LA STORIA
Abbiamo visto fino ad ora Nancy Drew destreggiarsi in investigazioni a carattere "familiare" per risolvere problemi in case o alberghi di amici e conoscenti.
Questa volta la storia sfiora il ridicolo: ve la immaginate la polizia italiana (e nella fattispecie la Guardia di Finanza) che chiede aiuto alla famosissima investigatrice-ragazzina americana Nancy Drew per catturare nientemeno che un ladro internazionale e sgominare un complotto ai danni di Venezia?
Beh, si, la polizia italiana avrà le sue lacune, i nostri telefilm su polizia e carabinieri sono caserecci, sentimentali, buonisti, recitati a volte da braccia tolte alla terra; noi abbiamo Don Matteo, loro hanno padre Brown, noi abbiamo il commissario Rocca, loro hanno Sylvester Stallone, noi abbiamo i RIS, lora hanno CSI e via discorrendo, insomma, ci arrangiamo.
Ma Nancy Drew no! Noi abbiamo Montalbano, perbacco!
Eccola dunque a Venezia per svelare l'identità di un fantomatico ladro e di una congrega di lazzaroni che congiura ai danni della città lagunare.
IL GIOCO
L'ultimo nato della serie, il n. 18, ma non certo tra i migliori. Ormai pare quasi certo che la Her Interactive produca 2 giochi all'anno dei quali uno curato, uno un po' tiratoi via. La seconda vale per questo gioco.
Grafica - Nulla di rimarchevole.
Poche locazioni, interni standard, attribuibili a qualunque città, esterni fotografici tipo cartolina "Ricordo di Venezia" con risoluzione mediocre e neanche rappresentativi. Voglio dire che a Venezia c'è qualcosa di meglio da vedere che non qualche canale con acqua torbida. Peccato aver sprecato l'occasione di fare un gioco più significativo in una delle più belle città del mondo.
I personaggi sono sostanzialmente tre: una nobildonna scorbutica perennemente sdraiata sulla terrazza a prendere il sole, un giovane restauratore inglese perennemente al tavolo di lavoro, una giovane scrittrice tedesca perennemente seduta ad una scrivania.
Nancy si muove attraverso una mappa della città che la porta in altre locazioni con itinerario obbligato, cosa del resto comune a tutti i giochi della serie che non sprecano energie nella esplorabilità di luoghi non strettamente necessari alle indagini.
Le animazioni riguardano solo sequenze iniziali e finali, per il resto c'è ben poco da rilevare.
Sonoro - Sinceramente non ho notato un sonoro se non qualche rumore d'ambiente e la musica tipica della serie che interviene di tanto in tanto.
Enigmi - Gli enigmi di logica sono abbastanza interessanti e non troppo difficili. Non ci sono montagne di documenti da consultare ma sono basati per lo più sulla riflessione, sull'intuizione e sul reperimento di indizi.
Poi ci sono i soliti giochi di destrezza tra i quali uno particolarmente antipatico, quello delle api, ripreso pari pari dal gioco precedente (The legend of the crystal skull): se ne sentiva la necessità.
Altro giochino snervante è stato quello riguardante la cattura del ladro in cui bisognerebbe avere tre occhi invece di due. Provare per credere.
Interfaccia - L'interfaccia è quella di sempre con le icone necessarie alla base dello schermo. L'inventario è semplicemente orribile, non si riesce a distinguere nulla.
Conclusioni - Un gioco evidentemente confezionato in fretta, poco attendibile nella storia, mediocre nella grafica, che si salva solo grazie ad una serie di enigmi discretamente congegnati.