LA STORIA
Jack T. Ladd è un piccolo criminale intergalattico che è riuscito a sfuggire alla legge ma non al fisco. Infatti il fisco gli ha concesso un mese di tempo per pagare le tasse, pena la prigione o addirittura la morte.
Jack sbarca sul pianeta Tayte con la speranza di far quattrini, ma presto si accorge che non è un pianeta lucroso e deve darsi molto da fare per trovare i soldi che gli sono necessari.
Naturalmente i mezzi per procurarseli non sono leciti: Jack ruba, inganna, ogni mezzo è buono per arrivare al suo scopo e sfuggire alle grinfie del fisco.
Egli conoscerà molte persone, si farà amici e nemici e forse troverà anche l'amore.
Il gioco si può dividere in due parti distinte: la prima si svolge sul pianeta Tayte , la seconda su SkyCity e qui sembra che gli sviluppatori abbiano avuto una certa fretta di concludere.
IL GIOCO - Il gioco si trova in rete nei siti abandonware.
Grafica - Datato 1993, è realizzato in 2D, alla vecchia maniera, con fondali di buona fattura che rendono bene l'atmosfera intergalattica e di varia umanità che popola il pianeta.
Nella fiera dei pixel si perdono un po' gli oggetti da cercare che a volte sono talmente minuscoli da scomparire nello sfondo, ma questo fa parte della grafica di questi giochi che puntavano a spremere il massimo dell'attenzione dal giocatore.
Durante i dialoghi si possono vedere i visi in primo piano e anche se non hanno mobilità, si può dire che sono ben caratterizzati.
Le animazioni non sono molte ma di bell'effetto, specie quelle spaziali e scorrono velocemente.
Purtroppo però vanno segnalati anche i difetti di sviluppo che non sono di secondaria importanza.
L'imprecisione del cursore: bisogna cliccare sempre un po' discosto dall'oggetto da prendere o da usare. Ma c'è una imperfezione a mio avviso ancora più rognosa; quando si deve uscire o entrare da una stanza, il personaggio tende a tornare indietro e ad andare dove gli pare e certe volte è un'impresa farlo passare dall'altra parte.
Questo difetto si evidenzia al massimo nel labirinto che di per sé non è difficile ma ciò che lo rende esasperante è proprio l'impazzimento del cursore per il quale, cliccando a destra, l'uomo va a sinistra, cliccando in alto, va in basso e solo con infinita pazienza si riesce a dirigerlo dove serve.
Sonoro - La musica midi è da dimenticare, i rumori sono rari.
I dialoghi sono umoristici e divertenti, anche se questo tipo di umorismo pare ormai datato.
Enigmi - Gli enigmi sono tutti interattivi, si tratta di trovare oggetti e usarli. Il gioco non è lineare, si possono fare azioni diverse in tempi diversi e fino ad un certo punto tornare indietro per rivisitare i posti già visitati.
Gli oggetti non vengono segnalati dal cursore ma bisogna usare la lente d'ingrandimento, cosa fastidiosa. Certo è che senza l'ausilio della lente molti oggetti sfuggirebbero perché sono praticamente invisibili in quanto realizzati con qualche centesimo di pixel (un pixel sarebbe già ragionevole).
Molti degli enigmi sono logici (nel limite in cui si può parlare di logica in questo tipo di giochi), altri sono un po' affidati al prova-e-riprova ma certo non si possono dire complicati.
Il gioco, come detto sopra, si può dividere in due parti: la prima, sul pianeta Tayte, è densa di enigmi e di oggetti da cercare, di situazioni da risolvere e quindi è più impegnativa.
Poi c'è un lungo labirinto da superare, per il quale serve solo un po' di pazienza, la cui difficoltà maggiore consiste nel mal funzionamento del cursore. Dopodiché si passa sul pianete di SkyCity e qui la cosa diventa molto facile, diciamo che si va rapidamente verso l'epilogo.
Una difficoltà nella media, senza grossi ostacoli.
Interfaccia - Il gioco si gestisce interamente da mouse: con il tasto sinistro si agisce mentre il tasto destro fa scorrere le azioni (prendi, usa, guarda ecc).
Ci sono anche le apposite icone di queste azioni ma spesso bisogna cliccare più volte per attivarle perché non rispondono immediatamente.
All'avvio del gioco bisogna ciccare sull'icona "Status" e non si capisce perché abbiano usato questa dicitura, ma tant'è.
Il grosso neo di questa interfaccia è la limitata capacità dell'inventario. Oltre a dover mettere gli oggetti quasi uno sopra l'altro, ad un certo punto lo spazio è saturo e rifiuta altri oggetti, talché si è costretti a lasciarne in giro alcuni per poi andarli a riprendere se servono.
I salvataggi sono 10, appena sufficienti.
Conclusioni - Pur con i suoi limiti di sviluppo, il gioco si è rivelato molto divertente e coinvolgente. Per i nostalgici.