LA STORIA
Creato dagli stessi autori di Balck Mirror, Nubiru ne conserva lo stile grafico e la tecnica di gioco ma resta un gradino sotto il fratello maggiore.
In un libro di Zachariah Sitchin edito nel 1976, si parlava di un dodicesimo pianeta scoperto dai Sumeri e chiamato da questi Nibiru. Secondo i sumeri, gli abitanti di Nibiru invasero la terra, la devastarono e se ne tornarono a casa.
Su questa storia nacquero dei miti e delle storie che furono recuperati dai soliti nazisti, i quali incaricarono uno scienziato, Ditrich Raumhart, di studiare alcuni manufatti maya (si, ma cosa c'entrano i maya?) per decifrarne i segreti e creare l'arma segreta che avrebbe permesso di vincere una guerra ormai perduta.
Ma russi e americani erano alle porte e lo scienziato non riuscì a portare a termine le proprie ricerche.
Il gioco inizia con il protagonista, Martin Holan, che viene convocato dallo zio, Francois Vilde, il quale zio lo mette al corrente di una scoperta fatta nei pressi di Praga: alcuni operai, scavando in una foresta, hanno trovato dei tunnel costruiti dai tedeschi in una miniera. Bisogna capire cosa contengono quei tunnel.
Appena a Praga, Martin si imbatte in un delitto; il suo contatto, Barbara, è stata uccisa.
Da qui una serie di eventi lo conducono, dopo l'assassinio di suo zio, in Messico fra i templi maya, alla scoperta de manufatto che rende immortali.
La storia è indubbiamente intrigante ma purtroppo, come a volte capita, la sua fine sembra affrettata, tronca, lascia un po' la bocca asciutta come se gli autori si fossero stancati di andare avanti.
Anche nella sceneggiatura ci sono delle incongruenze:
chi è Staceck? Il figlio crudele dello scienziato nazista o no? E perché muore e poi resuscita? E ancora: Martin alla fine viene ferito da un colpo di pistola. Si trova da solo, in piena giungla, nessuno sa dove sia, dovrebbe morire, come minimo. Invece lo rivediamo a Parigi fresco come una rosa. Mah. Che fine ha fatto la macchina dell'immortalità? E' stata distrutta o no? Chi sa rispondere a queste domande?
IL GIOCO
Grafica - Creato dagli stessi autori di Balck Mirror, Nubiru ne conserva lo stile grafico e la tecnica di gioco ma resta un gradino sotto il fratello maggiore.
In un libro di Zachariah Sitchin edito nel 1976, si parlava di un dodicesimo pianeta scoperto dai Sumeri e chiamato da questi Nibiru. Secondo i sumeri, gli abitanti di Nibiru invasero la terra, la devastarono e se ne tornarono a casa.
Su questa storia nacquero dei miti e delle storie che furono recuperati dai soliti nazisti, i quali incaricarono uno scienziato, Ditrich Raumhart, di studiare alcuni manufatti maya (si, ma cosa c'entrano i maya?) per decifrarne i segreti e creare l'arma segreta che avrebbe permesso di vincere una guerra ormai perduta.
Ma russi e americani erano alle porte e lo scienziato non riuscì a portare a termine le proprie ricerche.
Il gioco inizia con il protagonista, Martin Holan, che viene convocato dallo zio, Francois Vilde, il quale zio lo mette al corrente di una scoperta fatta nei pressi di Praga: alcuni operai, scavando in una foresta, hanno trovato dei tunnel costruiti dai tedeschi in una miniera. Bisogna capire cosa contengono quei tunnel.
Appena a Praga, Martin si imbatte in un delitto; il suo contatto, Barbara, è stata uccisa.
Da qui una serie di eventi lo conducono, dopo l'assassinio di suo zio, in Messico fra i templi maya, alla scoperta de manufatto che rende immortali.
La storia è indubbiamente intrigante ma purtroppo, come a volte capita, la sua fine sembra affrettata, tronca, lascia un po' la bocca asciutta come se gli autori si fossero stancati di andare avanti.
Anche nella sceneggiatura ci sono delle incongruenze:
chi è Staceck? Il figlio crudele dello scienziato nazista o no? E perché muore e poi resuscita? E ancora: Martin alla fine viene ferito da un colpo di pistola. Si trova da solo, in piena giungla, nessuno sa dove sia, dovrebbe morire, come minimo. Invece lo rivediamo a Parigi fresco come una rosa. Mah. Che fine ha fatto la macchina dell'immortalità? E' stata distrutta o no? Chi sa rispondere a queste domande?
Sonoro - Un ottimo doppiaggio italiano dei tanti personaggi presenti, ciascuno con la propria caratterizzazione vocale. Un po' meno soddisfacenti i rumori che risultano poco realistici.
Buona la musica di fondo, che sottolinea i momenti di tensione.
I dialoghi sono obbligati, non c'è interattività.
Enigmi - Il gioco ricalca grosso modo Back mirror. Un classicissmo dell'avventura in cui bisogna trovare il modo di aprire porte, cercare combinazioni, attivare macchinari ecc… Un gioco rigidamente mono lineare in cui non è possibile procedere se non si sono compiute certe azioni.
Nell'inventario un discreto numero di oggetti che però vanno scomparendo man mano che sono usati e non servono più.
Un paio di puzzle sono a tempo e si puù morire ma niente paura, il gioco riprende automaticamente.
In un certo senso la forte linearità facilita la soluzione in quanto le azioni da compiere sono limitate alle ubicazioni praticabili e ai pochi oggetti nell'inventario quindi prima o poi si riesce a superare gli ostacoli.
Gli enigmi sono tutti logici, fatta eccezione per quello che prevede una trappola per topi, crudele per il topo ma anche per chi deve risolverlo.
In tutto il gioco c'è solo un enigma esasperante, quello delle palline colorate.
Si tratta di un puzzle in cui sistemare le palline dello stesso colore su 4 raggi inseriti in un disco che muove settori concentrici. Si può prelevare il salvataggio a questa pagina.
Per il resto diciamo che è un gioco tranquillo e che grazie anche ad una grafica molto accattivante, invita a proseguire senza troppe soste fino alla fine.
Interfaccia -Molto semplice e pratica. Il gioco è un classico punta e clicca con cursore che cambia colore sugli oggetti sensibili.
Con il tasto sinistro si osserva l'oggetto, con il destro si agisce sull'oggetto.
Posizionando il mouse in alto a destra, sullo schermo nero, appare un ingranaggio che dà accesso al menu principale.
I salvataggi avvengono in diapositive e sono di numero illimitato.
In basso l'inventario. Gli oggetti si usano semplicemente trascinandoli sulla schermata e tornano nell'inventario con il tasto destro.
Conclusioni - Un bel gioco di avventura classica, adatto anche a principianti, molto più breve di Balck Mirror, che però presenta lacune nella storia ed un finale molto insoddisfacente.