LA STORIA
- Undercover: Dual Motives narrerà infatti di ciò che accadde, nel 1939, al professor John Russel - già protagonista del seguito, uscito l' anno scorso su PC - che si troverà ad essere accusato di tradimento.
Nel centro di ricerca e nei suoi dintorni dovremo raccogliere indizi, trovare prove, interrogare colleghi per liberarsi da quest' accusa infamante e consegnare il vero colpevole alla giustizia.
La storia è effettivamente ben congegnata e accattivante e le scene iniziali ci indicheranno immediatamente che qualcuno ci vuole incastrare. I personaggi sono ben caratterizzati e, anche senza il doppiaggio, le emozioni traspariranno dai loro volti, ben accompagnati dai buoni dialoghi - comunque limitati al prosieguo della trama-.
L' impianto narrativo regge alla perfezione e i colpi di scena sono all' ordine del giorno.
Grafica
- Di buona fattura, non dimostra le vere potenzialità della console a 64-bit ma ci si può accontentare: sebbene la parte grafica tridimensionale dei personaggi soffra un po' (i loro modelli non sono molto complessi), perlomeno la fluidità dei movimenti è più che decente. Ma il meglio si vede nelle ottime immagini bidimensionali che mostreranno i vari luoghi in cui ci aggireremo: non moltissimo, per la verità, ma tutti riconoscibilissimi e senza sbavature, disegni ben realizzati, ma comunque seri, come fossero fotografie ritratte, schermate davvero ottimamente disegnate.
Sonoro
- Non al livello dei precedenti punti, ma si difende abbastanza: alcuni motivetti che potrebbero spingere ad azzerare l' audio della console solo in caso si rimanga bloccati con gli enigmi per diverse ore. Altrimenti scorrono via senza infamia e senza lode, in quanto decenti musiche di sottofondo che, in fin dei conti fanno il loro dovere. Gli effetti audio, poco frequenti, sono anche loro abbastanza azzeccati e riconoscibili.
Enigmi
- Punto dolente del gioco: solo la trama ben congegnata vi spingerà a portarlo a termine - senza leggere la soluzione - a meno di essere dei geni o dei masochisti.
Se per la gran parte del tempo il gioco filerà via liscio, senza problemi, grazie anche ai dialoghi tra i due protagonisti che indicheranno cosa fare per proseguire, in altri punti il giocatore viene lasciato in balia di se stesso, condannato a girovagare per raccattare uno straccio di indizio che talvolta sarà utilizzato in maniera decisamente assurda - vedrete al momento di costruire l' arpione… -.
Oltre a questo, in alcuni momenti dovrete prendere parte ad alcuni minigiochi per poter proseguire (non sono evitabili) e se alcuni sono di ottima fattura e divertentissimi, davvero ben riusciti (avvertire il professore picchiettando la finestra con la cerbottana, decifrare il codice Morse), altri sono terribilmente frustranti (usare il filo metallico per scassinare alcune serrature - per 4 volte! -, vincere a freccette, ma sbatterete la testa contro il muro quando affronterete la galleria del vento, decisamente ardua e penalizzano decisamente un gioco che, unito al fatto di essere la prima esclusiva DS di produttori occidentali, avrebbe davvero potuto meritare qualche voto in più. Al contrario, ottima l' idea del doppio protagonista, sebbene poco sfruttata, giacché spesso tornerà utile solo per sviare l' attenzione di qualcuno.
Conclusioni
- Undercover - Dual Motives si è comunque dimostrato essere un buon titolo, ottimo a sprazzi, ma con alcuni difetti su cui non è possibile soprassedere. In assenza di questi, si sarebbe potuto realizzare un vero classico, occasione mancata. Se vi lascerete catturare dalla storia, decisamente intrigante, riuscirete a perdonare l' asprezza di alcuni passaggi (per fortuna è comunque impossibile morire, e non ci sono enigmi a tempo ), ma è proprio questa mancanza di limature a questi difetti che impedisce al titolo, che vi potrà catturare per una decina di ore, di divenire un punto di riferimento assoluto per le avventure che potranno vedere la luce sulla console a doppio schermo.
L' ultima fatica di Anaconda non si candida all' eccellenza a causa degli enigmi non sempre ben realizzati, ma saprà catturarvi con la sua trama ben scritta e il sistema di controllo ben vestito attorno alle potenzialità del DS.