LA STORIA
Discworld Noir è ispirato ai romanzi di Terry Pratchett ed è terzo nella serie "Discworld".
Nella città di Ankh-Morpork sul Mondo Disco vive il detective Lewton, vestito del suo inseparabile impermeabile come fosse una divisa, forse anche a causa della pioggia ininterrotta che martella la città. Il cielo è buio, fosco, la vita è greve per gli umani su questo mondo popolato da trolls, nani e lupi mannari.
Lewton è il tipico investigatore sfigato in perenne bolletta, cinico quanto basta ma dal cuor tenero appena vede una bella donna.
La bellezza di turno è Carlotta von Uberwald che lo ingaggia per trovare un tizio chiamato Mundy. Da qui la storia si snoda un molti episodi, fino ad assumere aspetti del tutto imprevedibili che porteranno Lewton a diventare un licantropo e a risolvere molti altri casi che si innesteranno in questo primo, fino alla conclusione positiva ma un po' amara.
Una storia diversa, atipica e tutto sommato interessante perché molto articolata, che spazia attraverso un mondo popolato da personaggi di fantasia che riflettono vizi e virtù molto umani.
IL GIOCO
Grafica - La grafica del gioco non è propriamente esaltante. Gli esterni sono scuri, sotto un cielo plumbeo perennemente battuto dalla piuggia e con lampi che di tanto in tanto squarciano il buio. Anche gli interni sono scuri, spesso al lume di candela, forse per fare atmosfera. La grafica, come si dice, è di grana grossa, di tipo fumettistico e senza badare troppo ai particolari ed alla definizione.
Il protagonista si muove un po' meccanicamente avanzando nella schermata tramite frecce direzionali.
Piuttosto suggestive le immagini dell'ultima parte del gioco quando Lewton "vede" con gli occhi di un licantropo, gli odori che appaiono multicolori.
I caratteri sono descritti in modo abbastanza netto: il tonto, il furbo, il disonesto, il distratto, lo smemorato... insomma, una vasta gamma di personaggi che popolano quello strano mondo, descritti senza sfumature.
I filmati sono veloci e fluidi ma il rendering lascia molto a desiderare e risultano troppo scuri e quindi poco godibili.
Non si sono riscontrati difetti di funzionamento ma piuttosto una certa intolleranza del motore per pc veloci. E' capitato in questo caso, che il gioco si resettasse da solo e non fosse possibile continuare se non installandolo in un pc meno veloce.
Sonoro - Buona la musica di fondo, però sempre uguale. Il doppiaggio è in inglese. Il gioco ha dei dialoghi lunghissimi che si possono superare con il mouse. Purtroppo molti di questi dialoghi sono assolutamente inutili ai fini del gioco ma c'è da dire che l'impegno degli sceneggiatori è stato notevole perché in certi casi hanno un senso dell'umorismo, anche molto attuale e talvolta dissacratorio, che è davvero godibile; un esempio per tutti il dialogo di Lewton con la morte, tipica figura allampanata con teschio e falce, che tuttavia ci viene proposta come un'impiegato che fa il proprio mestiere con battute alla Woody Allen. Anche in Lewton si sente una certa auto ironia che fa il verso ai grandi investigatori del Noir americano.
Questo umorismo alleggerisce di molto la lunghezza delle conversazioni.
Enigmi - Gli enigmi sono molti ma non ci sono rompicapo o labirinti stressanti. Certo, cercare la logica in un mondo illogico è cosa ardua e perciò non di rado ci si trova a cliccare disperatamente dovunque gli oggetti dell'inventario per vedere se accade qualcosa. Ma in verità il gioco non è difficile: gli oggetti nell'inventario sono pochi e con un poco di intuizione si riesce a capire dove andare a cercare, se si segue la trama.
I casi che lewton deve risolvere sono molti e si aprono strada facendo inserendosi uno nell'altro e diventando pressoché interdipendenti.
Lewton si sposta in città attraverso una mappa dove man mano si aprono le nuove locazioni.
Interfaccia - Il menu principale si richiama con il tasto F1 e gli spazi di salvataggio sono illimitati, quindi semplice e pratico.
Tutt'altro discorso per l'interfaccia del gioco. Il protagonista interagisce sia con gli oggetti dell'inventario sia con gli indizi scritti su un notes e la cosa si rivela davvero poco pratica perché è necessario sfogliare continuamente le pagine che contengono questi indizi e utilizzarli in vari modi durante il gioco.
I dialoghi, una volta effettuati, non si esauriscono ma si ripetono ogni volta che si interpella il personaggio risultando alla fine noiosi.
Conclusioni - Un bel gioco, coinvolgente, diverso dai soliti, lungo quanto basta e anche divertente per l'umorismo dei dialoghi.