuttosto limitata, per un giocatore esperto non più di 8-10 ore, per il meno esperto qualcosa di più.