LA STORIA
All'inizio del gioco bisogna scegliere una personalità fra quelle esistenti o crearsene una nuova con le relative abilità. A seconda della scelta compiuta, il gioco avrà delle variazioni ma nulla di veramente significativo.
La presentazione del gioco fa sperare in una di quelle avventure succulente tra sarcofagi, magia, riti esoterici ecc ecc, infatti la storia comincia con una nave che attracca al porto de Il Cairo, ne scende un uomo che poi sapremo essere un turco, il quale, appena messo piede sulla banchina viene pugnalato da un arabo.
La polizia interviene, spara sull'assassino ma ecco che questi, morendo, lentamente si trasforma in un rettile.
Tu assisti a tutto questo. Arrivato in albergo verrai contattato tramite lettera da qualcuno che varierà a seconda della personalità scelta.
Verrai coinvolto in un giro di contrabbando di reperti archeologici che ti condurrà ad assistere a nuovi fenomeni paranormali dietro i quali c'è un'antichissima setta di uomini coccodrillo.
Come finisce il gioco? Non si sa. é talmente breve che non riesce neppure ad avere una fine logica. Diciamo che l'inizio si collega direttamente con la fine, senza una storia in mezzo e tutto quello che sappiamo è solo perché ci viene raccontato.
IL GIOCO
Grafica - Come detto più sopra, questo gioco si presenta con tutti i crismi per far leccare i baffi al giocatore ma purtroppo si rivela un vero e proprio bluff.
Dopo tutto l'apparato della scelta della personalità che richiede un certo tempo, iniziamo a giocare e ci accorgiamo che, terminata la breve animazione iniziale della nave che entra in porto, si gioca con sfondi fissi, disegnati a mano, anche belli nel loro genere, ma che si contano sulle punta delle dita.
Le animazioni sono tre o quattro, tra le quali una piuttosto lunga che si svolge nel museo; le altre sono brevissime. .
I "quadri" di sfondo sono disegnati in uno stile di maniera senza nulla di particolarmente apprezzabile; le figure sono statiche, non si muovono e parlano per mezzo di fumetti.
Su questi fumetti ci sono parole interattive che erudiscono il giocatore su tutte le divinità egizie ed altre cose collegate: una specie di enciclopedia che rende i dialoghi di una lunghezza e di una noia esasperanti anche perché i dialoghi, essendo veicolo di future aperture del gioco, non si possono bypassare.
Per giocare bisogna disabilitare lo smartdrive di Windows e non è ancora detto che il gioco funzioni a dovere.
Sonoro - Non c'è.
Enigmi - Dopo queste interminabili sedute di egittologia, di chiacchiere, di spiegazioni, bisognerebbe arrivare all'azione, all'enigma, alla ricerca, insomma, alle classiche azioni del gioco d'avventura. Non ci sperate.
Se avete azzeccato le risposte giuste nei dialoghi, il gioco va praticamente avanti da solo e in men che non si dica si arriva alla fine, col mouse ancora sospeso a mezz'aria, increduli di aver speso i soldi per questa mezza-avventura che non ha né capo né coda ma soprattutto non ha una trama, uno sviluppo, una storia e si risolve in un soffio.
Interfaccia - Non è delle più semplici da gestire, a cominciare dalla costruzione del personaggio del quale si possono "dosare" le competenze che avranno poi influenza sulle opzioni del gioco. Influenza molto relativa, in verità, perché cambiando le competense e i caratteri, varia solo l'approccio iniziale che avremo con i vari personaggi, ma sostanzialmente il gioco rimane lo stesso.
Cliccando sull'angolo in basso a destra dello schermo si accede ad un'interfaccia dove c'è uno spazio per far cadere gli oggetti (pochissimi). Sulla destra una pianta per spostarsi nella città, un diario con le annotazioni del gioco e un book in cui ad un certo punto si scopre che una delle voci dà la possibilità di accedere al menu di salvataggio, di ripristino e di uscita al Dos.
Conclusioni - Se ne può fare a meno senza perdere nulla.