LA STORIA
Alla fine dell'episodio precedente, Roger Wilco fuggiva della base di Vohaul in una navetta prima di immergersi finalmente in hyper-sonno.
La navetta va lentamente alla deriva nel vuoto intergalattico finché un'incrociatore-pattumiera, credendo avere a che fare con un rifiuto spaziale, lo "spazza" via.
Svegliandosi in un bidone di immondizia, piuttosto familiare per lui, visto il suo mestiere di ex spazzino, Roger Wilco deve scappare in qualche modo.
E il modo lo trova rimettendo in funzione un vecchio incrociatore spaziale, l'Aluminum Mallard, con il quale si mette alla ricerca del suo pianeta Xeno.
Quando Roger si ferma sul pianeta Phleebhut per trovare informazioni, deve fare i conti con Arnoid il robot-esattore che lo perseguita per esigere il pagamento di un oggetto preso in Space quest 2 e mai pagato.
Per giunta, (situazione surreale) deve liberare addirittura i suoi due creatori, "I ragazzi di Andromeda" (gli autori del gioco Murphy e Crowe) teniti prigionieri nella ScummSoft.
La storia, come gli altri episodi della serie, è ricca di spunti umoristici, di parodie e contaminazioni dai più famosi films di fantascienza del tempo.
IL GIOCO
Grafica - Il gioco usa il motore SCI, proprietario di Sierra, con una grafica EGA a 256 colori, contrariamente ai due episodi precedenti che usano il sistema AGI.
La risoluzione è di 320x200 pixel in 16 colori. Una risoluzione bassa anche per lo standard dell'epoca.
La grafica è comunque di buona con belle animazioni, in considerazione della risoluzione limitata.
Sonoro - Una musichetta midi all'inizio del gioco che si ripete ogni tanto
Enigmi- A fronte di una storia eccellente, gli enigmi passano un po' in secondo piano.
In genere sono abbastanza intuitivi: si raccolgono gli oggetti e si cerca dove usarli, tuttavia non sempre è data una spiegazione del perché bisogna usarli in un certo posto, ma lo si scopre solo a posteriori, perciò a volte bisogna andare un po' alla cieca.
In questo gioco la parte più ostica sono i giochi, quello dell'Astro Chiken, per esempio, e le fasi arcade in cui si muore con grande facilità.
Interfaccia - La gestione del gioco è un misto tastiera-mouse.
In questo periodo si andava affermando l'uso del mouse nei videogiochi e in questo episodio gli sviluppatori lo inseriscono solo per far muovere il personaggio. Tuttavia il puntatore è ancora agli esordi, è impreciso e non supera il minimo ostacolo, perciò si manovra molto meglio con le frecce direzionali.
Le azioni sono ancora comandate dal parser di testo, digitando i comandi sulla stringa.
L'interprete è molto tollerante e riconosce molti sinonimi, vuole solo verbo e oggetto, quindi non è difficile da gestire anche per chi conosce poco la lingua.
Conclusioni - Una storia divertente, originale com'è caratteristica della serie, ma il gioco è più breve degli altri.