LA STORIA
Terzo ed ultimo episodio della serie
Al termine del primo episodio della serie, Brandon aveva trasformato Malcom, il perfido buffone che aveva ucciso i duoi genitori, in una statua. Ora un fulmine libera Brandon e si viene a scoprire che il buffone non era poi così perfido perché ad uccidere il re e la regina di Kyrandia era stato non lui ma un pugnale magico.
Ora Malcom vuole provare la propria innocenza e dopo aver lasciato Kyrandia sbarca sull'Isola dei Gatti e viene catturato da una nave di pirati. I pirati lo vendono a Brandon che lo spedisce nei più lontani confini della terra.
Malcom finisce nel Limbo e avrà il suo daffare per uscirne attraversando l'inferno per tornare a Kyrandia che a sua volta è stata occupata da quegli stessi pirati che lo presero prigioniero.
Malcom dovrà prima liberare Kyrandia e poi provare la propria innocenza.
IL GIOCO
Grafica - La grafica mantiene lo stile dei giochi precedenti con qualche maggiore concessione alla chiarezza e alla definizione dei particolari.
Le scenografie sono sempre molto vivaci e fantasiose, piacevoli a guardarsi. Durante il gioco ci vengono "regalate" delle belle animazioni, compatibilmente alla grafica dell'epoca, ma senza dubbio anche le animazioni legate all'azione del gioco sono ben fatte e rivelano una buona cura nel motore che scorre via tranquillo senza mai incepparsi.
Il carattere di Malcom è reso bene dai dialoghi e dal suo modo di agire spesso indispettito e ghignante.
Ciò che lascia perplessi è la decisione di scegliere come protagonista Malcom; nel primo gioco lo si era visto come la quintessenza della cattiveria ed è quanto meno incomprensibile ritrovarselo ora protagonista come eroe incompreso...Anche perché la figura di Malcom non ha proprio nulla dell'eroe: Brandon lo era, Zanthia, lo era, ma il povero Malcom ha proprio l'aspetto di uno sfigato Rigoletto e il giocatore si guarda bene dall'identificarsi con uno sgorbio simile.... ma tant'è: si tratta di un gioco.
Sonoro - Una buona musichetta di fondo, un doppiaggio un po' troppo caratterizzato, qualche rumore essenziale. Battute umoristiche un po' meno divertenti del secondo episodio
Enigmi - Questo gioco non è, per sé stesso né molto complicato né molto lungo; ciò che contribuisce a renderlo una specie di labirinto senza fine è l'estrema interattività che offre al giocatore molteplici strade per arrivare alla soluzione di uno stesso enigma.
Questa "politica" degli sviluppatori ha come conseguenza un tempo infinito trascorso nel reperire oggetti che spesso si rivelano inutili o nel dover ripetere all'infinito le stesse azioni per poter ottenere uno scopo. Tanto per fare un esempio, quando ci si inoltra nella jungla, le schermate non hanno una logica (per intenderci, se si esce da una parte e si ritorna dalla stessa parte, non ci si trova nella schermata precedente) e questo costringe a gigirovagare ininterrottamente per cercare ossa o qualunque altra cosa si cerchi.
Gli enigmi si basano essenzialmente sull'uso degli oggetti dell'inventario che si è rivelato troppo stretto; infatti si possono prendere molti oggetti che poi si rivelano inutili (ma lo si sa dopo averli presi) e spesso manca il posto per quelli necessari.
Quando si è imprigionati tocca fare una sorta di "penitenza" ripetitiva o cercare una scorciatoia che non è sempre praticabile.
La logicità degli enigmi è del tutto opinabile, come del resto capita spesso in questo genere di giochi, ma ve ne sono alcuni piuttosto divertenti. Se poi vogliamo pignoleggiare ce ne sono altri che fanno desiderare le peggiori disgrazie verso chi li ha concepiti, come ad esempio cosa fare per dare luce alla grotta oscura.
Insomma, per arrivare in fondo a questo gioco bisogna veramente farne un punto d'onore e non avere impegni pressanti per qualche giorno.
Interfaccia - Si fa tutto con il mouse e con una freccia. Cliccando sugli oggetti si prendono o si osservano, si parla con le persone (i dialoghi sono obbligati).
Le direzioni sono offerte da grosse frecce ai bordi dello schermo. Spostando la freccia del mouse in basso, si apre l'inventario con 10 spazi (troppo pochi). Tuttavia si possono lasciare in terra gli oggetti ritenuti inutili (e questo costringe ad ulteriori spostamenti).
A destra il termometro dell'umore di Malcom, a sinistra il pulsante delle opzioni da cui si può salvare, caricare partite, regolare l'audio
Conclusioni -l gioco appare più come un forzato prolungamento degli altri due episodi che non come il loro naturale epilogo. Abbastanza divertente ma tanto imbrogliato che rischia di essere una matassa scombinata da un gatto.