LA STORIA
Non è facile raccontare la storia di questo genere di giochi perché si rischia di rivelare troppo.
Il gioco inizia con la scena di una ragazza in abiti discinti, in evidente stato confusionale che gira sotto una pioggia fitta a New York con una pistola in mano e d'un tratto inizia a gridare ed a sparare in aria.
Si sono verificati altri 4 casi simili in città, tutti ragazzi tra i 18 e i 20 anni trovati in stato catatonico e in amnesia totale, ricoverati in un tetro ospedale sotto le cure del dott. Young e di un'infermiera intrattabile.
Il giovane psichiatra David Mc Namara arriva in questo ospedale incaricato dal governo di sovrintendere alle cure dei 5 pazienti, attirandosi da subito l'ostilità del medico e dell'infermiera che giudicano i suoi metodi "soft" incompatibili con la violenza dimostrata dai ricoverati.
David riesce gradualmente a far recuperare la memoria ai pazienti attraverso l'ipnosi regressiva ricostruendo pazientemente i tasselli della storia che rivelerà sviluppi inattesi e drammatici. Ma lo psichiatra ha anche problemi personali: una moglie in fase di divorzio, un amico che tanto amico non è, un conto in banca bloccato, un passato misterioso, uno stato psicologico che lo induce ad un'aggressività incontrollata.
I flashes dei pazienti sono sfalsati nel tempo: ciascuno aggiunge un tassello alla storia senza una logica temporale lasciando a noi, man mano che va avanti il gioco, la facoltà di mettere insieme i pezzi dei ricordi e ricostruire il quadro d'insieme come in un puzzle.
Le nevrosi di McNamara si manifestano anch'esse gradualmente in un crescendo di coinvolgimento del giocatore che si sviluppa con il crescere dell'ansia del protagonista trasmettendogli abilmente questa "sindrome di Cassandra": l'angoscia di non essere mai creduto, specie dalle persone che gli sono più care e di attirare su di sé i sospetti malgrado dica la verità.
Una storia forte, sapientemente sviluppata ed articolata come raramente si riesce a fare in un gioco d'avventura.
IL GIOCO
Ho definito questa avventura un thriller psicologico, ma aggiungerei anche un aspetto dark dove non manca violenza e umor nero.
In certi casi (vedi la morte del cerbiatto) sono episodi di violenza gratuita, in altri la violenza scaturisce dalla natura dei personaggi e degli eventi.
I caratteri sono ben delineati, anche perché il gioco si basa molto sulla storia e sui suoi sviluppi, quindi ciascun personaggio ha un ruolo significativo che ne fa emergere la personalità in positivo o in negativo.
Il protagonista non è un eroe, anzi denota una certa insicurezza emotiva che lo induce a reagire a volte in modo cervellotico come quando spiana la pistola sul portiere d'albergo, persona esemplarmente corretta e rispettosa.
Ci sono poi le figure del dott. Young, responsabile dell'ospedale psichiatrico, pavido e tradizionalista, che preferisce non avere problemi somministrando dosi massicce di tranquillanti ai suoi pazienti, e l'infermiera che fa quello che deve fare senza curarsi troppo del benessere dei suoi assistiti.
Le figure che restano più in ombra sono forse proprio i cinque pazienti che appaiono come strumenti passivi nelle mani di chi li usa.
Grafica - Il gioco è un punta e clicca 2D/3D che si gestisce completamente da mouse.
Le locazioni da visitare sono poche, ma del tutto congeniali allo spirito del gioco che, anche se ci dice che è mattina, fa apparire gli esterni sempre come fosse notte.
Gli sfondi 2D sono accurati nel descrivere l'ambiente cupo e miserando dell'ospedale psichiatrico così come una New York perennemente sotto la pioggia. L'atmosfera non manca ed è quella giusta.
A questo proposito vediamo il guardiano dell'ospedale fini dall'inizio del gioco, fermo, immobile allo stesso posto, stoicamente sotto l'acqua, che tossisce ma non si muove di pezza. Mi è sembrata una presenza del tutto inutile.
A dire la verità di incongruenze o meglio, di discrasie in questo gioco ne ho trovate più di una ma lascio a voi il gusto di trovarle.
Per quanto riguarda i personaggi, sono fisicamente ben descritti anche se almeno un paio di loro, David il protagonista e Moretti l'investigatore, sembrano gemelli separati alla nascita, fatto salvo il pizzetto del secondo.
Si muovono in modo abbastanza sciolto ma nei primi piani risalta la fissità dello sguardo e l'inespressività del viso.
Vanno notate alcune piccole imperfezioni grafiche come quando viene versato il liquido in un bicchiere: il bicchiere appare pieno prima di versare il liquido, il rumore si sente, ma il liquido che viene versato non si vede. Piccolezze.
La cosa più noiosa è invece l'attesa di svariati secondi per vedere le animazioni.
Specie durante le regressioni dei pazienti, ma non solo, lo schermo appare scuro per un bel pezzo, tanto che inizialmente credevo si fosse "impallato" il gioco; invece no, basta aver pazienza e l'animazione inizia.
Le scene di movimento sono buone e intervengono con una certa frequenza.
Gli spostamenti avvengono attraverso frecce direzionali che indicano anche il nome della locazione.
Sonoro - Ottima la musica e il doppiaggio in inglese, con belle voci espressive.
I rumori sono costanti e ben calibrati. Buona la localizzazione italiana.
Enigmi - Questa avventura ha il suo tallone d'Achille proprio negli enigmi.
E' evidente che gli sviluppatori hanno curato molto la storia dando risalto agli aspetti psicologici dei personaggi, quindi ai numerosi dialoghi, ma molto meno hanno tenuto conto degli enigmi di cui l'avventura è piuttosto carente.
Si tratta di trovare alcuni oggetti qua e là, guidati dal cursore che si trasforma in lente. L'interazione è molto scarsa sia per le poche locazioni, come si è detto, sia perché le azioni da compiere sono del tutto ovvie, facendo anche attenzione a quanto viene detto dai pazienti in fase di regressione per trovare alcuni codici che servono ad aprire le porte.
La parte più attiva, e se vogliamo più significativa, riguarda i colloqui con i pazienti.
Il protagonista dispone di un PDA su cui registra tutte le conversazioni e i ricordi dei 5 ragazzi e può suscitare una reazione mnemonica facendo ascoltare ad uno quello che ha detto l'altro e così via.
In questa fase bisogna provare a riascoltare i vari dialoghi finché David dice "Mmmmmh": allora si è sicuri che è la registrazione giusta.
Per la verità questa parte è stata forse la più noiosa, ma il coinvolgimento del giocatore nel voler scoprire la storia pezzo per pezzo, riesce a far superare la noia della ripetitività dell'azione.
Interfaccia - Il gioco si gestisce interamente da mouse. Con il tasto sinistro si procede servendosi delle frecce direzionali.
Cliccando su un oggetto con cui si può interagire, appaiono le icone di "osserva" "prendi".
L'oggetto selezionato dall'inventario si colloca in alto a sinistra e si può usare sulla schermata.
Ad inizio gioco il menu offre solo l'opzione di riprendere il gioco dall'ultimo salvataggio, ma con il tasto "esc" si possono caricare anche salvataggi precedenti.
In teoria con il tasto "esc" premuto due volte si possono superare i dialoghi o le scene filmate, ma attenzione ad usarlo perché si perde gran parte della sua bellezza e c'è pericolo che si blocchi.
Conclusioni - Indubbiamente un gioco suggestivo e coinvolgente in cui la storia e la partecipazione emotiva sonola parte preponderante lasciando gli enigmi in secondo piano, ma vale la pena di affrontarlo.