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TITOLO: EGYPT III - Il destino di Ramses


                                                

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  • Genere: Avventura storica
  • Editore: The Adventure Company
  • Sviluppatore: Kheops
  • Acquisto online  Adventure Game Shop
  • Rilascio: 2004
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 20 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      
  • Soluzione     Download
  • Stessa serie  Egypt 1 - 1156 A.C.
  • Stessa serie  La Profezzia di Hyeropolis
  • Requisiti minimi richiesti:
    Windows 98/ME/2000/XP Pentium III 600 MHz o equiv. (Cons. 800 MHz)- CD-ROM 16X (Cons. (24X) - Scheda video 32 MB DirectX Compatibile 3D Video Card - Scheda audio DirectX7 Compatibile - 64 MB RAM

  • Recensione di Aspide Gioconda

    LA STORIA

    Il terzo gioco della serie di "Egypt" e l'ennesimo sull'Egitto. Sembra che tra gli sviluppatori e l'antico Egitto esista un feeling tutto particolare.
    Un gioco che non ha nulla di eclatante ma non ha neppure grandi difetti, insomma una di quelle avventure che sono piacevoli, che possono divertire per qualche ora ma che non lasciano segni.
    La storia si sviluppa in un'atmosfera in cui domina il senso del divino e del magico, nell'Egitto mistico dei faraoni, misteriosamente sospeso fra cielo e terra.
    Un gioco non difficile, a tratti divertente, con qualche limite di cui parleremo nel dettaglio.
    Ramses II ha chiesto una grazia al grande Amon Ra: una vita lunga abbastanza per portare l'Egitto alla prosperità.
    Amon gliela concede a patto che eriga in suo onore un obelisco entro un certo periodo. Se questo non sarà fatto, il faraone morirà e sull'Egitto cadranno eventi disastrosi.
    I lavori vengono iniziati ma stranamente capitano molti incidenti che li ostacolano, non ultimo dei quali, una misteriosa quanto repentina malattia che colpisce l'architetto responsabile dei lavori, Paser.
    Maya intuisce che dietro questi incidenti c'è una mano ultraterrena e continua le sue indagini per le quali dovrà superare una quantità di problemi che la porteranno fin nel Mondo dei Morti.
    Maya, oltre ad essere una bellissima giovane è anche una ragazza coraggiosa e non c'è nulla che la spaventi, neanche quando scoprirà che dietro il boicottaggio dell'obelisco c'è un potente dio del male.
    Questa è la storia e non c'è molto di più da raccontare. Una storia semplice e lineare, con modeste caratterizzazioni dei personaggi che fungono solo da comparse. Sappiamo bene che in molti di questi giochi di avventura di tipo "educational", le storie sono la parte meno curata: si tratta di dare un obiettivo finale al personaggio e di costruire un percorso ad ostacoli per raggiungerlo.
    Egypt III non si discosta da questa linea.

    IL GIOCO

    Grafica - Il gioco richiede l'installazione di 3 CD, ma si userà solo il terzo. E' un'avventura punta e clicca in prima persona in cui il giocatore impersona Maya, ma sono abbastanza frequenti le animazioni in cui ci è dato vedere la protagonista, che i disegnatori hanno voluto molto bella e sensuale: una tipica bellezza mediterranea.
    La grafica 3D è molto nitida, ad alta risoluzione, con frequenti animazioni, fluide e di bell'effetto, con visuale a 360°. La scenografia però non è quella a cui ci hanno abituato molti giochi d'avventura: è piuttosto spartana, creata sugli interni di grandi templi o costruzioni, dalle alte mura spoglie o su un villaggio desertico molto elementare: nulla di memorabile.
    L'unica parentesi di maggior godimento è nel Mondo di Iside, un'ambientazione surreale, mistica, molto particolare e suggestiva, arricchita da animazioni che rendono bene l'idea di trovarsi in un mondo ultra terreno.
    In definitiva, una grafica di buona qualità che, tolto questo intermezzo, ci è sembrata però scenograficamente scarna e un poco noiosa anche perché le locazioni da visitare sono poche. Si gioca quasi sempre negli stessi luoghi e quello che occorre si trova quasi sempre sul posto stesso.
    Gli spostamenti da una località all'altra vengono effettuati per mezzo di un barcaiolo del Nilo che, con una breve ma piacevole animazione, ci trasloca dove vogliamo.
    I personaggi sono ben caratterizzati graficamente, con i giusti tratti somatici e si muovono in modo naturale ma, come si è già accennato, dal punto di vista della sceneggiatura hanno solo un ruolo di supporto al personaggio principale.

    Sonoro - Buona la musica, con un paio di temi di fondo orchestrati che sottolineano senza invadenza i vari momenti salienti del gioco. Un ottimo doppiaggio in italiano, non sincrono alle labbra forse per la presenza di sottotit fra i quali il giocatore deve scegliere la frase da pronunciare. La priorità di scelta nei dialoghi non è determinante per il gioco, in quanto solo alcune frasi sono utili allo svolgimento del gioco.
    La umoristica del gioco è buona e puntuale.

    Enigmi - In quanto agli enigmi, non possiamo davvero dire che questo gioco ci abbia fatto perdere la testa. Il normale procedere è abbastanza semplice: trova gli oggetti ed usali. La cosa è ancor più semplificata dai suggerimenti che ci dà la stessa Maya, del tipo: "Oh, questa cosina potrebbe servirmi" e dal fatto che il cursore ci suggerisce sempre cosa prendere e dove usarlo.
    Alcuni puzzle sono solo un rifacimento di vecchi enigmi già noti e altri sono a tempo, ma niente paura: il tempo concesso è più che sufficiente e comunque ogni volta che si sbaglia (o si muore) si può ricominciare.
    Poi ci sono due o tre enigmi originali, divertenti, in particolare quello del labirinto speculare nel Mondo dei Morti e quello finale del serpente, che richiedono un maggiore impegno, sempre nell'ambito del concetto: "Insisti e riuscirai". Sono comunque tutti enigmi logici, anche quando si tratta di comporre formule magiche o creare oggetti come accade nel Mondo di Ptha. Insomma, nulla che non sia alla portata di un giocatore anche alle prime armi.
    L'azione è agevolata dal cursore che cambia colore sugli oggetti sensibili. Gli oggetti che si vedono sono molti, ma in inventario ne vanno relativamente pochi. Bisogna però fare attenzione ad un particolare e cioè che il cursore segnala l'oggetto da prendere solo quando si ha la possibilità di usarlo e non prima, per cui accade che un oggetto che in un primo tempo non è attivo, può esserlo successivamente.
    Nel gioco si deve usare normalmente il tasto sinistro ma in alcuni casi va usato anche il tasto destro.

    Interfaccia - E' molto curata, in stile con il gioco, semplice ed efficace nell'uso.
    Con il tasto destro si apre il menu inventario che conserva a destra gli oggetti magici e gli incantesimi, a sinistra gli oggetti normali. Al centro, ciccando sulla X si accede al menu principale dal quale si può uscire o salvare il gioco.
    I salvataggi sono illimitati e vengono fissati dal gioco al momento dell'abbandono.
    Al gioco si deve imputare una certa brevità.

    Conclusioni - Un gioco che rientra nella fascia delle avventure di buon livello, al quale si può imputare solo una certa brevità e qualche avarizia grafica ma che comunque vale la pena di essere giocato.


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    A cura di Vipera Gentile

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