LA STORIA
Avvengono fatti inspiegabili. Nei musei di tutto il mondo: oggetti dal valore inestimabile svaniscono nel nulla, misteriosamente, a dispetto di tutti i sistemi di sicurezza.
Il direttore del Museo di San Francisco ti affida il compito di vederci chiaro.
Un gruppo di ladri, servendosi della macchina del tempo, riesce a rubare i manufatti senza essere scoperto. Ma c'è un problema più grave.
L'uso e l'abuso della macchina ha indebolito la stabilità del tempo e si è creata una pericolosa fessura che rischia di creare interferenze tra presente, passato e futuro.
Tu dovrai attraversare questa porta temporale e sventare le minacce dei malfattori ripristinando l'equilibrio del tempo.
Per far questo dovrai ritrovare quattro cristalli in un viaggio attraverso l'antico Egitto, il Nepal lo Yucatan e Atlantide, per finire nello spazio.
IL GIOCO
E' quasi d'obbligo che in ogni gioco d'avventura ci sia un'ambientazione egiziana, ma anche se si ha un senso di déja-vu, è pur vero che l'Egitto con tutti i suoi misteri non cessa mai di affascinare gli avventurieri. Mi sono quindi accinta a giocare di buon animo.
Nel prosieguo del gioco però, ho avuto una strana sensazione, come se cambiasse lo stile, come se ci fosse qualcosa di disomogeneo, come se fossero intervenute più mani ed in tempi diversi nel corso dello sviluppo.
Grafica - La grafica delle diverse locazioni è disuguale: alcuni quadri ben curati e rifiniti, altri appena decenti.
I filmati sono lunghi, anche troppo lunghi. I personaggi parlano fin troppo, raccontano la storia che invece il giocatore dovrebbe scoprire da solo, quasi che gli ideatori abbiano preferito questo mezzo per risparmiarsi la fatica di costruire il meccanismo della scoperta e dell'interazione, di una sceneggiatura che favorisse il progressivo discoprimento degli avvenimenti.
Certo è molto più sbrigativo riassumere tutto in un dialogo tra due personaggi, ma in questo modo il gioco perde di interesse e finisce per annoiare perché si riduce ad un meccanico susseguirsi di azioni che non hanno alcun ruolo nel sollecitare la curiosità del giocatore.
Abbiamo detto di una grafica disomogenea che però in certi punti si fa apprezzare.
L'avanzamento è a direzioni obbligate e non lascia la completa libertà di esplorare. Anzi non di rado la freccia indica una direzione e ci si ritrova in tutt'altro posto.
Per compiere certe azioni poi è necessario mettersi da un certo punto di vista e non da altri, anche se vicinissimi all'oggetto con cui si deve interagire.
Uno modo molto scomodo e macchinoso di procedere che fa perdere inutilmente un mucchio di tempo per trovare le combinazioni giuste di avanzamento.
Sonoro - Neanche il sonoro appare particolarmente curato. La musica di fondo è abbastanza monotona e la rumoristica interviene solo in certi casi e in altri no, non si capisce bene perché.
Enigmi - Gli enigmi sono macchinosi, un tantino cervellotici e non particolarmente originali, solo due presentano una certa difficoltà: l'enigma del serpente e il mandala che possono essere risolti in più di un modo, ma il gioco accetta solo un modo.
Interfaccia - Semplice, accessibile con il tasto destro del mouse che apre un menu dove è possibile scegliere tra le varie opzioni..
Conclusioni - Un gioco che si prospettava come una classica avventura archeo - esplorativa ma che nell'insieme si è rivelato alquanto deludente.