LA STORIA
Questo gioco è tratto da un romanzo della regina del giallo Agata Christie, "Dieci piccoli indiani"., se non erro, del 1945. Trasposto per il cinema con il titolo "E poi non rimase nessuno…", ha goduto di molto successo sia sugli schermi che in teatro ed è forse l'opera più celebre della famosa scrittrice.
Mi pare (e sarei lieta se qualcuno mi smentisse) che per la prima volta gli autori di videogiochi si ispirano ad un romanzo di Agata Christie e la cosa mi rallegra perché questo potrebbe essere l'inizio di un filone pressoché inesauribile, vista la fecondità della scrittrice inglese. D'altronde i suoi romanzi ( e il gioco di cui stiamo trattando lo dimostra) si prestano magnificamente alla costruzione di avventure classiche.
Naturalmente chi ha letto il romanzo si accorgerà di alcune differenze con la storia del gioco, specialmente nel finale, ma va precisato che nella sostanza la trama e i personaggi restano fedeli all'originale. Così fedeli che, malgrado un finale differente, gli autori hanno voluto inserire anche il finale autentico.
Il gioco inizia con l'arrivo di otto persone, sconosciute fra di loro, su una remota isola dove sorge una lussuosa magione; ciascuno di essi ha ricevuto un invito da un misterioso Mr. U.N. Owen che, guarda caso, in inglese si pronuncia come "unknown", sconosciuto. Ad attenderli nella villa, ci sono due persone di servizio, i coniugi Rogers, anche loro arruolati dal medesimo misterioso ospite. L'undicesimo personaggio è Patrick Narracott. lo scafista che li porta sull'isola e, a causa del naufragio del proprio motoscafo, è costretto a restarvi suo malgrado.
Costui sarà il nostro investigatore.
Tutti i 10 invitati hanno degli scheletri nell'armadio, per così dire: peccati e reati mai puniti dalla giustizia e il misterioso Ospite si ergerà lui stesso a giudice eliminandoli uno alla volta sulla base di una filastrocca che, nella versione originale parlava di 10 piccoli indiani mentre qui si parla di 10 piccoli marinai.
IL GIOCO
Grafica - Forte di una storia così corposa, il gioco si giova di una grafica all'altezza della situazione. Gli interni della villa sono descritti con grande cura e gusto dei particolari in una grafica 3D che fa veramente godere l'atmosfera di una vecchia magione di classe, signorile ma non opulenta.
Gli esterni riflettono l'atmosfera cupa e piovosa di un'isola fra le brume del nord, con il mare perennemente agitato e un cielo fosco che non concede spazio al sole. Un panorama opprimente che contribuisce ad aumentare la suggestione emotiva della trama.
Le animazioni sono molto frequenti e tutte in stretta relazione con gli eventi del gioco, fluide e di ottimo taglio. Ciò che lascia più a desiderare sono invece i personaggi che si muovono in modo piuttosto innaturale e legnoso; il sincrono con il parlato nei primi piani non esiste e i movimenti in azione, come afferrare gli oggetti, sono molto approssimativi.
Il gioco si svolge in terza persona con avanzamento punta e clicca. I luoghi accessibili sono completamente esplorabili ma la visuale non è a 360° bensì a schermate tipo diapositiva.
Sonoro - Il tutto è accompagnato da una musica originale che mantiene teso il filo del racconto: una musica d'atmosfera, non troppo invasiva che, seppur piacevole, a lungo andare può ingenerare un senso di monotonia. Il doppiaggio italiano è ottimo. I rumori, specie dei passi, non molto realistici.
Enigmi - Il gioco non è ricco di enigmi, anzi potremmo dire che di enigmi veri e propri ce ne sono due o tre; la soluzione si basa molto sugli interrogatori, i colloqui con i vari personaggi, sul raccogliere ed usare oggetti, sul visitare determinati luoghi in determinati tempi.
La storia si divide in 10 capitoli e se non si sono concluse tutte le operazioni necessarie, non si procede al capitolo successivo, quindi il gioco risulta strettamente lineare. Certe operazioni possono essere compiute in tempi diversi, altre azioni risultano superflue ai fini della soluzione (preparare il miele o il succo di mele, ad esempio) ma possono essere divertenti da fare, e alcuni oggetti raccolti non si usano mai. Il gioco non è difficile, non presenta enigmi stressanti né labirinti né giochino traditori, è in definitiva un mix da classico gioco d'avventura alla portata di tutti.
Interfaccia - L'interfaccia è molto semplice ed intuitiva. In alto a sinistra l'icona dell'inventario nel quale, oltre agli oggetti raccolti, si possono evidenziare su una lente tutti i documenti raccolti che andranno automaticamente a finire nel diario.
C'è inoltre uno spazio in cui, tramite l'icona a ruota dentata, si possono unire o separare gli oggetti.
A destra il diario in cui sono raccolti tutti gli scritti.
Si accede al menu principale con il tasto "Esc". I salvataggi, a forma di diapositive, sono illimitati.
Conclusioni - In conclusione un classico gioco d'avventura per un classico romanzo della regina del giallo, in cui tutti possono cimentarsi e diventare provetti investigatori alla stregua del celebre Hercule Poirot.