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TITOLO: ESCAPE TO OBION Episodi 1-2-3-4-5


                                                

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  • Genere: Puzzle game
  • Lingua: Inglese
  • Gioco online gratuito Download
  • Difficoltà:   
  • Valutazione giochi amatoriali:   

  • Soluzione ep. 1  Download
  • Soluzione ep. 2  Download
  • Soluzione ep. 3  Download
  • Soluzione ep. 4  Download
  • Soluzione ep. 5  Download
  • Link episodio 1  Fire and Ice
  • Link episodio 2  The Hidden Map
  • Link episodio 3  The Alchemist's Notebook
  • Link episodio 4  Closer to zero
  • Link episodio 5  The Chemisphere
  • Requisiti minimi richiesti:
    Windows

  • Recensione di Struzzo

    LA STORIA

    Non è affatto semplice capire se la storia su cui si basa la serie contenga spunti reali o sia frutto di pura fantasia.
    Durante il corso degli episodi si fa spesso riferimento a un certo Philip Meade, e i vari codici richiesti per il completamento dei giochi sono, a detta dell'autore, citazioni dai suoi testi.
    Nel quinto episodio viene reperito un libro chiamato "The trenchcoat astrologer", in cui si può leggere la storia della famiglia Beale-Meade e dell'Associazione T.A.L.O.S., acronimo, di cui non ci viene enunciato il significato per esteso, ispirato alla figura di un gigante invincibile appartenente alla mitologia greca.



    A tutti gli effetti sembrerebbe che il tema dei cinque episodi sia il proseguimento, o la ricostruzione immaginaria, di un evento realmente avvenuto negli Stati Uniti il 7 febbraio del 1872: la fondazione ufficiale, da parte di un gruppo di affiliati alla Massoneria, di una Società ispirata ai Templari d'Europa e basata sulla convinzione che lo sviluppo tecnologico fosse la risposta a tutte le limitazioni imposte dalla vulnerabilità del corpo umano.



    La scelta del nome T.A.L.O.S. (dal greco ?????), una gigantesca statua bronzea vivente e immortale creata da Efesto, cui Minosse aveva affidato l'incarico di preservare la sicurezza dell'isola di Creta, - un robot ante litteram- è molto indicativa in tal senso.
    La prima orazione sugli obiettivi della nuova Società venne tenuta il 17 febbraio da Simeon Meade, padre di Philip e fondatore del movimento, al centro della cittadina di Obion in Tennessee e richiamò una folla di migliaia di persone da centinaia di miglia di distanza.



    La scelta della contea di Obion per attivare la promozione di T.A.L.O.S. fu dovuta al fatto che, attraverso le sue ricerche, Meade aveva individuato nello Stato del Tennessee un'altissima concentrazione di cittadini scontenti e ancora risentiti per gli esiti della Guerra Civile; gente piena di problemi e di domande senza risposta, che costituiva un notevole potenziale di adepti per la Società.
    Nel suo discorso, Meade, appassionato studioso dei lavori di Jules Verne e di H. G. Wells, dichiarò che T.A.L.O.S. avrebbe funto da magnete (lodestone) sia per attrarre uomini e donne di mente aperta, sia per indicare la direzione in cui sarebbe sorta l'alba di un "Nuovo Giorno".

    CONTEA DI OBION



    Meade aveva subìto un'identificazione con il personaggio di Verne
    che prediligeva, il Capitano Nemo, al punto da studiare l'organo per vestire più adeguatamente i suoi panni. Nel dogma di T.A.L.O.S. i due autori di un genere che all'epoca poteva essere considerato di fantascienza a tutti gli effetti, Verne e Wells, erano considerati "Profeti della Visione".
    T.A.L.O.S. riscosse un considerevole successo e in breve tempo contò numerosi affiliati e simpatizzanti. In un periodo in cui, in quella parte degli Stati Uniti, il Ku Klux Klan reclutava adepti facendo appello all'odio razziale, la nuova Società, che indicava il percorso scientifico come strada per un futuro migliore, suscitò l'interesse di persone acculturate e di larghe vedute, come professionisti e tecnici specializzati. Purtroppo, in seguto alla paranoica idea che una reclusione dal resto del mondo fosse funzionale agli intenti del gruppo, Meade mise in atto una serie di piccoli eventi terroristici finalizzati a simulare la scomparsa di alcuni membri e dei loro conti bancari.
    Questo, in sintesi, il contenuto del libro custodito nella biblioteca della "Chemisphere" (una voluta deformazione del termine "chemosfera", che definisce la regione dell'atmosfera terrestre caratterizzata dalla predominanza dell'attività chimica), un centro di addestramento reclute di T.A.L.O.S. che si dovrà esplorare nel quinto e purtroppo ultimo episodio della serie.



    La storia di T.A.L.O.S. e dei suoi visionari fondatori mi ha incuriosito al punto di indurmi ad effettuare alcune ricerche in rete per appurarne l'attendibilità storica. Purtroppo l'inserimento di nomi e date non ha fornito risultati apprezzabili, tranne nel caso del nome di Thomas J. Beale, nonno materno di Simeon Meade. Un nome che avevo già letto molti anni fa nell'ottimo libro di Simon Singh "Codici & Segreti", sulla storia dei messaggi cifrati dall'antico Egitto a Internet, edito da Rizzoli (BUR saggi). Quando si dice il caso.
    Dai dati reperiti Beale viene descritto come un cercatore d'oro, che prima di scomparire senza lasciare tracce lasciò una sorta di "testamento" consistente in tre messaggi cifrati, contenenti le indicazioni per il ritrovamento del luogo in cui lui e i suoi compagni avrebbero occultato il consistente tesoro accumulato in tanti anni di produttiva attività e sulla cui reale esistenza gravano numerosi dubbi.



    Il "Cifrario Beale" è stato annoverato tra i maggiori enigmi crittografici ancora irrisolti. Chi desideri saperne di più può consultare i seguenti siti in italiano che riportano sia la storia che i codici con relativi tentativi di decifrazione. http://it.wikipedia.org/wiki/Cifrario_Beale http://www2.polito.it/didattica/polymath/ICT/Htmls/Giochi/TesoroBeale/TesoroBeale.htm



    Sul fatto che il Beale del "cifrario" sia lo stesso citato in "Trenchcoat Astrologer" non sussistono dubbi. A parte l'esatta corrispondenza di nome e date, il libro contiene due frasi evidentemente riferite al tesoro; a pagina 1 si legge:
    " Fu anche il malfamato tesoro Beale (Beale Treasure) che andò a finaziare i primi decenni della Lega."
    Più curiosa è la frase che si legge nel terzo paragrafo di pagina 6:
    "Durante un viaggio ad Oak Island, Meade determinò la locazione del tesoro di Kidd (il famoso pirata ispiratore dell'Isola del Tesoro di Stevenson) e produsse una serie di falsi indizi, molto convincenti, per depistare gli altri cercatori."
    Bisogna dedurne che il tesoro di Beale altro non fosse che la favolosa fortuna di Capitan Kidd e che i tre cifrari facessero parte dei falsi indizi abilmente disseminati da suo nipote Simeon?
    Il cerchio si chiude e si torna al punto da cui si era partiti: i puzzle game e i loro rompicapo.

    IL GIOCO - Escape to Obion propone un immaginario (?) sviluppo della storia letta nel libro. Uno sviluppo in cui i membri del gruppo T.A.L.O.S., fuorviati da una tendenza sempre più isolazionistica e settaria, sfociano in un delirio nel quale ogni gesto, anche il più criminoso, trova una giustificazione nella grandezza della missione da compiere. Devono essere fermati.
    Nei cinque episodi della serie le menti a capo di T.A.L.O.S. sono tre: Magnus Jones (Dr. Saturday), Ludovic Bremmer (Wednesday), un ingegnere chimico, e Larry Mc Nelly (Monday). Il giocatore impersona un agente incaricato di contribuire ad ostacolare le azioni del gruppo:
    "Magnus Jones e i suoi seguaci stanno attuando un piano di manipolazione di tutte le intelligenze artificiali esistenti sulla terra. Mentre i governi, ormai indeboliti, sono impegnati nella rispettiva sicurezza nazionale, tu ti unisci ad un gruppo di resistenza per boicottare il piano criminoso."



    Di episodio in episodio si passa attraverso varie locazioni. La serie inizia in un vecchio osservatorio Antartico, ai piedi del vulcano spento Mount Terror. Il codice reperito attraverso la soluzione dei puzzle permetterà al giocatore di aprire, nel secondo episodio, l'accesso a un tunnel sotterraneo che conduce ad uno dei laboratori segreti dell'Associazione, dalla cui cassaforte si dovrà trafugare una mappa contenente le indicazioni per raggiungere un'ulteriore locazione. Nel terzo episodio si dovrà procedere all'esame dei congegni di cui è fornito il centro di ricerche chimiche del Dr. Bremmer, situato nei pressi di una località che verrà esplorata nel corso del quarto episodio. Il quinto, infine, si svolge in un grande edificio chiamato "Chemisphere", destinato all'addestramento intellettivo e tecnologico dei nuovi adepti. Sarà in quest'ultimo episodio che alcuni aspetti della nebulosa storia verranno delineati con maggiore chiarezza.
    Alcuni elementi del gioco, come il planetario meccanico del terzo episodio e l'Enigma machine del quarto sono oggetti autentici, riprodotti con la massima fedeltà.

    Grafica e Sonoro - Personalmente trovo che l'aspetto sia grafico che sonoro di questa serie sia affascinante. Le immagini che fanno da sfondo ai punti interattivi sono costituite da scenari fissi: fotografie sgranate di panorami, macchinari rugginosi e mura scrostate, con tinte desaturate spesso virate al seppia. Una scelta raffinata che contribuisce alla magnetica atmosfera di mistero.
    I suoni pongono prevalentemente l'accento sull'uso degli strumenti e dei vari dispositivi, creando una nicchia in cui non si avverte assolutamente la mancanza di altri suoni né tantomeno di un sottofondo musicale, che striderebbe con l'atmosfera del gioco.
    Ho trovato molto accattivanti, nel primo episodio, il rumore del vento all'esterno della base antartica e il crepitìo del fuoco nel caminetto all'interno della residenza.



    John B. nella sua recensione per Jayisgames scrive:
    "La dimensione grafica dona a questo mondo una nota di sorprendente profondità. Ciò che lo schermo non mostra viene generato dalla stessa mente del giocatore; Escape to Obion offre agli occhi quel tanto di dettagli sufficienti a far volare alta l'immaginazione.
    Gli effetti sonori sono altrettanto minimalistici; conducono l'attenzione dove l'autore vuole che essa si concentri: esattamente sul gioco."

    Enigmi - Escape to Obion è una serie di brevi ed impegnativi Puzzle Game molto ben congegnati, il cui livello di difficoltà è medio-alto.
    In ogni episodio bisogna risolvere una quantità di puzzle al fine di ottenere una parola in codice per passare all'episodio successivo. In effetti gli episodi si possono giocare l'uno indipendentemente dall'altro; la password serve esclusivamente per completare i singoli giochi e non viene richiesta per accedere ai successivi, ma il progressivo reperimento di simboli indispensabili alla risoluzione dei puzzle rende assolutamente raccomandabile giocarli in sequenza. Tra l'altro iniziare dal primo episodio permette di entrare meglio nello spirito del gioco e aiuta la comprensione.
    Il primo episodio "Fire and ice", di durata molto breve, serve da introduzione; i puzzle da risolvere sono pochi e relativamente facili.
    La musica comincia a cambiare già dal secondo, "The hidden map", per esplodere in un crescendo nel terzo, "The alchemist's notebook", decisamente il più infernale dell'intera serie. Il quarto episodio, "Closer to Zero", smussa gli angoli, e pur essendo molto complicato non raggiunge le vette di contorsione del terzo. Il quinto, "The Chemisphere", mediamente difficile, contiene alcuni puzzle piuttosto bizzarri e atipici rispetto a quelli degli episodi precedenti.
    Per me, che sono un'appassionata di Puzzle Game, la serie di Obion costituisce un piccolo capolavoro; un gioiello destinato ovviamente solo agli amanti del genere.
    Chi si è perso con gioia tra gli enigmi dei mondi di Myst e Rhem troverà in Escape to Obion pane per i suoi denti e gustoso cibo per la sua mente. Lo consiglio nel modo più assoluto.



    L'interfaccia di gioco è semplicissimo: un punta e clicca in piena regola. La leggerezza della grafica rende i movimenti agili e scorrevoli.
    Non si raccolgono oggetti, per cui non serve un inventario. E' assolutamente indispensabile invece, fuori dal gioco, un grande blocco per prendere appunti, preferibilmente quadrettato, e penne e matite di vari colori. Unica nota dolente: le frecce che permettono il cambiamento di ambiente o l'uscita dalle schermate di zoom. Sono visibili solo al passaggio del mouse, e anche in questo caso sono trasparenti, difficilmente percepibili. Spesso è necessario passare lentamente il mouse intorno ai margini della schermata di gioco per individuarle. Un'altra piccola scomodità, la mancanza di un'opzione di salvataggio, è mediata dal fatto che riprendendo il gioco dall'inizio non è necessario eseguire nuovamente alcuni dei puzzle già risolti. La soluzione del puzzle finale è indipendente dalla ripetizione dei precedenti, tranne nei casi dei rompicapo preposti all'attivazione dell'energia, come nel secondo episodio, o allo sbloccaggio di alcuni meccanismi, come la ricostruzione della mappa e l'apertura dei libri nel terzo e il passaggio del ponte nel quarto. Appuntandosi fin dalla prima volta le azioni da compiere per la soluzione di questi determinati puzzle si minimizza comunque il disagio. Nell'ultimo episodio c'è la possibilità di inserire un codice di livello ma non sempre funziona.

    Conclusioni
    Ho già espresso, a più riprese, il mio entusiasmo per questa serie di giochi online, la cui qualità, dal mio punto di vista, supera di gran lunga quella di tanti giochi in vendita a caro prezzo.
    E' da tenere presente il fatto che i cinque minigiochi sono destinati agli addetti ai lavori. Nessuno degli episodi può offrire spunti d'interesse a chi non ami i puzzle molto impegnativi.
    Escape to Obion è caldamente sconsigliato agli amanti delle avventure facili e divertenti.

    Una doverosa nota sull'autore:
    Matt Slaybaugh è nato a Ithaca nello stato di New York, USA; il suo cognome, nel significato Amish, vuol dire "Fiume ventoso".
    Dopo dodici anni di esperienza come sviluppatore in Java e Flash attualmente lavora presso la World Wide Workshop Foundation.v Dopo aver studiato cinematografia e psicologia alla Cornell University si è dedicato all'apprendimento delle telecomunicazioni interattive, che in seguito ha insegnato per molti anni alla NYU. Il suo primo libro "Professional web graphics" è stato pubblicato nel 2001.
    E' fondatore e direttore artistico del gruppo teatrale "Available Light":
    http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendID=68980302
    Il suo impegno preferito rimane comunque la creazione di giochi per Internet.
    Nel 2007 ha prodotto un gioco online per la "Accessibility game design competition" mirata all'elaborazione di giochi facilmente accessibili ad utenti diversamente abili.
    Il gioco si chiama "Go rabbit go!" e consiste nel condurre un coniglietto attraverso gioie e dolori in un campo di carote con il semplice ed esclusivo uso della barra spaziatrice:
    http://www.acetio.com/gorabbitgo/goRabbit.html
    L'elenco completo dei suoi lavori si trova qui:
    http://www.skeptictank.net/

    Voti
    Gli episodi sono piuttosto brevi e la storia, in bilico tra presunta realtà e fantasia, molto bizzarra e particolare.
    Ritengo che l'intera serie "Escape to Obion" vada valutata nel suo insieme, senza fare distinzioni tra singoli elementi.
    Certamente il piatto forte del gioco sono i rompicapo, tutti di livello superbo.
    Mettendo in conto anche i pochi difetti gli attribuirei un bel 10!


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    A cura di Vipera Gentile

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