LA STORIA
I notiziari annunciano un clamoroso furto di monete antiche al museo di Cipro e tu dovrai ritrovarle usando la macchina del tempo.
La trama non esiste, è solo un espediente che serve a collegare gli enigmi.
IL GIOCO
Grafica - Per avere una visuale accettabile bisogna usare una risoluzione di 640 x 480 pagandola però con la sgranatura delle immagini.
Il gioco, realizzato in Quick time, ha una grafica molto mediocre, ma questo non è il peggio.
A volte bisogna aspettare che il cursore cambi su un punto attivo e lo fa solo quando gli va, magari dopo qualche secondo e anche cliccando risponde quando pare a lui. Provare per credere all'inizio quando si cerca di far funzionare la macchina del tempo.
Anche la rotazione a 360° è stentata e bisogna insistere per far girare la schermata.
Insomma il funzionamento non è dei più pronti e precisi.
Si gioca in prima persona, non vi sono altri personaggi se non gli speakers tv che appaiono quando si conclude una locazione.
L'esplorabilità è ristretta ai luoghi dove si può interagire o poco più, ma davvero non c'è nulla di notevole da vedere.
Con una risoluzione 800x600 la schermata attiva è appena 400x300 costringendo a lavorare in un'area davvero piccola.
Una grafica poco più che mediocre.
Sonoro - Non c'è musica a meno di considerare tale un vago rumore di fondo. Il doppiaggio si limita agli speakers televisivi.
Enigmi - Questo gioco è basato sugli enigmi, alcuni dei quali ragionevolmente fattibili, a volte anche interessanti, altri semplicemente cervellotici.
Gli enigmi sono basati sulla ricerca e sull'interpretazione di testi con una concessione alla decrittazione di un manoscritto.
Solitamente quando si deve cercare qualcosa, specie considerando una schermata così minuscola dove tutto è microscopico, c'è un segnale, un colore diverso che identifica l'oggetto da trovare; in questo gioco invece l'hospot è indistinto dal resto e si può trovare solo setacciando ogni millimetro per veder cambiare il cursore che, come ho detto sopra, spesso tarda a reagire rendendo la ricerca inutilmente defatigante.
Alcuni indizi, reperibili nelle schede storiche del museo, sono estremamente labili e bisogna contare un po' sulla fortuna, un po' sulla disperazione per vedere un nesso tra di essi e gli enigmi.
Veniamo poi all'ultimo enigma che è praticamente una proposta pazzesca a chi volesse terminare il gioco.
Ciò è forse dovuto al premio di 10.000 $ che gli autori misero in palio per chi avesse portato a termine il gioco?
Interfaccia - Ci vuole un po' per capirla.
Dopo una affannosa ricerca si scopre che il menu per i salvataggi ecc è nascosto nella riga nera immediatamente sopra la schermata attiva e si illumina debolmente spostandoci sopra il cursore del mouse.
A sinistra, cliccando su un minuscolo fiorellino, si apre un altro menu che comprende il pannello interattivo della macchina del tempo e la mappa del museo.
Il gioco non ha inventario e i salvataggi sono illimitati.
Conclusioni - Poteva essere divertente come tanti giochi che pur senza una trama e con una grafica minimale, sono basati solo sugli enigmi. E' stato rovinato dalla pretenziosità degli autori che hanno voluto lanciare una sfida cervellotica ai giocatori, invece di farli semplicemente divertire.