LA STORIA
Dopo Remedy Hope springs eternal, Time stand still, Carol Reed, l'investigatrice che abbiamo già conosciuto nei precedenti episodi degli stessi autori, indaga sulla morte di un vagabondo.
Emergerà un'intricata storia di eredità e di segreti familiari.
IL GIOCO
Grafica - Come gli episodi precedenti, anche in questo caso è stata usata la tecnica dello slider, cioè dello scorrimento di immagini fisse con visuale in prima persona.
Le foto descrivono la tranquilla e antica cittadina svedese di Norrkoping, nome per noi quasi impronunciabile, e i suoi dintorni.
Belle immagini, talvolta elaborate al computer, dai colori molto vividi e una buona definizione.
E' stata abbandonata la tecnica "impressionista" forse a vantaggio della nitidezza delle foto.
Gli scenari sono numerosi, ampiamente visitabili e forse è questo il fascino maggiore di questi giochi: si viene condotti per mano a visitare luoghi a noi sconosciuti, lontani dalle mete turistiche ma caratteristici di quel Paese.
Certo, luoghi caratteristici che nei primi episodi potevano interessare ed incuriosire, ma vedere ancora decine e decine di foto di case colorate, di placidi canali e di boschi verdeggianti, alla fine annoia un po'. Sarebbe auspicabile che i prossimi episodi, se ci saranno, vengano creati in luoghi più variegati e visivamente appetibili.
I personaggi sono più o meno gli stessi dei giochi precedenti: floride signore biondissime dagli occhi cerulei e uomini punk o borderline.
Sonoro - La musica di fondo è più o meno uguale agli altri episodi
Enigmi - In questo episodio ho contato 7 enigmi consistenti per la maggioranza nell'interpretazione di alcuni indizi che servono per aprire serrature. Non sono difficili ma neanche banali e richiedono una certa capacità deduttiva.
Il corpo del gioco è però incentrato sulla ricerca di oggetti e di indizi, nell'esplorazione minuziosa dei luoghi, che sono numerosi e talvolta disagevoli da esplorare. Infatti questa volta gli autori hanno voluto inserire alcune di quelle sequenze "al buio" dove cioè si può vedere solo alla luce di una torcia. Personalmente detesto questo tipo di sequenze così come le locazioni volutamente troppo buie che costringono i giocatori ad uno sforzo visivo abnorme, in quanto ritengo che non aggiungono nulla al divertimento e costituiscono anzi uno stress inutile.
Interfaccia -Si gestisce interamente dal mouse.
Con il tasto sinistro si scelgono le direzioni, si prendono e si usano gli oggetti.
Con il tasto destro sullo scherno si accede al menu spartano, con salvataggi quasi illimitati mentre usandolo sugli oggetti in inventario si possono vedere questi ultimi ingranditi.
Conclusioni - Il gioco non si differenzia sostanzialmente dagli episodi precedenti, non riserva sorprese ma si può fare con una certa facilità.