LA STORIA
Il gioco riprende il tema della omonima e pluripremiata serie televisiva di successo "Lost", raccontando le vicissitudini di un gruppo di sopravvissuti al disastro aereo del volo transoceanico 815.
Un'impresa ardua, cercare di condensare in poche ore una lunga serie di episodi ricchi di eventi e colpi di scena, infatti il gioco rivela tutti i limiti di questa operazione.
Manca un solido nucleo narrativo che conferisca omogeneità alla sceneggiatura e dia al giocatore il senso di una storyline strutturata e non frammentaria.
Del protagonista all'inizio non sappiamo altro che ha perso la memoria (scopriremo poi che si tratta del giornalista Elliot Maslow) e il gioco si impernia proprio sulla ricerca della sua identità con la scoperta di altri sopravvissuti e la soluzione di enigmi che gli daranno dei Flashback.
IL GIOCO
Grafica - Una grafica tutta 3D, che si bilancia tra il verde della jungla e il giallo della spiaggia.
Gli scenari hanno un buon impatto visivo così come le animazioni che sono numerose e di bell'effetto.
L'interattività con l'ambiente è molto limitata dai percorsi obbligati che non permettono una libera esplorazione e conferiscono al gioco una rigida linearità dentro la quale bisogna muoversi.
Come dicevo, la grafica è di buon livello ma non basta una bella scenografia per fare un bel gioco: ciò che manca è l'atmosfera giusta, il clima di tensione che sarebbe giustificabile nella situazione in cui il protagonista si trova, l'aura di mistero che dovrebbe circondare l'isola... Insomma, tutto è perfettino e ben fatto, ma in quanto ad atmosfere, direi che si poteva fare di più.
I personaggi sono espressivi e caratterizzati nei tratti del volto, ma il corpo sembra un'altra cosa.
Sonoro - La colonna sonora riprende fedelmente quella della serie televisiva.
Buono anche il doppiaggio, preciso e puntuale.
Enigmi - In un gioco che dimostra tanta ambizione e si propone come il passatempo ludico di un famosissimo serial televisivo, ci si poteva aspettare anche un comparto di enigmi di buon livello, purtroppo così non è. Gli enigmi sono piuttosto semplici, ripetitivi e privi di fantasia, in poche parole li definirei banali.
Direi quasi che la maggiore difficoltà sia quella di districarsi tra i meandri della jungla e i rottami: bisogna aggiustare pannelli elettrici, aggiustare circuiti, evitare tranelli, scattare delle foto, risolvere mini giochi, insomma tutte cose che non impegnano più che tanto il giocatore.
Le foto serviranno a dare imput di memoria al protagonista per consentirgli di ricostruire la propria identità riprendendo determinati oggetti facilmente intuibili.
Un insieme disorganico di puzzle che non sono in armonia con una trama complessa.
Interfaccia - Il gioco si gestisce da tastiera e mouse.
Quando il personaggio si avvicina a qualcuno si apre un quadro con 4 opzioni: Missione: domande inerenti agli obiettivi correnti; Generale: domande generiche utili a capire retroscena e particolari; Inventario: chiarimenti su oggetti recuperati; Scambio: per barattare oggetti con altri.
Conclusioni - Il gioco manca di "anima", del quid in più che poteva giustificare l'ambizione di emulare un famoso serial televisivo cui si ispira.