LA STORIA
Il mondo dei morti, nel bene e nel male, non è poi così dissimile dal mondo dei vivi, sembra dirci questa storia.
Manny Calavera, che in vita non è stato uno stinco di santo, è un agente di viaggio al Dipartimento della Morte; il suo compito è di mietere le anime delle persone appena defunte e, in base al loro comportamento in vita, vendere loro i pacchetti-viaggio per arrivare alla destinazione finale.
I più meritevoli hanno diritto al biglietto del treno n. 9, quello che attraversa la Terra dei Morti in 4 minuti invece che in 4 anni.
Manny, che deve scontare le sue colpe (ma non sappiamo quali) in questa specie di Purgatorio, cerca "clienti buoni" per riscattare la propria pena e accedere finalmente al cielo, ma viene puntualmente preceduto e prevaricato da un collega.
Ben persto Manny si rende conto che la sua condanna è destinata a non finire mai perché quei preziosi biglietti vengono rubati e anche nel mondo dei trapassati c'è una mafia che ha roganizzato loschi traffici a danno degli sprovveduti. Così un giorno "soffia" un'anima buona al collega e si dà da fare per procurarle il biglietto n. 9, ma purtroppo le cose vanno storte e la povera anima bella sarà condannata a vagare per anni nella Foresta pietrificata. Il fatto è che Manny si è innamorato a prima vista della bella Mercedes (Meche) e non avrà pace finché non avrà riparato il proprio errore.
Oltretutto, a causa del suo comportamento, viene condannato alla "germogliazione", cioè alla morte definitiva che non gli consentirà mai di raggiungere l'agognato eterno riposo.
Ma copme possono morire i morti? Semplice: spruzzando sulle loro ossa la "germoglina", una sostanza che fa fiorire le ossa e trasforma lo scheletro in un'aiola fiorita.
Qui inizia la vera avventura di Manny e del suo fido compagno Glottis, un'aavventura lunga 4 anni che porterà alla sconfitta del malvagio Domino e del suo capo Hector.
IL GIOCO
Ultima avventura classica della Lucas, forse la più originale, diventata oggetto di culto fra gli appassionati del genere, Grim Fandango è un gioco che non si dimentica.
Composto da una storia molto articolata, ricchissima di locazioni, di personaggi, di situazioni, di enigmi, è forse tra le più lunghe nella storia delle avventure grafiche.
Si snoda in 4 anni ed è divisa in 4 parti, ciascuna per ogni anno.
Oltre al personaggio primcipale, Manny, intervengono nella storia parecchie figure comprimarie non marginali, ciascuna con il proprio carattere, che contribuiscono a creare un piccolo romanzo grafico.
La sceneggiatura non manca di fare una leggera parodia di un certo mondo
Su Grim Fandango si possono avere opinioni diverse, ma certamente è un'avventura che non può mancare nella nostra ludoteca in quanto una delle migliori in assoluto tr quelle pubbicate fino ad oggi.
Grafica - La grafica è un misto 2D-3D, con avanzamento comandato da tastiera.
La quantità delle locazioni visitabili in questo gioco è davvero impressionante; ogni quadro ha una sua originalità e c'è da dire che gli sviluppatori hanno dato fondo alle proprie doti di creatività, di fantasia e di immaginazione.
La bellezza grafica del gioco è sorprendente e non c'è nuova inquadratura che non attiri lo stupore e l'ammirazione per il taglio, i particolari, il colore e l'effetto d'insieme.
I personaggi sono rappresentati da scheletri vestiti con abiti presumibilmente stile anni '40, proprio quegli anni in cui trionfò il film noir, e non è un caso che Manny sia un emulo di Humphrey Bogart, l'indimenticato protagonista di "Casablanca".
I volti degli scheletri sono stilizzati ma ciascuno ha il suo carattere e le sue particolarità inconfondibili. Accanto ai defunti ci sono poi i "demoni", ma non sono demoni cattivi, anzi. Glottis, ad esempio, che ha il pallino della meccanica, sarà il migliore e più fedele amico di Manny. C'è poi un contorno di personaggi che il protagonista man mano incontra, tipici della cultura occidentale medio-borghese, ritratti sempre con una punta di ironia mai polemica.
Le animazioni sono fluide, veloci e abbastanza frequenti. Giocato su un Pentium III con Windows 98 SE, è consigliabile una risoluzione a 640x480 a 65.000 colori. Con riSOLUZIONE E RECENSIONE diverse ho constatato frequenti crash.
Sul sito della Lucas è reperibile una patch che ripara diversi bugs.
Sonoro - La sonorità di questo gioco è davvero eccellente. Un suono pieno, avvolgente, pulito. Le musiche variano frequentemente, dai ritmi latino-americani, allo swing, a motivi di fondo a volte malinconici e cupi, i temi musicali aderiscono perfettamente alle varie situazioni. I rumori sono puntuali e nitidi, dove occorrono; il doppiaggio in italiano è perfetto e le voci sono caratterizzate senza diventare caricaturali.
I dialoghi non sono molto frequenti e a volte risultano prolissi per l'inserimento di argomenti che esulano dal gioco, ma, come ripeto, sono pochi.
Enigmi - Il gioco si divide in quattro parti nelle quali visiteremo molte locazioni diverse. In senso generale il gioco è lineare in quanto se non si risolvono tutti gli enigmi di un luogo non si può accedere alla parte successiva. Tuttavia., all'interno di un luogo è assolutamente non lineare in quanto c'è libero accesso dovunque e possono essere risolti in contemporanea enigmi che riguardano la soluzione di problemi diversi.
Non ci sono enigmi nel vero senso della parola, tipo puzzle, labirinti o decrittazioni strane, si tratta di un gioco essenzialmente basato sull'uso dell'inventario, sulla deduzione degli indizi tramite i dialoghi, sul trovare ed usare gli oggetti nel modo giusto. Facile dunque? Tutt'altro.
Alcuni punti del gioco richiedono una buona dose di pazienza per venirne a capo, ma non si tratta di enigmi astrusi o cervellotici, sono tutti perfettamente aderenti alla storia e al contesto, quindi basta osservare e cercare bene.
Debbo dire che la difficoltà maggiore che ho incontrato nell'esecuzione è stata nei momenti in cui si richiedeva un "magheggio" con i tasti per far andare il protagonista nei punti giusti.
La guida da tastiera non è risultata affatto precisa e ad esempio, per salire una scala a pioli bisogna provare e riprovare finché si azzecca il punto giusto e la stessa cosa avviene quando si deve prendere un oggetto.
Questo fatto mette a rischio il giocatore di saltare indizi importanti senza poi poter riparare e lo costringe a riprendere da un salvataggio.
Interfaccia - In questo gioco la Lucas ha pensato bene (o male?) di non inserire un'interfaccia. Ho già accennato alla noia di guidare un gioco così lungo per mezzo della tastiera e alle difficoltà che spesso provoca la sua imprecisione. L'inventario è collocato nella giacca di Manni il quale, cliccando il tasto D sfodera gli oggetti ad uno ad uno. Questi oggetti in primo piano risultano spesso sgranati ed irriconoscibili. Si seleziona l'oggetto desiderato e si preme il tasto invio per eseguire l'azione, poi si ripone l'oggetto.
Un procedimento macchinoso e scomodo.
Premendo il tasto F1 si accede al menu. I salvataggi sono illimitati e vengono visualizzati da una diapositiva.
Esistono anche regolazioni audio e video.
Conclusioni - Un gioco che resta nellOlimpo delle avventure grafiche.