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TITOLO: 15 DAYS


                                                

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  • Genere: Poliziesco
  • Editore: DTP entertainment
  • Sviluppatore: House of tales
  • Rilascio: 2010
  • Tipo: 2D/3D P & C in III persona
  • Lingua: Tedesco
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 12 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto:P&C:     
  • Soluzione:    Download
  • Requisiti minimi richiesti:
    N.D.

  • Recensione di Gaetano

    LA STORIA

    Katryn, Bernard e Mike sono 3 ragazzi che vivono in un loft a Londra. Katryn è la leader del gruppo, atletica, coraggiosa, carismatica, ha coinvolto gli altri due nella propria "missione" che consiste nel rubare opere d'arte sostituendole con copie, per destinare i proventi del maltolto allo sviluppo dei popoli del terzo mondo. Non per nulla tiene la gigantografia del Che in camera.
    Mike è un tecnico capace di manipolare i dati informatici, Bernard è lo stratega che pianifica e Katryn è quella che materialmente ruba.
    Questo terzetto di moderni Robin Hood dalla morale piuttosto singolare, agisce su ordini di un misterioso committente che li incarica di rubare prima un quadro di Winston Churchill, poi uno di George Washington dietro un compenso esorbitante, sicuramente non adeguato allo scarso valore dei dipinti.
    Intanto negli Usa un agente dell'Interpol, Jack Stern, viene incaricato di indagare sull'improvvisa quanto misteriosa morte del Ministro degli Esteri britannico e ben presto trova dei collegamenti con il furto di opere d'arte.
    A questo punto le strade si intrecciano fino alla conclusione della storia che invero appare un po' forzata.
    Una storia ambiziosa nelle intenzioni, con una sceneggiatura da film, che riesce a coinvolgere giusto per la curiosità di sapere come va a finire e non per la suspence, che manca completamente.
    I personaggi parlano, parlano, parlano moltissimo, un grande bla bla di pensieri, riflessioni e divagazioni su temi vari, ma non la reale personalità.
    Gabiel Knight parlava poco, ma tutti hanno subito il suo fascino; costoro parlano molto, tanto, troppo, ma non riescono a far breccia e restano figure .

    IL GIOCO

    E' sempre più frequente, nelle Avventure grafiche degli ultimi tempi, trovare giochi che assomigliano un po' a quei regali di Natale che hanno una bellissima confezione e un contenuto che lascia l'amaro in bocca.
    Giochi dalla grafica assai curata, dalle storie che si sforzano di essere originali ma che di gioco hanno ben poco. E' questo il caso di "15 days", un'avventura che potrebbe essere definita a buona ragione, un film interattivo, un gioco senza enigmi che praticamente si fa da sé.
    Offenderei anche i principianti, dicendo che è adatto a loro.
    Queste avventure ci fanno davvero rimpiangere i tempi dei Myst, dei Rhem, dei vecchi giochi in cui la fatica di procedere era proporzionale alla gratificazione di superare un ostacolo (o alla frustrazione di non superarlo e sbirciare una soluzione), in cui si stava magari ore o giorni su un enigma ma si sapeva che con la logica e gli indizi si poteva superare.
    Adesso sembra che gli sviluppatori concepiscano i giochi "ad usum delphini", cioè tanto facili da non comportare alcuno stress mentale e se ancora non basta, danno anche la possibilità di superare gli enigmi con un clic del mouse.
    Ma allora, direte voi, come fa un gioco a durare delle ore? Semplice: come in questo caso, sono ore di dialoghi automatici, interminabili, inconsistenti e spesso inutili.
    Di trucchi per "allungare il brodo" ce ne sono tanti e noi che bazzichiamo da qualche anno le avventure li conosciamo bene.

    Grafica - Una grafica 2D/3D o, come dicono alcuni, 2,5D, cioè con sfondi pre renderdizzati e personaggi 3D. Bella, indubbiamente la cosa più pregevole del gioco. Alta definizione, cura dei particolari, sfondi in movimento, scorci e panoramiche ad effetto.
    Le animazioni sono numerose: il gioco molto spesso "prende il comando" e per lunghe sequenze va da solo riducendoci a spettatori.
    I personaggi sono curati nell'aspetto fisico ma per quanto riguarda il movimento, risultano piuttosto legnosi.
    Quando parlano hanno una fissità inespressiva, sempre uguale qualunque cosa dicano.
    Malgrado il gran parlare che fanno, come dicevo in precedenza, la caratterizzazione che ne risulta è davvero banalmente modesta: Kathryn, che è il personaggio principale resta una figura contraddittoria e lascia in ombra i suoi due amici che appaiono come succubi della sua sicumera.
    L'investigatore Jack Stern fa un po' la figura del bamboccio che arriva sempre a "fuochi finiti" . anoramiche

    Sonoro - Buono, senza particolari meriti (ma da quando in qua le scarpe da ginnastica ticchettano sul pavimento?).
    Buono il doppiaggio in inglese.

    Enigmi - ? Metto un punto interrogativo per sapere da qualcuno se ha trovato enigmi degni di nota in questo gioco.
    Si, ce ne sono alcuni, abbastanza facili, ma c'è anche la possibilità di risolverli con un pulsantino, un clic e via.
    Per il resto il gioco ha una penuria cronica di interattività: tolti i dialoghi, le scene animate, gli spostamenti dei personaggi, resta solo qualche movimento del cursore per far entrare ed uscire dai vari ambienti, prendere qualche oggetto in bella evidenza che si sa esattamente dove usare e aggirarsi per il solito labirinto che ci farà perdere un bel po' di tempo.
    I dialoghi e le animazioni si possono anche evitare premendo due volte il tasto "Esc" però è pericoloso; è infatti capitato che, dovendo fare una ricerca con il browser del computer, bisognava inserire alcuni nomi che, pur essendo scritti in un'agenda, comparivano solo nel sottotitolo. Saltando quel dialogo si saltava anche la possibilità di fare questa ricerca restando bloccati. Infatti i documenti in inventario si possono osservare ma vengono "letti" solo dal protagonista e non possono essere consultati.

    Interfaccia - Il gioco si governa interamente da mouse.
    In basso a sinistra c'è un'icona che apre la mappa. Spostando il cursore (senza cliccare) in cima a questa icona, si apre il menu principale mentre spostandolo a destra, si apre l'inventario.
    Cliccando sugli oggetti d'inventario si pò scegliere l'azione da fare: "guardare" o "usare".

    Conclusioni - A fronte di una bella grafica e di una storia che poteva essere intrigante, c'è una grossa carenza di enigmi che ne fa più un film interattivo che un'a.g.


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    A cura di Vipera Gentile

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