LA STORIA
Tra i fumosi ricordi d'infanzia, quando la TV era rigorosamente in bianco e nero ed esisteva un unico canale, ricordo uno di quelli che al tempo si chiamavano "Teleromanzi" , come un evento che mi affascinò, impaurì e divertì enormemente: "L'Isola del tesoro", appunto, tratto fedelmente (come allora si usava) dal libro di Robert Louis Stevenson.
Ancora oggi ho in mente il ritornello:
"15 uomini, 15 uomini sulla cassa del morto ho ho ho
e una bottiglia di rum.
Infuria il diavolo mentre fa tempesta Ho ho ho
E una bottiglia di rum!"
Questa digressione personale, tanto per sottolineare che mi sono accinta ad affrontare questo gioco con un interesse "sentimentale" credendo di scoprirvi qualcosa delle antiche suggestioni.
Niente di più sbagliato. La storia è il seguito, per così dire, del libro e nulla o assai poco ha a che fare con il suo genitore letterario.
Jim Hawkins, reduce dall'avventura vissuta nel romanzo di Robert Louis Stevenson, con la sua parte del tesoro ha comprato la goletta "Hispaniola" di cui ora è capitano.
In seguito all'ammutinamento del suo equipaggio, costretto ad abbandonare la nave, approda su un'isola caraibica.
Qui ritroverà il suo vecchio compagno di corsa, Long John, alcuni pirati cattivi, e una bella fanciulla, un tesoro tutto da scoprire grazie al quale ci sommergerà di enigmi e di problemi da risolvere.
IL GIOCO
Grafica - Il gioco è sviluppato dalla Kheops sulle orme di "Ritorno all'isola misteriosa" di cui mantiene l'interfaccia e lo stile grafico.
Uno stile grafico da "Isola dei famosi": spiagge dorate, vegetazione rutilante, rocce a picco sul mare, palmeti e fiori tropicali: luminoso, solare, da cartolina ricordo o da poster pubblicitario.
Il motore 3D offre una visuale a 360° e rende quindi interamente godibile l'ambiente. Il gioco è in prima persona con avanzamento punta e clicca per schermate che non sono mai statiche: ad ogni grado c'è una visuale completa e mobile in tutte le direzioni.
I luoghi da visitare sono tanti e vari: dai panorami marini alla foresta, alle caverne più tenebrose ma mai buie, con ricchezza di dettagli specie per quanto riguarda i primi piani degli enigmi che sono offerti con visibilità nitida e molto amichevole.
I personaggi non sono moltissimi, 6 o sette in tutto, ma solo 3 vengono ben caratterizzati: Jim, il protagonista che ogni tanto vediamo nelle scene di animazione, Long John e sua figlia Pepita che tuttavia è vestita più come una teen ager di New York che come una donzella dei secoli passati.
Le sequenze del gioco sono intervallate da stacchi narrativi che raccontano episodi del passato o del presente con disegni color seppia. Espediente per non appesantire troppo il motore grafico, suppongo, ma che non stonano affatto con il contesto.
Il motore è leggero e veloce, non ha dato il minimo segno di difficoltà denotando un buon funzionamento generale.
Sonoro - Musica epico-avventurosa come si conviene al genere, che si alterna a motivi allegri e briosi. I rumori d'ambiente sono buoni, essenziali, senza esagerare.
Buono il doppiaggio, tenendo conto che recensisco la versione in francese.
Enigmi - Il gioco è grosso modo lineare, si possono variare i percorsi ma entro certi limiti perché in realtà è il tipico gioco a "scatole cinesi": solo risolvendo taluni enigmi si può accedere ad altri.
Man mano che si procede viene completata la mappa dell'isola che è quindi possibile visitare spostandosi rapidamente da un sito all'altro senza lunghi percorsi: ottima scelta che dovrebbe essere seguita maggiormente dagli sviluppatori.
Gli enigmi da risolvere sono tanti, anche se il gioco non è lunghissimo.
Sono quasi tutti enigmi basati sulla manipolazione degli oggetti di inventario, ma ce ne sono anche alcuni molto divertenti, specie alla fine dell'avventura, basati sul semplice ragionamento.
Gli oggetti sono molto visibili e se ne raccolgono veramente tanti, ma posso assicurare che il loro uso è del tutto logico e non ci sono grosse difficoltà per capirne la funzione.
Il gioco stesso propone una serie di azioni da compiere e ci sarà anche un pappagallo che darà qualche aiuto. Man mano che le azioni saranno compiute verranno cancellate dall'elenco.
Interfaccia - L'interfaccia va un poco studiata.
Gli oggetti presi vengono collocati tutti in un contenitore in alto a destra. Bisogna prenderli e posizionarli sui riquadri dell'inventario che dispone di diverse pagine.
Il gioco, come precisato, è un punta-e-clicca che si gestisce interamente da mouse; l'inventario si richiama con il tasto destro e sempre con il tasto destro si torna alla schermata del gioco.
Nella parte sottostante l'inventario c'è la funzione "Unisci-separa" che sarà molto usata nel corso del gioco. C'è inoltre una interessante sezione che permette di rivedere tutti i nodi effettuati (un buon marinaio deve saper fare i nodi!). In definitiva un'interfaccia funzionale.
Conclusioni - Un'avventura classica, ben realizzata sotto tutti i punti di vista, non difficilissima ma abbastanza complessa da divertire i giocatori per una ventina di ore.