LA STORIA
- Robin vive nella foresta di Sherwood con la sua banda.
Una notte sogna Marian e il giorno dopo la incontra.
Re Riccardo è stato rapito e Robin dovrà trovare una grande quantità d'oro per il riscatto.
A questo si intersecano altri episodi legati alla liberazione dei prigionieri dello sceriffo di Nottingham e ad una strana congrega di monaci.
IL GIOCO
Grafica
- La grafica datata 1991, è per l'epoca di ottima qualità, con sfondi disegnati a mano e digitalizzati. I progressi dal primo King's Quest del 1983-84, sono evidenti.
Molte le locazioni da visitare, ricche di particolari e di personaggi.
Durante i dialoghi i personaggi vengono inquadrati in primo piano facendoci vedere la loro fisionomia.
Le animazioni sono frequenti, fluide e gli spostamenti possono avvenire attraverso una mappa.
Sonoro
- Una graziosa musica midi accompagna tutto il gioco.
Enigmi
- Un'avventura "old style" della Sierra è sempre una chicca e anche questa non si smentisce.
Il gioco cattura l'attenzione e si lascia fare con divertimento. Ci sono delle sequenze arcade ma si possono evitare scegliendo l'opzione minima di difficoltà e d'altronde sono abbastanza facili da superare.
Come in tutti i giochi della Sierra, si può morire spesso oppure in certi casi si finisce in un cul de sac che costringe a ripartire da un salvataggio, per cui è bene salvare spesso la partita.
Gli enigmi non sono difficili, sono quasi tutti di inventario e di prontezza; ad esempio quando Robin sta di vedetta bisogna affrettarsi ad affrontare gli sgherri dello sceriffo o i monaci perché altrimenti non si avanza nel gioco.
Interfaccia
- Interfaccia classica della Sierra con i comandi che appaiono spostando il cursore in alto.
Con il tasto sinistro del mouse si agisce, con il destro si cambiano le opzioni.
I salvataggi sono illimitati.
Conclusioni
- Una piccola perla delle avventure grafiche forse un po' dimenticata ma che vale la pena di sperimentare per chi ama i classici d'epoca.