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AVVENTURE PIATTAFORMA NINTENDO

A cura di Stefano Torriani

TITOLO: PHOENIX WRIGHT - Trials And Tribulations
                                                

  • Genere: Giallo investigativo
  • Editore: Capcom
  • Sviluppatore: Capcom
  • Distributore: Nintendo
  • Rilascio: 2008
  • Tipo: 2d in prima e terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Difficoltà: Media
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 35-40 ore
  • Voto di P& C: 9/10
  • Soluzione             Download
  • Piattaforma Nintendo

    Recensione di Stefano Torriani

    LA STORIA

    - Tra i vari punta e clicca presenti su Nintendo DS, la serie cui più sono affezionato è proprio quella di Phoenix Wright.
    La Capcom ha dimostrato che in un' avventura grafica possono convivere trame profonde e intricatissime a un susseguirsi di vicende dense di colpi di scena, che sconvolgeranno letteralmente ciò che credevamo fossero i fatti conosciuti fino a quel momento, con un ritmo che proprio non ho mai incontrato in nessun gioco, in assoluto, di qualunque piattaforma si tratti. Già, ciò che contraddistingue tale serie è proprio il ritmo. Non c' è un solo punto morto, e ogni momento resterà impresso nelle nostre menti, non ci sarà possibilità di essere distratti da ciò che accadrà ogni istante su schermo.
    Nel caso vi foste persi le puntate precedenti, sappiate che impersoneremo i panni del giovane avvocato Phoenix Wright, titolare dell' omonimo studio legale. Se però le vicende fossero noiose, il gioco non avrebbe senso d' esistere. Questa terza avventura è infatti la diretta prosecuzione dei precedenti due episodi e ne ricalca in pieno lo stile. Dovremo infatti indagare nelle varie scene del crimine, raccogliere prove, interrogare testimoni, ed il bello è che tutto è così fresco e piacevole che le ore scorreranno come granelli di sabbia in una clessidra. Grazie anche ai simpatici comprimari (in primis il buon detective Gumshoe, presente in tutti casi), sarà sempre un piacere proseguire nelle investigazioni. Certo, in mezzo ai cadaveri non si faranno battute da obitorio, nemmeno per sdrammatizzare, ma in molti luoghi potremo parlare con i vari amici e colleghi: ritroveremo infatti quasi tutte le facce incontrate nei giochi precedenti. Ma ciò che contraddistingue questa serie da tutte le altre è la fase del Processo, ormai già un classico. Il bello è che il nostro avversario sarà, ed è ovvio, altrimenti non sarebbe divertente, un vero Genio della Procura.
    Nel primo episodio avevamo contro Miles Edgeworth, nel secondo gioco ci siamo dovuti scontrare contro la temibile Franziska Von Karma (figlia del supremo Manfred Von Karma, mentore di entrambi i due Procuratori - e "boss finale" del primo titolo! -, questa volta solidali con noi per fronteggiare la minaccia del nuovo, incredibile avversario), ora il Procuratore sarà il misterioso Godot, avvolto dal mistero. Come mai sembra conoscerci? E perché è tanto determinato a sconfiggerci, se noi non l' abbiamo mai incontrato…
    Tutto verrà alla luce e le rivelazioni, come sempre, saranno sconvolgenti, presente e passato si scontreranno. A proposito, l' ultimo caso, davvero una fatica suprema, rappresenta l' apice della serie: oltre ad una complessità addirittura superiore (ma sia ben chiaro: niente affatto frustrante), conterrà elementi che riporteranno anche ai precedenti episodi. Ci sono dei riassunti, ma aver giocato ai primi due giochi sarà ancora più soddisfacente. Sapere nel dettaglio i fatti precedenti sarà utile, ma non necessario.
    Tra i grandi ritorni, accoglieremo Miles Edgeworth e Franziska Von Karma, evidentemente e giustamente rimasti nei cuori di molti giocatori. Che nei prossimi episodi ritroveremo qualcuno di questi personaggi?

    GIOCABILIITA'

    - Ormai classico, lo stile di gioco si dimostra vincente come sempre: cinque lunghi casi, uno più complicato dell' altro, nonché, come avrete modo di vedere, collegati tra loro, vi accompagneranno per svariate decine di ore.
    Già, il gioco, oltre che splendidamente realizzato, si è dimostrato essere, prevedibilmente, essendo l' ultimo della prima trilogia, il più lungo in assoluto. Una quarantina di ore ve le prenderà senza problemi, ma se non ci credete, vi basterà mettere a confronto le soluzioni. La guida per il primo gioco l' ho completata in circa venticinque pagine, per il secondo una ventina circa, questa volta invece ci siamo avvicinati al non indifferente numero di cinquanta pagine. Ma questa è solo una mera valutazione temporale, ciò che conta è il piacere che vi farà provare il gioco man mano che andrete avanti e acquisirete progressivamente un maggior livello di consapevolezza nei tremendi piani ideati dagli assassini, davvero complessi e articolati, ma mai assurdi o impensabili. Infatti sarà davvero appagante proseguire nei vari casi, ed è questo il punto di forza del gioco: farti sentire protagonista e spettatore attivo del proseguimento delle indagini.
    Talvolta sarà quasi impossibile ribattere, durante i Processi, al temibile procuratore Godot, ma riuscirci sarà fonte di indicibile soddisfazione. Per fortuna non saremo completamente abbandonati a noi stessi. Per controbattere alle argute deduzioni di Godot, Procuratore acuto e avveduto al pari, se non oltre, dei precedenti avversari, potremo mostrare non solo le prove raccolte, ma anche i Profili dei personaggi, per notare qualche particolare sulla persona stessa. Allo stesso tempo è rimasto il discusso Magatama: trattasi di una speciale reliquia della famiglia Fey, con cui avremo a che fare, che ci permetterà di sondare il cuore dei nostri interlocutori, o meglio, ci aiuterà a farci capire se il personaggio interpellato ci sta nascondendo qualcosa - cosa che accadrà molto spesso, purtroppo per noi -.
    A quel punto, per sbloccare i Lucchetti Psichici della persona e farci dire la verità, dovremo far cadere le sue reticenze, mostrando delle prove per proseguire nella ricostruzione della verità. In ogni caso, la parte più emozionante in assoluto, lo dico e lo ripeto, la vivremo in Tribunale. Durante i Processi, ciò che ci verrà richiesto di fare sarà - oltre che prestare sempre grande attenzione, dato che i colpi di scena sono davvero dietro ad ogni angolo - ascoltare la Deposizione di testimoni ed imputati (sempre uno per volta, cambieranno a seconda del prosieguo della storia, che non è influenzabile) e, quando pronunceranno una frase compromettente o semplicemente in contraddizione con le prove raccolte, dovremo mostrare qualcosa dal nostro Registro. Ovviamente ci capiteranno personaggi diversissimi: ci sarà chi sbaglierà in buona fede, ma anche chi mentirà palesemente.
    Il Giudice poi non farà molto per aiutarci, anzi! In ogni gioco Capcom che io ricordi - sicuramente ci saranno delle eccezioni, ma non me ne vengono proprio in mente - c' è sempre stata una barra d' energia, essendo una Casa specializzata in giochi d' azione. Anche in Phoenix Wright avremo una barra vitale: anche sembra paradossale (per chi non ha giocato i precedenti episodi), potremo "morire": presentando troppe prove scorrette nei momenti sbagliati, il Giudice si spazientirà e potremo non riuscire a salvare l' imputato, dovere primordi un buon avvocato difensore, compito in cui dovremo riuscire anche grazie al fatto che sapremo in anticipo, grazie al Magatama, se l' indiziato principale è davvero colpevole o meno.

    Grafica

    - Questo Trials and Tribulations non si discosta affatto dai recedenti episodi, anzi, mutua ancora la grafica dal Gameboy Advance. Ma se il primo è uscito nel 2001, e il secondo nel 2003, il terzo è arrivato nel 2005, alla maturità dell' Advance, ed è stato sfruttato come mai prima d' ora. Gli episodi sono stati convertiti e migliorati per il DS, nell' ordine, nel 2005, nel 2006 e nel 2008, occasione con cui la Capcom ha finalmente pensato di far uscire il gioco anche il terre occidentali, fuori dalla terra del sol levante.
    Se i personaggi già incontrati saranno praticamente identici, ma con alcune animazioni nuove, ovviamente, i nuovi personaggi, il nostro avversario in primis, avranno una qualità grafica ancora superiore! Ottimi anche i paesaggi in cui ci troveremo a vagare. Tutto disegnato, stile anime/manga, ma in maniera lieve, piacevole alla vista e fruibile da chiunque, anche dai detrattori di tale stile (ma ce ne sono?). Diciamo che, facendo un paragone sempre su DS, Hotel Dusk è più simile ad una graphic novel americana, ma anche la serie di Phoenix Wright non è solamente orientale. Ma sono proprio i particolari che rendono grande questo comparto: ogni zona sarà caratterizzata nella migliore maniera, e renderà tutto davvero comodo per proseguire nelle indagini. Le scelte artistiche di luoghi e personaggi, sono sempre azzeccate e renderanno le nostre peregrinazioni sempre varie ed originali. E dovremo proprio soffermarci sui dettagli per poter farci una panoramica totale del delitto commesso, per poi esporre al Giudice le nostre conclusioni, possibilmente plausibili.
    Solo che, dopo tanti casi risolti in passato, sarà ormai facilmente prevedibile un contrattacco avversario; la nostra ricostruzione iniziale sarà sempre fallace, e solo dopo molte ore (e un paio di Processi; non pensiate di cavarvela subito) giungeremo davvero alla conclusione del caso. Solo alla fine comprenderemo le meccaniche degli omicidi, rappresentati anche graficamente, eludendo in parte i soliti controlli da parte della Nintendo, casa che raramente accetta di mostrare scene di violenza.
    Infatti tali sequenza non saranno sanguinolente, anzi, mostreranno solo le dinamiche dell' assassinio, senza soffermarsi su particolari inutilmente scabrosi. Realismo, ma senza violenza gratuita, scelta in fondo corretta. L' importante alla fine è risolvere i complessi casi, non vedere bagni di sangue. E tutto sarà così chiaro e cristallino agli occhi del giocatore che capiterà davvero di rado di girare senza meta, non sapendo che fare. Al contrario, verrà subito in mente cosa fare.
    Bisognerà esaminare ogni particolare di ogni scena, parlare di ogni argomento coi vari personaggi che incontreremo, e anche mostrar loro oggetti e profili, per sentire cosa avranno da dire su tali prove. Ed ogni voce presente nel nostro Registro avrà la sua rappresentazione grafica, dato che, qualche volta, sarà proprio da lì che verrà lo spunto per farsi venire un' idea (la quantità di sangue presente su una spada o la mano utilizzata per bere da una tazzina da caffè notando la posizione dell' impronta delle labbra rispetto al manico: cose non scritte nella descrizione, ma da estrapolare dall' immagine)

    Sonoro

    - Anche questa volta, davvero nulla da obiettare alle scelte effettuate dalla casa giapponese. Un elemento fondamentale in ogni tipo di film risiede nell' accompagnamento musicale. Molti film "de paura" farebbero solamente ridere se gli effetti sonori non fossero all' altezza delle immagini su schermo, e parimenti è necessaria una colonna sonora d' impatto. Ed è fondamentale anche il momento stesso in cui far partire la traccia musicale, per far meglio provare l' emozione di una certa fase.
    Anche stavolta, si diceva, la Capcom non tradisce. Come nei precedenti episodi, e questa volta ancora meglio che in passato, udiremo delle musiche sempre adatte al contesto. Tranquille e rilassanti nei momenti leggeri, emozionanti e adrenaliniche durante le sequenza più concitate, e assolutamente superbe durante i colpi di scena! Decisamente ogni motivo musicale mi ha convinto, questa volta, anche e soprattutto la traccia "finale", quella che potremo udire dopo che presenteremo una prova schiacciante e incontestabile, alla fine di un Processo.
    Dopo ore di riflessioni sarà un piacere udire tale musica e sapere di essere giunti al termine del caso… o forse no? I colpi di scena sono comunque dietro l' angolo… Generalmente, una simile musica e determinate scelte registiche (come uno zoom in primissimo piano sui volti di avvocato e Procuratore).
    Nel precedente gioco, infatti, alcune tracce udibili durante i processi erano troppo "tranquille", perlomeno rispetto al primo. Prendendo il secondo titolo singolarmente, infatti, non ci sarebbe nulla da dire, nessun' accusa da muovere. Ma, al confronto col primo, pur presentando nuove tracce anche durante le investigazioni, nelle fasi processuali le musiche erano meno incisive. Bene, questa volta hanno sistemato per il meglio anche questo particolare: in questo terzo titolo, anche le musiche processuale sono tornate in piena forma, aggiungendo pathos agli eventi, ed anche la traccia "finale" risulta paragonabile a quella del primo episodio. Anzi, quando giungerete al termine del quinto ed ultimo caso riascolterete anche la traccia vittoriosa del primo gioco, così potrete paragonare facilmente quella del primo e del terzo, davvero di pari - elevatissimo - valore.
    Buone anche le voci dei personaggi, sebbene non dicano più che un paio di frasi. Ma sentire la lotta di "Obiezione!" tra avvocato difensore e Procuratore sarà… esaltante, non ci sono altri termini!

    Conclusioni

    - Credo proprio che si sia capito che sono un fan della prima ora di questa saga, per me splendida perché davvero esaltante. Non potrà mai mancarvi la voglia di esplorare e scoprire le motivazioni per uno degli atti più crudeli che può compiere una persona. Come nei precedenti episodi,la componente morale sarà decisamente presente.
    Fino a che punto è possibile spingersi per cercare vendetta, ed è questa moralmente giustificabile? Un profondo odio che travalicherà la morte, questa è solo uno degli eventi cui assisterete. Alla fine, per questo terzo episodio si può parlare di evoluzione, anziché di rivoluzione, le meccaniche dei precedenti giochi sono state mantenute, nonché assimilate e migliorate, per offrire delle trame ancora più avvincenti (sembrava impossibile, ma ce l' hanno fatta) e delle vicende che toccheranno ancor più da vicino la vita del nostro Phoenix.
    Una splendida regia dosa scoperte e colpi di scena, dosando sapientemente le innumerevoli rivelazioni durante le decine di ore che questo terzo episodio della saga vi farà trascorrere. Se vi chiedete le motivazioni degli altisonanti voti della critica per questa serie, è il momento di scoprirlo. E basterà solo un Nintendo DS: liscio, Lite od DSi, per poter seguire gli affascinanti casi che dovremo risolvere. Infine, un dovuto plauso ai traduttori: in ben poche avventure grafiche per PC sono presenti tante righe di testo, eppure non c' è una singola sbavatura! Una traduzione ed un adattamento eccellenti, davvero un ottimo lavoro.
    Un ultimo accorgimento: questo terzo titolo, ed è cosa risaputa, purtroppo, è l' ultima delle avventure di Phoenix Wright. Niente paura, però, perché la serie prosegue - rimarrà Ace Attorney nel titolo -, tuttavia nel quarto episodio avremo un nuovo protagonista, nonché… diverse novità che ora non posso svelare! Allora si potrà parlare di rivoluzione - sebbene la formula rimarrà sempre questa -, ma per ora pensiamo a sistemare questi cinque nuovi, lunghissimi ed appassionanti casi! E questa volta, nessuna Obiezione!


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    A cura di Vipera Gentile

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