LA STORIA
Si racconta che 70 anni fa uno strano individuo, Henry Stauf, venne a città e cominciò a costruire giocattoli.
Giocattoli molto belli ed originali che ebbero grande successo e lui divenne un uomo molto ricco ma... misteriosamente, tutti i bambini che possedevano quei giocattoli, cominciarono a morire.
Henry cominciò ad essere evitato dalla gente e prese a vivere come un recluso, amareggiato e pieno di odio verso il mondo e riversò il suo risentimento nella costruzione di quella grande casa inquietante.
Un giorno decise di dare una festa ed invitò 6 ospiti adescandoli con promesse di denaro e di lasciti.
Nessuno seppe cosa accadde dopo, certo è che dei 6 ospiti e del padrone di casa non si seppe più nulla.
La casa restò abbandonata per molti anni ma di tanto in tanto i passanti vedevano luci misteriose e sentivano orribili gemiti e cantilene di banbini provenire dalla magione.
C'erano 6 ospiti e tu, giocatore, sei il settimo. Vagando per la casa troverai un'infinità di enigmi che poco per volta ti porteranno a svelare il mistero che la circonda.
IL GIOCO
Più che di un gioco d'avventura, in questo caso possiamo parlare di un insieme di emigmi inseriti in un contesto che funge da storia ma che in realtà è solo una giustificazione per questo impegnativo esercizio che mette alla prova le doti solutive del giocatore.
Grafica - E' nitida, davvero avveniristica se si pensa all'epoca della produzione del gioco. All'apparire degli "ospiti" che infestano la casa, si potrà assistere a dei filmati in cui gli ectoplasmi evocheranno le loro storie, il che fornisce quel pizzico di horror che caratterizza il gioco e serve soprattutto ad intervallare il percorso tra un enigma e l'altro, anche se a volte questi intermezzi inevitabili appaiono alquanto noiosi. Nulla di veramente horror, perché, come dicevamo, il contesto fa solo da alibi al vero nocciolo del gioco che sono gli enigmi.
Gli ambienti sono curati e la musica azzeccata per creare atmosfera di suspence.
Ciò che crea atmosfera, più dei fantasmi, è l'assoluta solitudine in cui si agisce, l'assenza di presenze umane; infatti l'avventura si svolge in prima persona con avanzamento punta e clicca.
Sonoro -Suoni evocativi e adatti al contesto del gioco.
Enigmi - La soluzione di un enigma dà accesso a quello successivo.
Non c'è un ordine predefinito in cui risolverli, si può cominciare dovunque si trovi un enigma da affromtare.
In realtà più che un gioco di avventura sembra di sfogliare una "Settimama enigmistica" interattiva per solutori più che abili....
Ve ne sono di tutti i tipi e vanno dagli scacchi, ad un gioco tipo "otello" ad altri puzzle più o meno complicati che richiedono comunque parecchia concentrazione, per venirne a capo.
Ovviamente gli enigmi sono tutti ferreamente logici e razionali, non derogano dall'enigmistica più classica.
Interfaccia - Semplice ed intuitiva. Il cursore è costituito da una mano scheletrica per agire, una dentiera per parlare, un bulbo oculare per vedere, un cervello pulsante per gli enigmi: tutto in tono, come si vede.
Conclusioni - Un gioco molto impegnativo che riesce però a coinvolgere solo parzialmente in quanto l'azione è fagocitata solo dalla soluzione dei puzzle.