LA STORIA
Howard Brooks è un ingegnere aeronautico che sta rientrando a New York, a bordo dello Zeppelin Hindemburg, reduce da una conferenza tenuta in Germania. A bordo viene stordito da due tipi e quando si risveglia si trova solo. Procedendo nelle indagini, viene a sapere che i tipi che lo hanno aggredito fanno parte di una setta, chiamata Thule, che vuole carpire, a fini di potere, i segreti occulti della civiltà di Atlantide di cui pare che Howard sia l'ultimo discendente.
Il nostro eroe troverà presto appoggio in una giovane e avvenente archeologa e insieme a lei affronterà i tranelli degli avversari e risolvendo gli enigmi ideati dagli antichi Atlantidei per difendere i segreti della loro civiltà.
IL GIOCO
Siamo al quinto episodio della serie omonima, ma va detto che tutti gli episodi sono indipendenti l'uno dall'altro e questo si distacca ancor di più dagli altri in quanto si svolge in epoca moderna, cioè negli anni '30, quindi sarebbe inopportuno fare un confronto.
Grafica- Il gioco è un punta e clicca 3D in prima persona con rotazione a 360° e direzioni obbligate.
E' dotato di una bella grafica che tuttavia non eccelle in definizione, specie nei filmati, che pure sono fluidi e ad effetto. Le animazioni intervengono abbastanza di frequente, negli spostamenti, a sottolineare momenti significativi del gioco e in un finale quasi cinematografico.
L'avventura è ricca di personaggi, ben caratterizzati nel ruolo che ricoprono, ma graficamente non proprio gradevoli a vedersi: a cominciare dal protagonista, lo vediamo sempre con le pupille bianche, quasi fosse uno zombie e per gli altri l'estetica non è migliore. Il movimento è legnoso e goffo, come in giochi più datati ; insomma, non sembra proprio una grafica di ultima generazione.
In compenso non si sono trovati intoppi: il motore è veloce, risponde bene ai comandi, le animazioni non rallentano neppure nelle sequenze più lunghe.
Le scenografie d'ambiente sono curate al punto giusto, senza esagerare, ma anche qui, non troviamo spunti veramente originali, piuttosto rappresentazioni di routine che sanno di già visto.
Sonoro - Molto bene il sonoro, con musiche intonate ai vari ambienti e rumori di fondo costanti che ci fanno sentire "dentro" il gioco.
L'unica cosa che in verità non ho apprezzato è stato il continuo gracchiare di una cornacchia in Mesopotamia… ma poco male.
Non sembra vero, finalmente un gioco doppiato in italiano! Ma chi lo ha doppiato? L'accento dei doppiatori è palesemente straniero, infatti più che di doppiaggio si può parlare di "lettura" del dialogo: inespressiva, fredda, dalle intonazioni sbagliate e certe voci (come quella di Kate) del tutto inadatte ai personaggi.
Nulla a che vedere con i nostri doppiaggi, altamente professionali ed espressivi.
Enigmi - Fin qui la critica non è stata eccellente, ma eccellente lo diventa quando parliamo degli enigmi di questo gioco.
Un giusto dosaggio di ricerca, di interazione con l'inventario e di enigmi puri di diversi gradi di difficoltà.
Inizialmente il gioco si presenta semplice e ci si appresta a fare una passeggiata sul velluto. Poi vengono i nodi al pettine, e che nodi! Le tecniche degli enigmi non sono nuove, vale a dire che gli stessi enigmi, strutturati diversamente, li abbiamo incontrati in tanti altri giochi, L'unico veramente nuovo è il Sudoku che di recente è diventato una moda.
Ma al di là di questo, il gioco ne presenta una quantità e una varietà notevole, tutti ottimamente inseriti nel contesto, tutti dotati di indizi immediati o remoti, che ne permettono una soluzione logica e razionale.
Solo uno, l'ultimo, è casuale e bisogna affidarsi un po' alla fortuna per superarlo; ma si sa che in molti giochi l'ultimo enigma è quello che fa venire il sangue agli occhi,,, perché poi ci arriva in premio un bel filmato finale e possiamo congratularci con noi stessi.
Interfaccia - L'interfaccia è estremamente semplice, ma ho due appunti da fare: il primo riguarda I salvataggi: 9 sono veramente pochi anche per un gioco di minor pretesa.
Il secondo è il caricamento del gioco.
Premendo il tasto "esc" si accede al menu dove troviamo, oltre alle opzioni, la possibilità di salvare ma non di caricare un altro gioco.
Per far questo si deve chiedere di uscire dal gioco e accedere al primo menu con il rischio di sbagliare e di uscire dal gioco senza aver salvato.
L'inventario si richiama con il tasto destro del mouse e appare alla base dello schermo. Per usare gli oggetti dove serve, basta prenderli con il cursore.
Conclusioni: - Anche se la grafica non è al top, tutto il resto ne fa un gioco di gran classe, degno dei suoi predecessori.