LA STORIA
Siamo in un futuro lontano mille anni e più.
La grande civiltà di Tastan è scomparsa lasciando solo delle tombe che sorgono vicino al villaggio in cui Beni è cresciuto. Egli è un frequentatore di queste tombe, dove si favoleggia di un grande tesoro nascosto, ma un giorno il contrabbandiere Doba rapisce sua sorella e gli ordina di entrare nella Tomba 35 e di tornare con un reperto prezioso.
La Tomba 35 è la più pericolosa, infatti qui andò un giorno lontano il famoso ladro di tombe Ramirez senza più tornare.
La sentinella della Tomba è Dormeuse (che incontreremo durante il gioco con il nome di Tamara) la quale appare in più occasioni a Beni, comportandosi in modo ambiguo: è lì per favorirlo o per complicargli la vita? A volte l'una, a volte l'altra cosa. Ma Dormeuse è reale o è un ologramma? Non si capisce.
Fatto sta che Beni dovrà superare ardue prove per raggiungere gli altri 7 mondi ( o quel che ne resta) di Tastan, che con la Tomba 35 diventano 8.
IL GIOCO
Un nuovo prodotto della Detalion che nel 2003 ci deliziò con Schizm e questa volta ci propone un lavoro di non minore pregio e bellezza.
In effetti qualche somiglianza nello stile e nella grafica si nota, almeno quel tanto che basta per capire che i due giochi, anche se non sono fratelli, sono parenti stretti.
Intendiamoci, la somiglianza è in positivo, nel motore del gioco, nella definizione dei dettagli, in un certo stile delle architetture grafiche, ma la cosa finisce qui perché sostanzialmente i due giochi sono assai diversi tra di loro.
Grafica - Il gioco è un punta e clicca in prima persona, noi non vedremo mai il protagonista. Usando il tasto destro del mouse si avanza, anzi, si scivola sullo schermo come sul velluto in un ambiente completamente tridimensionale ad alta definizione.
I mondi di Tastan sono completamente diversi uno dall'altro e non si può negare che siano tutti ugualmente sorprendenti.
I luoghi da esplorare sono molti ma ciò che è più godibile, oltre la spettacolarità, è la totalità della visuale consentita dal gioco.
La cura del motore grafico è accentuata dalla pignoleria realistica che ci fa sobbalzare sui gradini, sugli ostacoli, che ci permette di spaziare nella panoramica a 360° come di curiosare negli anfratti più reconditi ed inutili che però fanno "architettura - verità"; infatti, se i grafici hanno costruito ambienti così scenografici è anche giusto che il visitatore abbia la possibilità di goderseli interamente.
L'alta definizione, il senso di profondità, la cura maniacale dei particolari, la morbidezza del motore, producono una grafica spettacolare.
Da segnalare, sotto questo aspetto, il mondo innevato di Corabanti dove ogni dettaglio, persino la neve calpestata, è reso con realismo assoluto.
Le animazioni con personaggi riguardano solo la scena iniziale e le apparizioni di Dormeuse - Tamara; i personaggi si muovono con naturalezza,, senza forzature. In particolare Dormeuse si muove con disinvoltura come un'attrice consumata e va notata anche la sincronia pressoché perfetta del doppiaggio.
Ma in realtà tutto il gioco è animato: in qualunque schermata possiamo vedere acque increspate, l'eruzione del vulcano che fa ribollire la lava, uccelli, fiori, oggetti mossi dal vento, meccanismi che si muovono… L'unico punto in cui, con una certa meraviglia ho notato una staticità anomala, è stato guardando oltre le mura della città di Argannas dove, nella grande prateria, gli animali erano disegnati immobili come statue.
Una piccola omissione del tutto secondaria che annoto solo come curiosità redazionale.
Vale la raccomandazione di installare questo gioco su un computer con requisiti molto al di sopra di quelli consigliati.
Sonoro - La musica non c'è. O meglio, c'è un suono di fondo che assomiglia ad un mormorio cupo e continuato, ci sono i rumori d'ambiente, continui e mutanti con il mutare dei mondi, ci sono i rumori dei meccanismi, degli enigmi, ma la musica no.
Enigmi - Il gioco è un condensato di enigmi, nessuno di facile soluzione.
Non c'è inventario, si debbono raccogliere solo dei cristalli che andranno a posizionarsi automaticamente quando è il momento, quindi non ci sono oggetti da cercare o da assemblare.
Un po' sulla scia di Schizm, il gioco è concepito a blocchi, vale a dire che in ogni mondo bisogna raggiungere degli obiettivi per poter accedere al mondo successivo.
C'è però da raccogliere però una grande quantità di indizi armandosi di carta e matita, fare mappe, ascoltare e riprodurre suoni, interpretare suggerimenti, cercare collegamenti e relazioni fra gli indizi. C'è soprattutto da camminare molto… Nel senso che per addivenire alla soluzione di un enigma, quando finalmente se ne è compreso il meccanismo, bisogna fare un grande andirivieni per provare e verificare l'azione.
La qual cosa, a lungo andare, risulta piuttosto ripetitiva e snervante, soprattutto quando ci si trova in un mondo, come ad esempio Argannas, dove è molto difficile trovare punti di riferimento certi e quindi orientarsi e si gira in tondo per decine di minuti mettendo a rischio la propria salute mentale…
Comunque gli enigmi sono logici e ben costruiti anche se, ripeto, presentano un alto grado di difficoltà che i principianti possono superare solo con la soluzione alla mano.
Interfaccia - L'interfaccia del gioco è molto intuibile. Nel menu generale si può scegliere se giocare con il mouse (tasto destro per avanzare, tasto sinistro per attivare gli enigmi) o con la tastiera. C'è anche la possibilità di avere un aiutino, qualche suggerimento che però, avverto, serve a poco; si possono inserire i sottotit e regolare l'audio.
I salvataggi possono essere sia manuali che in automatico.
L'installazione richiede 2 CD ed occupa circa 1,6 GB, poi però non c'è bisogno del CD.
Conclusioni - In conclusione un gioco di grande effetto grafico e fitto di enigmi che può fare la gioia dei seguaci di Myst, ma la cui storia, a mio avviso, risulta alquanto posticcia e resta, in buona sostanza, irresoluta, con un finale che poco si capisce.