LA STORIA
- In questo secondo titolo della saga di Phoenix Wright ci caleremo nuovamente nei panni del giovane avvocato difensore, con lo scopo di risolvere altri quattro complicatissimi casi. Uscito su Gameboy Advance solo il Giappone nel 2002, come il precedente è stato riadattato per il Nintendo DS verso la fine del 2006 e, sebbene i cambiamenti siano stavolta meno evidenti (non c' è un quinto caso bonus come nel precedente titolo, ma poco importa: i quattro casi proposti sono decisamente lunghi e appaganti), è davvero comodo e intuitivo muoversi attraverso scene del crimine e aule di Tribunali con un semplice tocco, cosa fino a pochi anni fa impensabile. Il fatto è che il titolo non risente minimamente degli anni, dato che il comparto tecnico è azzeccatissimo e le trame delle vicende sono ancora più articolate: infatti non avremo mica a che fare con dei semplici casi: ogni omicidio che affronteremo ci vedrà letteralmente lottare contro il nuovo procuratore di turno, la temibile Franziska Von Karma, figlia del Manfred che abbiamo conosciuto nel precedente titolo.
Infatti, dopo aver portato a compimento le varie indagini, ora ancora più interessanti del primo episodio - in cui erano quasi un intermezzo prima del Processo - ci sarà lo scontro il Tribunale, in cui dovremo provare l' innocenza del nostro cliente. Peccato che, ogni volta che avremo avuto un' intuizione corretta, la nostra avversaria non si lascerà prendere alla sprovvista, obiettandoci contro in maniera assolutamente intelligente. Interessante anche la possibilità di mostrare gli oggetti del nostro inventario a tutti i personaggi che incontreremo, cosa assolutamente utile per poter proseguire: non che non fosse possibile farlo anche nel primo gioco, ma allora era praticamente inutile, mentre questa volta ognuno trarrà le sue conclusioni su qualsiasi cosa, rendendo i vari personaggi ancora più realistici. Le due differenze più rilevanti rispetto al precedente titolo risiedono nella possibilità di presentare anche i Profili dei personaggi (per accusare qualcuno, o anche solo per far notare particolari quali nome, professione…), ma soprattutto è l' utilizzo del Matagama ad essere interessante: se il nostro interlocutore ci mentirà, questa reliquia della famiglia Fey ci aiuterà a capire riguardo a cosa, per mezzo dell' apparizione di uno o più Lucchetti Psichici: in questo caso, il personaggio si rifiuterà di parlarci di un dato argomento, finché non riusciremo a spezzarli, mostrando prove lo faranno vacillare. Quasi sempre, quando ci appariranno del Lucchetti Psichici, dovremo lasciarli stare, poiché non avremo i mezzi necessari per forzarli. Ci torneremo quando avremo capito il motivo della loro reticenza. Il meccanismo funziona davvero bene, consentendo di lasciar perdere in qualsiasi momento per evitare di sbagliare, senza quindi facendoci anche perdere barra vitale. La barra della vita è un' altra caratteristica lievemente modificata rispetto al predecessore: se prima si trattava di 5 icone che sparivano, una per volta, quando facevamo spazientire il Giudice a causa di un nostro errore, questa volta gli sviluppatori hanno saggiamente deciso ritrasformarla in una barra vitale, così da far pesare diversamente i vari errori: quando ci sarà il pericolo di sbagliare, ci verrà indicata la quantità che rischieremo con un lieve lampeggio: chiaramente le cose più facili saranno poco penalizzate, ma quando il Giudice, soprattutto negli ultimi casi, dopo essersi quasi convinto della colpevolezza dell' imputato, sarà quasi in procinto di condannarlo, ci lascerà un' ultima possibilità: ovviamente è una bella spada di Damocle il veder lampeggiare tutta la barra! Ovviamente ci batteremo con tutte le nostre forze grazie al fatto che crediamo fermamente nell' innocenza dei nostri imputati, e in questo ci verrà in aiuto anche il Matagama. Phoenix è un inguaribile romantico, non vorrebbe certo difendere dei criminali. Peccato solo che ci toccheranno sempre dei casi disperati, in cui ogni prova sarà contro il nostro assistito: questo ovviamente scatenerà una vera battaglia in tribunale, tra noi e il Procuratore, determinato ad ottenere un verdetto a lui favorevole. Certo che, soprattutto nell' imponente caso finale, i colpi di scena saranno all' ordine del giorno, presentando una vera e propria "questione morale" che non ci saremmo mai aspettati: una trama stellare che vi terrà avvinghiati per giorni e giorni al DS, grazie a un' attenta regia che dosa saggiamente momenti di tensione a sezioni più rilassanti… già, perché, a discapito delle tematiche molto serie, ci saranno dei momenti di puro divertimento, delle vere perle che speriamo di ritrovare anche nei prossimi titoli della serie!
GIOCABILITA'
Tranquilli, il sistema di gioco non è cambiato di una virgola, se non in meglio: lo schema sarà quello ormai classico, con indagine e processo, però, oltre alle innovazioni del Profilo e del Matagama, avremo dei personaggi più "intelligenti", che si mostreranno più propensi a dare le proprie opinioni su tutto ciò che mostreremo loro, cosa che a volte ci tornerà necessaria per poter proseguire nell' avventura. I casi stessi che dovremo affrontare saranno più complessi e meglio strutturati del pur eccellente predecessore: sebbene la qualità degli stessi sia della medesima eccellenza, qui anche i giocatori meno pazienti potrebbero arrivare alla fine: il gioco è stato diretto in maniera da rendere tutto ancora più chiaro e cristallino (se sbaglierete sarà del tutto colpa vostra, per dirlo in soldoni!), e non avrete scuse: qui non ci saranno situazioni di isteria da "provo tutto con tutto, prima poi l' azzeccherò", e saranno contemplate diverse reazioni per ogni azione del giocatore, in maniera ancora più realistica. Presentare prove e inanellare obiezioni sarà davvero facile e, sebbene siano già usciti da noi altri titoli del nostro avvocato preferito, senza fare facili dietrologie, intendo giudicare questo titolo, proprio come il precedente, senza considerare ciò è avvenuto dopo. Pur essendo il terzo e il quarto ancora più ricchi, non li ho ancora nemmeno provati, così da non adulterare il mio giudizio verso questo Justice For All, limitandomi a fare solo paragoni con il precedente titolo d' esordio della saga di Phoenix Wright. A proposito, il touch screen e soprattutto il doppio schermo sono davvero utili per proseguire nel gioco, rendendo davvero comodissimo proseguire nell' avventura.
Grafica
- Si diceva che lo stile grafico è azzeccato e non sente il peso degli anni (è comunque di sei anni fa, sebbene siano state apportate delle migliorie per il DS): questo perché, come avrete già notato della immagini, o saprete già avendo letto la recensione dell'episodio precedente, non c' è un solo elemento di tridimensionalità, tutto è in 2D e ha fatto la gioia di milioni di giocatori (questa saga, la cui popolarità è in costante crescita, vanta una grande schiera di appassionati).
Appassionati a questo stile che però sprizza novità: ogni cosa è disegnata in stile manga, ma non indugiate troppo sui fumetti giapponesi che sono ad un livello più che accettabile anche per qualsiasi detrattore del disegno nipponico (ma ce ne sono in giro?).
C' è da dire che pare una via di mezzo tra un manga e una graphic novel americana, soprattutto in alcune sequenze dense d' azione, una bella accoppiata che rende il gioco apprezzabile a tutti: diverse animazioni per ogni personaggio lo caratterizzeranno in ogni situazione, e si capirà in un attimo il suo stato d' animo: rabbia, imbarazzo, tristezza, felicità, annientamento… ogni cosa è stata curata fin nei minimi dettagli.
Sonoro
- Anche su questo versante è difficile muovere delle critiche: gli effetti sonori sono adatti e ben ricreati, le voci dei personaggi (o meglio, le loro esclamazioni più importanti, doppiare tutti testi sarebbe stato titanico) perfette, e le musiche… dipenderà dal giocatore: chi ha giocato il precedente si troverà inizialmente spiazzato quando giungerà in Tribunale, poiché, se le musiche che troveremo nelle varie locazioni e quelle abbinate ai vari personaggi saranno sempre adatte, diverso è il discorso per le fasi in Tribunale, e qui il discorso è delicato: nel primo episodio le musiche in Tribunale (interrogatorio, intimidazione, incalzamento, quasi vittoria, colpo di scena, interrogatorio pressante, trionfo…) erano più d' azione, trasmettevano maggiore tensione rispetto a quelle di questo titolo, poiché, sebbene siano bellissime, alcune mancano di mordente, ma questo solo inizialmente. Già dopo poche sessioni familiarizzerete con nuovi brani, più pacati, ma che rendono più l' idea di essere in un Tribunale, dato che anche le tematiche sono molto più approfondite e serie (la questione morale cui vi ho accennato nella prima sezione poi sarà tragica e farà davvero riflettere). In breve: non lo capirete subito, ma le nuove musiche vi piaceranno, anche se saranno meno adrenaliniche rispetto a quelle precedenti; state comunque tranquilli, che di colpi di scena ce ne saranno a iosa!
Enigmi
- Ormai l' avrete capito, non mi dilungo tropo: non ci sono enigmi di logica o matematica, qui non ci saranno minigiochi o, peggio ancora, sezioni frustranti e superflue, come la più che superflua ricetta della nonna in Still Life (attenzione all' imminente seguito!), né mondi da esplorare come coi vari Myst: avremo le nostre locazioni, i personaggi pronti a rivelarci ciò che sapranno, se lo vorranno, e molti oggetti che dovremo utilizzare al meglio per districarci nei Processi, o durante i tentativi di rottura dei lucchetti, semplicemente utilizzando il comando "mostra".
Come sottolineato, stavolta il giocatore è preso in ancor maggiore considerazione, in alcuni punti è stupefacente la capacità che questo gioco ha di farti sentire intelligente, grazie a diverse considerazioni inaspettate (provate, durante il dialogo, tramite Matagama, a parlare col personaggio con cinque lucchetti e mostrategli il Profilo di una persona particolare - tutto indicato nella soluzione -: anche se non è necessario e non romperete lucchetti, non perderete vita, e verrete a conoscenza di ulteriori sfaccettature di alcuni personaggi. Una situazione in cui il giocatore ha dimostrato di aver capito alcune cose, e il gioco lo premia svelando altri particolari interessanti).
Oltretutto, alcuni casi (in particolare il secondo e il quarto) vedranno i nostri protagonisti ancora più colpiti dalle avversità, e ne scopriremo lati del carattere rimasti ancora celati.
Giocarci e uscirne vittoriosi è semplicemente esaltante, poiché scardinare le affermazioni di Franziska Von Karma sarà davvero difficile, ma, ragionandoci bene, mai impossibile, e, in caso di errore, basterà riavviare in pochi secondi la partita: è infatti possibile salvare in qualsiasi istante la partita, così da evitare inutili frustrazioni ai meno abili nel genere delle avventure grafiche.
Conclusioni
- La Capcom ha creato davvero un' ottima saga, che non manca di coinvolgere e appassionare, ed è interessante che proprio lei abbia dato vita a questa serie: essendo una casa da sempre specializzata in giochi d' azione (Mega Man, Street Fighter, Devil May Cry, Resident Evil…) non avrei mai pensato sfornasse simili titoli. Se questa serie non perderà il suo smalto, l' eccellenza non verrà mai meno, di punti negativi davvero non ne ho trovati: la durata è di circa 20-25 ore, non il massimo, ma non è niente male, considerando che per tutto l' arco di gioco non potrete davvero fare a meno di proseguire nell' avventura. Incontreremo molti nuovi personaggi, ma ritroveremo anche diverse facce conosciute, che aiuteranno i vecchi giocatori a sentirsi ancor di più a loro agio. Comunque, non è necessario aver giocato anche col predecessore, sarà veloce capire i caratteri di ogni personaggio. E alla fine, nell' ultimo caso, ci sarà un graditissimo ritorno…Un plauso ai traduttori, i quali hanno svolto il loro lavoro in maniera perfetta, non c' è una sola sbavatura, e si tratta di migliaia di righe di testo! Tralasciando le musiche meno epiche rispetto a quelle del precedente titolo (ma vi ci abituerete rapidamente), davvero non si possono notare che miglioramenti, grazie alle svariate novità sopra descritte, che spaziano non solo per Profili e Matagama, ma anche e soprattutto per il ruolo ancora più centrale del giocatore, la cui intelligenza è ancora più valorizzata, rendendo il fruitore del gioco sempre desideroso di proseguire attraverso i casi per assicurare giustizia! Davvero soddisfacente, anzi, ancora di più: esaltante!