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TITOLO: SHERLOCK HOLMES - Il Mistero della Mummia


                                                

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  • Genere: Giallo investigativo
  • Editore: Frogwares
  • Sviluppatore: Wanadoo
  • Acquisto online  Adventure Game Shop
  • Rilascio: 2002
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12 +
  • Durata: 25-30 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:     
  • Soluzione     Download
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  • Patch           Download
  • Salvataggi     Download
  • Requisiti minimi richiesti:
    Pentium II-300 o sup. - 64 MB RAM - Scheda video 3D 8MB - DirectX 8 - Scheda audio Win compatibile - CD-ROM 4X - 200 MB su HD - Mouse.

  • Recensione di Aspide Gioconda

    LA STORIA

    Anno 1899.
    Sherlock è stato chiamato da Elizabeth Montcalfe, figlia di un eminente egittologo e collezionista di reperti antichi, per scoprire che fine abbia fatto suo padre, improvvisamente scomparso.
    Per la polizia si tratta di suicidio ma la giovane non condivide questa ipotesi.
    Sherlock si reca nella magione di famiglia, qualcosa che assomiglia più ad un museo egizio che ad una casa.
    Un maggiordomo, che scompare subito dopo, lo accoglie ma Elizabeth non c'è; al Nostro non resta che iniziare le indagini.
    Strani indizi costellano il percorso del segugio: mummie viventi? Misteri esoterici? O semplice simulazione? Magari c'è lo zampino di Elizabeth? Ma l'egittologo è proprio scomparso o è più vicino di quanto si crede? E il misterioso maggiordomo che fine ha fatto? E chi è la misteriosa figura che cammina sui tetti in una notte tempestosa? Chi tende tranelli all'ineffabile Holmes, ad ogni piè sospinto?
    Dice Sherlock in una delle sue avventure: escluse le ipotesi impossibili, le altre sono vere anche se improbabili. E secondo questo assioma, convinto che non da mummie bendate ma da mano umana vengano tutti i guai che incontra, il nostro eroe arriverà (grazie a noi) sano e salvo alla conclusione finale.

    IL GIOCO

    Nel vario mondo dei giochi d'avventura, il genere "giallo" è forse quello che intriga di più il giocatore. E se ad investigare è Sherlock Holmes, il desiderio di diventare tanti dr. Watson e di accompagnarlo nelle sue indagini, diventa addirittura irrefrenabile.
    E' lui, l'archetipo degli investigatori, il discepolo aristotelico del ragionamento logico-deduttivo, l'inflessibile detective svelatore dei misteri più inquietanti della letteratura gialla; ed è con lui che l'avventura si inoltra in meandri intricati, oscuri e talvolta mortali di questa storia che richiederà a "solutori più che abili" di dar fondo alle proprie risorse immedesimandosi nel principe degli investigatori per trionfare sul male.

    Grafica - Consiglio di impostare lo schermo alla massima luminosità possibile, altrimenti risulta davvero improbo vedere qualcosa. Chissà perché in alcuni giochi, specie quelli improntati al mistero, si ritiene che più scura è la grafica, più si crei atmosfera d'ambiente. No, si costringe soltanto il giocatore a sforzi di vista disumani.
    Questo è uno di quei casi. Certi oggetti si trovano solo per caso, passandoci e ripassandoci sopra con il cursore, restando indistinti alla vista.
    L'ambientazione è corretta, gli interni sono costituiti per la maggior parte da sarcofagi e da vetrine da museo o in alternativa dagli arredi di una casa inglese stile coloniale fine secolo; scene filmate poche e molto brevi ma chiare: in alcune riusciamo a vedere il protagonista e c'è da dire che i pochi personaggi visibili sono ben definiti e realistici nei tratti fisici. Poca cura tra per la sincronia tra il parlato e il movimento labiale. Piuttosto ridicolo, a nostro avviso, il modo in cui si fa morire il povero Sherlock: una specie di piroetta su se stesso con tonfo finale.
    La grafica degli ambienti, al contrario, pur non mancando della giusta ricchezza e suggestione, è poco definita, approssimativa nel dettaglio.
    Il movimento del mouse è a 360° in orizzontale e in verticale ma la direzionalità è obbligata e i movimenti all'interno di una locazione risultano talvolta macchinosi.
    Il caricamento iniziale o quello dei salvataggi richiede 20 secondi di attesa. Troppi. Ma nell'ambito del gioco il motore si comporta in modo soddisfacente.

    Sonoro - Per quanto riguarda il sonoro, le azioni sono accompagnate dal tipico motivetto che caratterizza tutti i giochi del genere, discreto, d'atmosfera, non invadente. La musica cambia nei momenti topici, quando Sherlock è in grave pericolo o muore: allora diventa più incalzante o addirittura tragicamente conclusiva. Una curiosità l'abbiamo riscontrata nella voce di S.H.: una voce stizzosa, stridula, assolutamente troppo nasale anche per un inglese di razza come lui, e perennemente incavolata, anche quando non ce n'è alcun bisogno.
    La rumoristica d'ambiente è limitata allo stretto necessario e riguarda gli oggetti usati dal protagonista come porte, cassetti, congegni che si sbloccano ecc.

    Enigmi - Le locazioni da visitare sono parecchie, piene di enigmi e di tranelli anche mortali.
    Si, questo è un gioco "cattivello", anzi, diciamo proprio "cattivo" dove una implacabile clessidra limita il tempo per compiere determinate azioni: non c'è il salvifico "riprova" (benedetto in tanti giochi i cui autori sono consapevoli della fallacia umana) ma bisogna riprendere dall'ultimo salvataggio e se non si è stati previdenti, sono dolori.
    Dicevamo che le locazioni da esplorare sono parecchie e si sviluppano architettonicamente su tre livelli: un pian terreno, uno scantinato e un piano superiore, mentre il gioco si articola in 5 livelli in cui le difficoltà crescono progressivamente e che contrassegnano le varie fasi superate.
    Praticamente in ogni stanza c'è un enigma da risolvere per accedere alla successiva; si va dal semplice "gioco del 15" dove si tratta di ricomporre immagini frammentate, ad enigmi più ostici tra i quali metterei quello dei blocchetti di marmo che si trova nell'ultima fase del gioco. Qui non si sa proprio cosa fare, si prova e si riprova, poi si perde la pazienza e si comincia a cliccare in modo inconsulto facendo in tal modo una scoperta che lascia perplessi… a voi scoprire la scoperta!
    Ma vi sono anche altri puzzle che richiedono, per essere risolti, una attenta lettura degli indizi e una buona dose di capacità deduttiva (vedi il puzzle degli ahnk). Chi non conosce l'inglese si armi di vocabolario, please.
    Gli enigmi a tempo sono godibilmente stressanti: la clessidra cammina e ancora si cerca di capire cosa bisogna fare. Per alcuni di essi abbiamo riprovato anche una decina di volte prima di arrivare a buon fine, anche perché il tempo a disposizione, in certi casi, è davvero irrisorio.
    Enigmi tosti, dunque.
    Tuttavia, come tutte le avventure giocate in prima persona e in perfetta solitudine, l'emozione del giocatore non va oltre la soddisfazione di aver risolto un passo del gioco per procedere a quello successivo: una soddisfazione del tutto mentale, quindi, che non deriva dallo trama o dall'interazione tra personaggi della storia ma solo dalla sequenza delle difficoltà risolte.
    In effetti più che nei puzzle sparsi in giro, la difficoltà del gioco risiede nelle azioni da fare, nelle cose da trovare, nelle combinazioni degli oggetti tra di loro. Anche perché la grafica del gioco non è un mostro di precisione.

    Interfaccia - L'interfaccia è semplice e di utilizzo intuitivo. Un cursore, costituito da un dito che regge una pipa, si trasforma in un dito puntato per andare e in una mano aperta per prendere e in una mano con chiave inglese per agire. In certi casi si è rivelato impreciso. Si usa solo il tasto sinistro del mouse, mentre l'inventario è costituito da una borsa in basso a sinistra, così come il quadro delle opzioni. Spostando il cursore per prendere un oggetto si sposta inevitabilmente anche la schermata: non molto pratico.
    I salvataggi sono limitati a sei e salvano automaticamente con la data e l'ora, ma vista la frequenza con cui il protagonista può morire, si sono rivelati del tutto insufficienti e il fatto di dover sovrascrivere su quelli esistenti non contribuisce ad agevolare il giocatore.

    Conclusioni - Il gioco è piuttosto lungo e complesso, adatto sicuramente ai giocatori più esperti e smaliziati che conoscono i "trucchi del mestiere" e riescono a mantenere la calma anche… in punto di morte.
    Un'avventura di tutto rispetto, da giocare in solitaria e impegnativa e lunga quanto basta per sentirsi investigatori provetti nell'averla portata a buon termine.


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    A cura di Vipera Gentile

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