LA STORIA
Nella famiglia Ritter, originaria della Germania, gli eredi maschi acquisiscono il rango di Schattenjager, cacciatori di ombre, persone che hanno poteri per combattere contro forze del male soprannaturali quali i Lupi mannari.
Gabriel è nel suo castello di Rittersberg, in Germania e sta tentando di scrivere un nuovo romanzo ma è a corto di ispirazione.
In quel mentre bussano alla porta; un gruppo di contadini del luogo viene a chiedere il suo aiuto: una ragazzina è stata sbranata da un lupo, ma non un lupo qualunque, un lupo mannaro e lo Schattenjager deve intervenire.
Gabriel, dapprima riluttante, finisce per accettare e chiamerà in aiuto da New Orleans la sua bibliotecaria Grace.
Molte sono le sparizioni nei boschi e i casi di morte per attacco da lupi, ma saranno poi davvero loro i colpevoli?
La trama si infittisce di eventi, di personaggi e di misteri che nulla hanno di umano. Gabriel indaga sul campo, infiltrandosi in uno strano club di cacciatori mentre Grace, la sua assistente si occupa delle ricerche e della documentazione. Con lei visiteremo i castelli di Ludwig II di Baviera ed entreremo nella vitta privata di questo inquietante personaggio e nei suoi rapporti con il grande musicista Richard Wagner.
Due piste apparentemente indipendenti che finiranno per congiungersi in un unico drammatico finale dove la vita di Gabriel sarà giocata sul filo della tensione.
Una bellissima storia, articolata, colta, avvincente, perfettamente equilibrata con un mix di mistero e di sentimenti.
IL GIOCO
Grafica - La grafica di questo secondo episodio è, naturalmente, assai diversa rispetto al primo. Il gioco è un punta e clicca in terza persona con avanzamento per direzioni obbligate.
I protagonisti sono interpretati da attori inseriti nella scenografia di sfondo che è costituita da fotogrammi reali
e le varie sequenze sono quasi sempre introdotte da filmati che contribuiscono a creare atmosfera e a dare una panoramica ambientale. Questo giustifica i 6 CD da cui è composto il gioco.
Gli ambienti da visitare, fra interni ed esterni, sono moltissimi.
La scelta degli attori è azzeccata perché rappresentano fisicamente bene i ruoli che ricoprono; in quanto alla recitazione non è che siano da premio Oscar. I due protagonisti sono giovani e bei ragazzi, perciò si perdona loro qualche impaccio: un eccesso di giogionismo da parte di Gabriel che quando parla mobilita tutti i muscoli facciali. oltre alla lunga chiomadoro che ondeggia senza posa.
A parte questo eccesso recitativo, direi che il cast è di ottimo livello.
La definizione grafica non è delle migliori, anzi direi che è molto mediocre specie nella qualità dei filmati che tuttavia sono di grande effetto narrativo.
Sonoro - Eccellente in tutti gli aspetti. Doppiaggio ottimo, musica azzeccatissima, rumori quando servono.
Enigmi -
Il gioco non presenta enigmi molto difficili. Il suo valore non è tanto in labirinti da percorrere o marchingegni da espugnare ma da una sapiente di atmosfera che avvince e intriga spingendo il giocatore a volerne sapere sempre di più.
Sono tutti enigmi interattivi, cioè bisogna interagire molto e molto accuratamente con l'ambiente, parlare con le persone (ma i dialoghi sono piuttosto brevi) e combinare qualche oggetto in inventario.
Le prove più difficili sono costituite in parte dalla ricerca di informazioni; ad esempio, quando si visitano i castelli di Ludwig non bisogna lasciarsi sfuggire il minimo particolare a rischio di restare bloccati. In parte da prove a tempo quando Gabriel deve sfuggire o deve incastrare il Lupo e che si trovano verso la fine del gioco.
In verità questo gioco non ha bisogno di enigmi per essere apprezzato perché la storia è talmente bella l'inserimento di enigmi o rompicapo ne avrebbe frammentato l'omogeneità e la continuità.
Interfaccia - Semplice e pratica, con movimento punta e clicca e facile accesso all'inventario.
Per accedere al menu si clicca sull'icona in basso a sinistra mentre l'inventario è visibile in basso e gli oggetti si trascinano dove serve. I salvataggi sono infiniti.
Per spostarsi da un posto all'altro si usa una comoda mappa e per evitare lunghe transizioni si può cliccare due volte e passare alla schermata successiva.
Conclusioni - Questo gioco è frutto di un grosso impegno creativo, per quanto riguarda la storia, per i riferimenti culturali, le ricostruzioni ambientali e i dialoghi curati da Jane Jensen, sia per quanto riguarda gli enigmi, non difficilissimi ma comunque impegnativi e ben inseriti nel contesto.
Vi sono delle scene piuttosto realistiche che possono non rivelarsi adatte per ragazzi troppo giovani ma che sono d'altronde necessarie e peculiari alla narrazione.
Non è facile definire quale sia l'elemento che rende un gioco avvincente e coinvolgente, ma di sicuro questo lo è perché raggiunge perfettamente il suo scopo; creare nel giocatore una suspence, una tensione, una suggestione tenebrosa di pericolo incombente e e nello stesso tempo prenderti emotivamente per la gola e condurti senza fiato verso lo svelamento del mistero ultimo.