LA STORIA
Non c'è storia ma una serie di 15 enigmi da risolvere.
Un monaco cinese ci spiega che il bene è stato imprigionato dal male e solo risolvendo gli enigmi nelle caverne verrà liberato.
IL GIOCO
Questo gioco ha avuto un percorso piuttosto travagliato. In teoria doveva essere il seguito di Jewels of the Oracle, sviluppato da Eloi.
Karma, uscito inizialmente come "Karma: Curse of the 12 Caves", da una softwarehouse cinese, venne poi rivisto e rimaneggiato tre anni dopo con il titolo di "Quest for Karma", pubblicato dalla Dreamcatcher.
Grafica - La grafica ha una risoluzione di 640x480 e vuole obbligatoriamente 256 colori.
In buona sostanza vediamo solo gli ambienti dove sono posizionati gli enigmi, cioè nelle caverne.
La grafica è di pessima qualità. Sgranata e confusa, quasi monocolore, in una finestra di 560x320. Si salvano gli enigmi che sono a pieno schermo e più definiti, per fortuna.
Le animazioni sono pessime, sgranate, procedono a scatti e così confuse che ben poco si capisce di quello che sta accadendo.
Il gioco, per funzionare, ha bisogno di una libreria specifica DISCISCC.DLL che si può scaricare qui: Download quindi se il gioco non si installa bisogna copiare questo file nella cartella System di Windows.
Durante il gioco ho avuto più volte la sgradita sorpresa di un crash che ha riportato al desktop.
Alla fine del gioco un errore di script impedisce di vedere completamente l'animazione finale, ma poco male.
Sonoro - Una melodia di flauto e strumenti vari, gradevole ma ripetitiva e a lungo andare annoiante.
Il gioco è doppiato in inglese.
Enigmi - Ci sono 15 enigmi da risolvere, pochi rispetto ai precedenti "Jewels" che ne contenevano quasi il doppio.
Gli enigmi sono di vario genere: alcuni molto facili, un paio difficili ed altri di normale difficoltà.
Il guaio è che gli sviluppatori hanno avuto la pessima pensata di introdurre in un gioco di puzzles games, alcuni giochini arcade che c'entrano come i cavoli a merenda, per così dire.
In particolare, bisogna colpire con le frecce i pezzi di una scacchiera che avanzano molto rapidamente o guidare una bolla di sapone in un percorso o far entrare delle palline colorate nei loro alloggiamenti e via dicendo; se non ci si riesce, si può anche buttare il gioco perché non si va avanti.
Chi ama i puzzles game solitamente detesta i giochini arcade, ma pare che questa semplice nozione sia sconosciuta agli sviluppatori e ai progettisti delle a.g.
Passiamo agli altri enigmi. Dicevo che ce ne sono alcuni facili, quasi banali, come una torre di Hanoi con 4 pezzi e non è l'unico. Ce ne sono di molto difficili, come uno slider che richiede un centinaio di mosse. Ce ne sono di impossibili come l'enigma dell'ottagono che assolutamente nessuno ha capito e per il quale bisogna ricorrere all'unica soluzione esistente su internet che però non lo spiega.
Inoltre, quando si sbaglia una mossa in un enigma, bisogna ricominciare tutto da capo e non è possibile correggersi.
Insomma,
Interfaccia -
Il cursore è un fior di loto che protende un ditino quando è possibile andare avanti o girarsi.
Il menu si apre con il tasto destro, i salvataggi sono illimitati.
Attenzione a non premere il tasto "Esc" perché vi butta fuori dal gioco senza nemmeno chiedere il permesso e se non avete salvato...
Conclusioni - Un gioco un po' raffazzonato, con diverse lacune di progettazione, messo insieme in qualche modo e con una grafica da dimenticare.
Per chi non può fare a meno di enigmi.