Recensione di Aspide Gioconda
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LA STORIA
Una delle prime avventure horror, che ebbe a suo tempo un buon successo, tanto da generare un numero 2.
Inutile soffermarsi sulla storia. In pratica devi sconfiggere, con la tua astuzia e con l'aiuto delle pozioni della maga Elvira, la cattiva strega Emelda.
L'azione si svolge tutta in un castello nel quale potrai accedere ad un discreto numero di locazioni. .
E' il calassico gioco del "cercare ed usare" oggetti, facendo una certa attenzione perché si può morire.
I controlli del gioco sono inseriti nella schermata. A sinistra le frecce direzionali "Nord-Sud-Est-Ovest-Su-Giù", a destra l'elenco delle azioni che si possono compiere sugli oggetti, in basso l'inventario e lo screen delle conversazioni sottotitolate.
Per l'epoca la grafica era di buona qualità e sufficientemente curata.
Gli enigmi sono piuttosto semplici se considerati dall'occhio del giocatore smaliziato ma, tenendo conto sempre del fatto che all'epoca dell'uscita di questo gioco le avventure grafiche erano ancora agli inizi, diciamo che poteva richiedere un certo impegno.
Vi sono anche dei momenri di azione in cui bisogna combattere ma sono episodi del tutto superabili.
Il gioco non è lungo anche perché il raggio d'azione è praticamente circoscritto ai vari piani del castello.
In conclusione: Un gioco horror che a suo tempo ebbe dei fan, tanto da suscitare l'uscita di un secondo episodio. Personalmente non ho provato lo stesso entusiasmo.
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