LA STORIA
Il gioco inizia con i tre goblins che vengono convocati dal re Calzone.
Tchoup deve cercare innanzi tutto gli altri suoi due compagni: Stucco e Perluis.
Una volta riuniti si recano al castello e ricevono dal re l'incarico di ritrovare il suo oritteropo Riri, improvvisamente scomparso.
La storia è tutta qui.
IL GIOCO
Avendo già affrontato due episodi della serie e cioè Gobliins 2 (1992) e Gobliins 3 (1993) avevo qualche esitazione ad accostarmi a quest'ultimo episodio; ricordavo infatti certi momenti di esasperazione vissuti nella soluzione degli altri due: esasperazione ma anche divertimentoper le trovate umoristiche e la fantasia inventiva degli enigmi che riuscivano sempre a stupire (oltre che ad irritare, a volte). Non avevo torto, infatti la "filosofia" del gioco non è affatto cambiata.
Si è evoluta la grafica, gli aspetti tecnici del gioco, ma la sostanza rimane esattamente quella dei primordi: una coazione a ripetere che però a mio avviso (sarà forse effetto della nostalgia….) manca del fascino dei suoi predecessori.
Possiamo definirlo un gioco d'avventura? Non proprio perché non c'è una storia e non c'è la possibilità di esplorazione. Un gioco di enigmi neppure perché di enigmi nel senso proprio della parola non ce n'è neppure l'ombra.
Un "cerca gli oggetti nemmeno, perché gli oggetti sono tutti lì in bella mostra. Lo definirei un demenziale gioco scappa-dalla-stanza dove le soluzioni vengono trovate non per logica ma con una continua ripetizione delle azioni e con un casuale, cervellotico uso degli oggetti che potremmo definire "creativo".
Questo gioco sicuramente non per tutti: può risultare divertente farlo insieme ai propri bimbi; un gioco con cui possono divertirsi, magari insieme, dei ragazzini svegli, visto che è tutt'altro che facile, ma non lo consiglio a chi cerca il classico gioco di avventura.
Grafica - La grafica 3D a cartoni è appariscente ed accattivante, nel senso che mira a catturare subito l'attenzione del giocatore appagandone l'occhio con una grande schermata fitta di disegni a colori vivaci e surreali.
Ci sono 16 capitoli e 16 locazioni; vale a dire che in ogni capitolo possiamo esplorare un quadro e solo quello. Almeno non c'è tanto da girovagare per cercare gli oggetti….
I personaggi attivi sono 3: Tchoup, uno gnomo con il berretto rosso che è il più attivo nel gioco; Stucco forzuto e stupido, serve solo per dare pugni a qualcosa; Perluis, un mago che ha l'unica facoltà di far levitare gli oggetti.
Il gioco si rivela abbastanza ricco di "sorpresine" umoristiche, nel senso che compiendo azioni su certi oggetti ne escono cose spiritose e imprevedibili.
Non c'è molto più di questo da dire, se non che tutto funziona a dovere, i personaggi si muovono agilmente e possono anche correre da una parte all'altra e la rispondenza al clic del mouse è veloce e precisa.
Sonoro - Musica varia con vari strumenti e di vario genere. Gradevole finché non dà fastidio.
I rumori sono perlopiù limitati ai versi strani che fanno i personaggi.
I dialoghi sono in forma di fumetto.
Enigmi - Il gioco si basa completamente su enigmi interattivi.
La difficoltà del gioco non è tanto nel cercare gli oggetti, che quasi sempre sono visibili (quasi sempre) ma piuttosto nell'interazione dei tre personaggi: sapere quando e come farli interagire tra di loro.
A volte le situazioni sono frustranti perché ci sono parecchi enigmi a tempo, vale a dire che mentre uno dei personaggi fa qualcosa, dobbiamo rapidamente agire sull'altro per fargliene fare un'altra. Va detto tuttavia che dopo un po' di ripetizioni una volta capito il meccanismo della soluzione, c'è tempo sufficiente per agire. Solo in pochi casi ho avuto difficoltà a superare certe empasse.
Altra difficoltà è di riuscire ad entrare nella logica demenziale degli enigmi che, come ripeto, molto spesso sono affidati al "prova e riprova" ed essendo tre gli attori su cui agire, la perdita di tempo e di pazienza può superare la dose tollerabile.
Durante il gioco bisogna reperire 13 denti d'oro per poi avere il bonus di un capitolo in più. Questi denti andranno messi uno per uno dentro un bicchiere. Perché costringere il giocatore a ripetere 13 volte la stessa azione? Mah.
Il gioco è costituito da 15 livelli o capitoli + un bonus.
Interfaccia - Il gioco si gestisce interamente da mouse.
Con il tasto destro si apre l'inventario e cliccando sull'oggetto lo si può usare dove serve.
Con il tasto ESC si esce dal gioco e qui c'è il punto dolente.
Il gioco non si può salvare.
Ogni capitolo ha un codice (che consiglio caldamente di segnarsi perché variano da partita a partita e sono assolutamente strampalati) che serve a caricare il capitolo stesso (dall'inizio) perdendo quindi tutti i progressi conseguiti al momento di abbandonare il gioco.
Se non si possiede il codice, bisogna rassegnarsi a riprendere il gioco dall'inizio.
Qualcuno mi spieghi, se può, il perché di questo metodi bislacco di salvataggio.
Conclusioni - Il gioco può risultare divertente per chi ha voglia di spendere parecchie ore ad immedesimarsi nella fantasia demenziale, in un gioco dove non c'è storia ma, come ho detto più sopra, va considerato uno "scappa dalla stanza" con i lustrini.