Recensione
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Impersoni il cavaliere Gwain e scopri che il cattivo Morgan Lafay sta complottando contro Re Artù per distruggere Camelot; quando tenti di avvertire il Re, lui ti ignora, perciò decidi di agire da solo.
Viaggerai a più di 60 ubicazioni, incontrerai molte persone: qualcuno ti aiuterà ma contro gli amici di Morgan dovrai combattere.
Ci sono stati gli altri giochi ispirati alle leggende su re Artù, negli anni precedenti, nessuno di essi particolarmente buono; "Chronicles of the sword" non fa eccezione.
Moltissime locazioni con sfondi curati e ricchi di particolari. La grafica del gioco è piacevole e ben disegnata, le animazioni fluide.
Il gioco su 2 CD non presenta problemi di funzionamento ma purtroppo bisogna cambiare I cd con una certa frequenza.
La musica non lascia tracce e forse è preferibile azzerarla.
I dialoghi sono sottotitolati.
Il gioco è in gran parte un'avventura con piccole sequenze di combattimento.
Per chi vuole evitarle può scegliere l'opzione di combattimento automatico.
Sfoderando la spada puoi ottenere informazioni e indizi, ma è importante soprattutto parlare scegliendo gli argomenti da un elenco che può cambiare durante il gioco. Perciò è necessario parlare più volte in tempi diversi con i personaggi che si incontrano.
Gli enigmi non sono difficili, una volta trovati gli oggetti appare piuttosto ovvio dove usarli. La maggiore difficoltà sta nel trovarli perché a volte sono posizionati in luoghi scuri o poco visibili.
L'interfaccia è semplice. Il cursore è una freccia che cambia colore: blu quando sta su un'uscita, rosso quando passa su qualche cosa di interessante (un oggetto da guardare o raccogliere, una persona con cui parlare ecc.)
Gli oggetti si usano mettendoli sul cursore e cliccandoli su altri oggetti o su una persona. Se l'oggetto non è adatto alla situazione, non accade nulla.
Il sistema di salvataggi è molto carente: soltanto 6. Inoltre i salvataggi vengono catalogati con una piccola icona, per cui se si salva due volte nello stesso luogo bisogna arrangiarsi da soli per capire quale ripristinare.
Un gioco ambizioso nella grafica ma mediocre nell'esecuzione che risulta meccanica e poco interessante.
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