LA STORIA
Il gioco si ispira alla Teoria del Caos, una teoria fisico-matematica che riguarda molte materie dello scibile.
Il gioco, proposto come "educational", è stato sviluppato dalla New York University, sfiora la Teoria del Caos prendendola come spunto suggestivo della trama ma sicuramente non approfondisce l'argomento.
Sul PAD in possesso del protagonista si potranno leggere diverse informazioni sul tema.
Il gioco in prima persona ha un protagonista anonimo che ha però uno zio, zio Prospero, il quale gli propone dei compiti che deve assolvere.
Tali compiti presuppongono ovviamente degli ostacoli da superare, perciò non si può parlare di una storia nel senso proprio del termine quanto piuttosto di una serie di enigmi da risolvere.
IL GIOCO
Grafica - Dopo Myst vennero realizzati molti cloni, più o meno riusciti, che ne ricalcavano la tecnica. Anche Chaos non fa eccezione. La grafica, realizzata in pre rendering 640x480 con Macromedia, si avvale per i filmati di Quick Time 2.
Una grafica essenziale, decorosa ma scarna di dettagli e senza altra pretesa se non quella di offrire ambienti che si adattino agli enigmi.
Ad immagine ferma la definizione è accettabile, ma in movimento è davvero... un caos di pixel pressoché indistinguibili.
L'inserimento di sequenze FMV (filmati reali) riguarda soprattutto dei personaggi che compaiono nella storia e neanche qui si brilla per definizione.
In definitiva, la grafica non è l'obiettivo primario del gioco ma solo un contenitore.
L'uso di Quick Time può provocare dei problemi. Se avete un altro Quick time installato sul computer, consiglio di disinstallarlo e di usare la versione inclusa nel gioco.
Il gioco non presenta gravi bug di funzionamento ma può avere qualche problema ad esempio se si realizzano troppi salvataggi.
La cosa peggiore di questo gioco sono i movimenti. Le frecce indicano le direzioni possibili, tuttavia raramente portano dove dicono: a volte lo spostamento è di pochi centimetri, a volte prevede un lungo percorso con curve e non si sa mai dove si va realmente a finire.
Sonoro - Il gioco è doppiato in inglese.
La musica è insignificante.
Enigmi - Gli enigmi di questo gioco sono difficili.
Ne esistono di vario genere, tutti originali e complicati, ma alcuni sono veramente cervellotici e richiedono un impegno notevole per essere risolti.
In alcuni ci si può avvalere di indizi, in altri di logica, ma in qualche caso non serve né l'uno né l'altra ma bisogna scoprire con pazienza il meccanismo dell'enigma tentando di capirne la meccanica.
C'è una foresta-labirinto che mette veramente a dura prova la pazienza; c'è un percorso in macchina infinito dove solo l'esasperazione riesce a far capire al giocatore quello che il gioco richiede e cioè una ripetitività d'azione prolungata; c'è un gioco in borsa in cui bisogna avere riflessi pronti per comprare e vendere in modo da guadagnare e non perdere.
L'enigma degli strumenti musicali è difficile ma in ultima analisi divertente come quello delle foglie.
Insomma, gli enigmi di questo gioco non sono mai ovvi, direi che sono indistintamente difficili, non certo rilassanti.
Interfaccia - Pessima, direi. Ho già parlato della difficoltà dei movimenti a causa di frecce direzionali che vanno dove vogliono.
Il menu si apre con un pulsante in basso a sinistra ma riuscire ad "acchiapparne" le voci al primo colpo è un'impresa.
I salvataggi sono infiniti ma è meglio non esagerare.
Conclusioni - Sconsigliato caldamente ai principianti. Consigliato agli amanti di enigmi complicati.