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AVVENTURE PIATTAFORMA NINTENDO

A cura di Stefano Torriani

TITOLO: PHOENIX WRIGHT: Ace Attorney

                                                

  • Genere: Giallo investigativo
  • Editore: Capcom
  • Sviluppatore: Capcom
  • Distributore: Nintendo
  • Rilascio: 2005
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Difficoltà: Media
  • Età consigliata: 12 +
  • Durata: 25-30 ore
  • Voto di P& C: 9/10
  • Soluzione             Download
  • Piattaforma: Nintendo DS

  • Recensione di Stefano Torriani

    LA STORIA

    Dovremo impersonare un avvocato alle prime armi, tale Phoenix Wright, iettatore ai livelli di Poirot, della Signora in Giallo, o del Detective Conan, dato che gli verranno assegnati dei casi di omicidio decisamente fuori dall' ordinario: eccetto le primissime fasi, il titolo, ben più di un semplice simulatore avvocatizio, richiederà spesso ai giocatori di far uso delle proprie capacità, per poter proseguire nelle indagini o… nei processi! Già, la vera novità sta proprio nella sequenza del processo, in cui noi ci troveremo a fronteggiare il temibile Procuratore di turno, il quale, ovviamente, avrà tutto l' interesse a distruggere le nostre tesi, demolendo le nostre affermazioni con enorme piacere.
    Parte del gioco si svolge nel ricercare delle prove e nell' interrogare testimoni, ma non pensate alla serie di CSI: se le basi sono simili (recarsi nei vari luoghi, cercare indizi, parlare coi testimoni), togliete tutto ciò che si trova di farraginoso in quella serie, che la rende poco appetibile all' utenza.
    Estraete qualsiasi banalità e condite il tutto con dosi massicce di adrenalina: era un bel pezzo che non mi capitava di emozionarmi a tal punto per un' avventura grafica, posso affermare senza timore di smentita che si tratta di uno dei più coinvolgenti giochi che abbia mai provato in tutta la mia vita (iniziai col NES, quindi non sono propriamente di primo pelo!). Già, perché non solo noi partiremo sempre svantaggiatissimi, con prove a nostro sfavore e testimoni oculari pronti a dimostrare la colpevolezza dei nostri clienti, ma dovremo letteralmente lottare, in Tribunale, per riuscire a far sì che il Giudice non li ritenga colpevoli. Se le sezioni in cui dobbiamo indagare sono ben realizzate, della giusta lunghezza (abbastanza lunghe per creare una profondità insospettabili e impressionante: le trame degli ultimi due casi del gioco sono così articolate, che non ho mai visto nulla di simile neppure su PC, ma non così lunghe da annoiare), Phoenix Wright dà il meglio di sé in Tribunale. E lì sì che sarà un tripudio di obiezioni e affermazioni così azzardate a tal punto che potrebbero condurci alla sconfitta, inevitabile se non mostrando volta per volta le giuste prove che scagionerebbero il nostro imputato. Dovremo ascoltare le deposizioni dei testimoni, e, nel caso notassimo una contraddizione con ciò che è a nostra disposizione, dovremo farlo notare, per poter proseguire: abbiamo tutto il tempo di cui necessitiamo, per agire, dato che possiamo ascoltare ogni parte della deposizione in qualsiasi momento, ma dovremo temere le sanzioni che ci verranno assegnate in caso sbagliassimo mossa. E sbagliare non è difficile, soprattutto nella seconda metà del gioco: non potremo fare molti errori, pena la nostra sconfitta: dato che possiamo salvare sempre in qualsiasi momento, meglio sfruttare l' opportunità dopo qualche nostro intervento corretto, e lo potremo fare senza alcuna conseguenza. E quando crederete di aver vinto… non contateci troppo! Tale titolo pullula di colpi di scena, che ribalteranno l' esito della sentenza proprio mentre già stavamo pregustando la vittoria. Tutto si gioca sulla contraddizioni, ma dovremo anche esporre le nostre teorie, per cui sarà necessario fare bene attenzione anche ai più piccoli particolari, cosa tutto sommato fattibile, grazie all' estremo coinvolgimento, il quale farà sì che noi staremo sempre attenti e pronti a ribattere.
    La traduzione italiana è assolutamente perfetta, sono state tradotte migliaia di righe di testo nel miglior modo possibile: ogni particolare sarà chiarissimo ottimamente descritto, e non si potranno certo avere problemi di comprensione.

    IL GIOCO

    - La lunga e travagliata (da noi!) serie di Phoenix Wright nasce dall' ormai remoto 2001: uscito poco dopo il lancio dell' allora neonato Gameboy Advance, questa avventura grafica coi controfiocchi aprì il genere delle avventure grafiche anche su console portatili, in precedenza non sufficienti per ospitare storie del calibro delle nostre aspettative. Eccetto pochi esperimenti, decisamente non riusciti, il nostro genere preferito per lunghi anni non ha mai trovato spazio al di fuori dei nostri computer. Si potrebbe obiettare il fatto che diversi titoli punta e clicca molto apprezzati siano stati pubblicati anche per console (Broken Sword 1, 2 e 3 per PS1&2 , o Monkey Island 4 per PS2), ma si è sempre trattato, se non proprio in sporadici casi, di semplici conversioni, che mal si sono adattate alla natura più improntata all' azione delle pur amate console. Semplicemente, i vari metodi di controllo non si sono mai dimostrati competitivi contro l' accoppiata mouse e tastiera, e una rotella analogica non è il massimo, parlando di comodità. Le cose stanno cambiando.
    Soprattutto sul DS sono nati molti titoli creati apposta per la piccola bivalve Nintendo, alcuni dei quali già valutati, come Another Code, Hotel Dusk, Undercover DS. Mancava ancora un pezzo grosso, che ho infine sviscerato per voi.
    Si parlava del 2001: il Gameboy Advance, uscito da poco, era una console portatile davvero niente male - considerando che molti ottimi titoli sono stati prodotti anche l' anno scorso, due anni buoni dopo l' uscita del DS - a 32-bit, come la PS1 (anche se non ugualmente potente), e diverse case provarono a creare, in virtù delle maggiori possibilità offerte dalla più recente console portatile finora uscita, dei nuovi titoli. Ci provò anche la Capcom, e, oltre a sfornare le conversioni di rito e anche spin-off delle sue più importanti serie (come Street Fighter, Mega Man, Ghosts'n Goblins…), creò, inaspettatamente, per una casa che mai aveva dimostrato interesse per le avventure grafiche, la serie di Gyakuten Saiban, per noi occidentali tradotto in Phoenix Wright. Fulmine a ciel sereno, la serie ebbe un tale successo che vennero creati sempre nuovi capitoli: i primi quattro sono giunti in Europa, in quinto è già uscito in Giappone e già è in sviluppo il sesto. È normale, per la Capcom, creare sempre molti seguiti per le sue serie di successo, come Resident Evil e Devil May Cry, oltre alle altre tre citate poco sopra. Il fatto è che, per un appassionato di punta & clicca con annesso un DS, questa serie rappresenta, nessun titolo escluso, una vera manna dal cielo! I primi tre episodi furono creati inizialmente per il Gameboy Advance, e non uscirono dal Giappone ma, dato il successo sempre crescente, venne sfruttato l' avvento del DS per convertire la serie su questa piattaforma, esportando la serie anche in America ed Europa: oltretutto, per scusarsi per l' attesa, la Capcom ha inserito un nuovo caso esclusivo, chiaramente complesso, difficile, lungo e che, soprattutto, sfrutta maggiormente le peculiarità della console a doppio schermo. L' utilizzo del touch screen è semplice e immediato, ma chi lo desiderasse può benissimo utilizzare la vecchia croce direzionale; il quarto capitolo, uscito dalle nostre parti solo pochi mesi or sono, è stato invece il primo ad essere sviluppato esclusivamente su DS. Ma adesso pensiamo al capostipite, il titolo che ha dato inizio a questa grandissima saga!

    Grafica

    - Sette anni sul groppone e non dimostrarli! Beh, il restyling svolto per la versione DS è del 2005, quindi non molto tempo fa. Ma non avrebbe comunque senso parlare di potenza grafica: qui di 3D c' è ben poco! Eccetto pochissime sequenze del quinto caso, tutto è ovviamente realizzato in due dimensioni, ma non si sente il bisogno di "altre".
    Tutto il gioco è graziato infatti da uno stile unico, grazie a delle animazioni di stampo fumettistico - ma con gli omicidi, tranquilli che non si scherza - che ricordano da vicino i manga (non a caso, si svolge tutto in Giappone), ma non in maniera eccessiva, anzi, sono godibilissimi anche da chi mastichi solo pane e Topolino. Solo, è un tratto ben diverso dalle graphic novel americane. Ma la cura dimostrata in questo titolo, oltre che sulla trama stellare, si manifesta pure nelle semplici animazioni caratterizzanti i vari protagonisti: Phoenix, Edgeworth, il Giudice, Maya, V.K. (il più temibile, ma non vi rovino la sorpresa), e anche tutti gli altri personaggi più secondari, soprattutto quelli dell' ultimo caso, davvero tutti riconoscibili e distinguibili a tal punto che proveremo le loro medesime emozioni, tanto saremo presi dalla trama. Almeno la prima volta di gioco, ho notato sulla mia pelle, e non mi è mai capitato prima a questi livelli, non si potrà non provare il bisogno di proseguire, quindi non iniziate una partita in momenti vicini a qualche esame di qualsiasi tipo, ché avreste seriamente problemi. E non sto scherzando, non ci si riesce a scollare, è tutto realizzato in maniera magistrale. Ma il tono non è sempre funereo, anzi. In alcuni momenti vi saranno dei tocchi di ironia , per rinfrancar lo spirito tra un cadavere e l' altro. E sarà spettacolare anche notare le espressioni vittoriose o furibonde da parte sia nostra, sia del Procuratore, sia dei testimoni: davvero stupefacenti le animazioni, in questi casi, memorabili!

    Sonoro

    - Anche se non tutti condividono quest' affermazione, in realtà, pensandoci bene, non si può negare che vi sia un rilevante campionario di musiche, ognuna posizionata ad hoc per ogni situazione (momenti tristi, allegri, di tensione, durante il Processo…). Oltretutto, nel quinto caso vi saranno alcuni personaggi che avranno la propria musica personale, apposta per i momenti di dialogo. È chiaro che quasi tutte le musiche siano coinvolgenti e aiutino anche a capire lo spirito del momento. Per non parlare delle musiche durante i trionfi in Tribunale: la prima volta è puro piacere scardinare le tesi altrui, proseguendo nel caso e ascoltando la musica delle vittoria, ed ogni volta è più che piacevole!
    Aiuterà ad calarsi nella parte, e si ricaverà proprio una sensazione di immedesimazione invidiabile.

    Enigmi

    - Non ci sono degli enigmi in senso stretto, dato che non dovremo affrontare dei giochini odiosi o astrusi (come quello delle 9 o 15 tessere, per intenderci). Il nostro scopo è dimostrare l' innocenza del nostro cliente (se poi scopriamo pure l' assassino nell' Aula del Tribunale, allora tanto meglio!), e ci possiamo riuscire interrogando i testimoni, cercando prove, e soprattutto incalzando in Aula e mostrando gli indizi raccolti. In tal caso, si potrebbe definire questo gioco un enorme unico enigma, e solo le prove da noi raccolte ci salveranno dalla sconfitta, la quale è sempre in attesa. Già, solo noi crederemo all' innocenza del nostro cliente (utilissimo capro espiatorio dei veri colpevoli), il problema effettivo sarà dimostrarlo, dato che le congiunture saranno così inconcepibilmente a noi sfavorevoli e avverse che un avvocato normale getterebbe immediatamente la spugna, figuriamoci un avvocato alle prime armi come il nostro Phoenix.
    C' è anche da dire che i casi proposti sono stati studiati davvero bene (parte del team era impegnata nel solo "semplice" compito di scrivere storie e trame, e far sì di svelare i casi poco a poco: se il caso deve durare tre giorni, il primo saremo solo impegnati a salvare il nostro cliente, ma non avremo idea di chi possa essere il vero colpevole!), non solo sarà sempre un piacere riuscire a proseguire nel gioco, ma vi troverete così coinvolti nella trama che sacrificherete sul DS gran parte del vostro tempo libero, fino a che non avrete portato a termine tutti i cinque casi proposti.
    Per quanto riguarda la longevità, si tratta di non meno di 20 ore, facilmente 25 nel caso in cui si rimuginasse un po' più sulle prove, o anche solo rigiocando un' intera sezione perché ritenuta giustamente epica (avrò giocato il primo caso almeno cinque o sei volte!): è un nostro sacrosanto diritto, e il gioco non crea problemi di sorta, basta salvare.

    Conclusioni

    - Me lo sento, rimuginerete sul voto, troppo alto rispetto alla media con cui è valutato nei vostri siti Internet prediletti, che oscilla tra il 7,5 e l' 8. Non affrettatevi alle conclusioni, a qualche favoritismo particolare. Premesso che non prendo denaro sottobanco, la mia è solamente un' opinione personale: va bene, una volta terminati i cinque casi (e considerate che la longevità è decisamente buona, il quarto e il quinto caso prendono quasi una decina di ore ciascuno), alcuni di voi potrebbero riporre via la cartuccia. Ma anche no. Qualcuno, folgorato sulla via verso Osaka (sede della mai troppo lodata Capcom, che ha appena festeggiato i 25 anni di attività) potrebbe, subito dopo aver concluso il gioco, stregato dalla sua bellezza, riprenderlo dall' inizio, magari scrivere una soluzione spiegata il meglio possibile per poter essere utile agli avventurieri che incapperanno nelle difficoltà che si pareranno loro dinanzi durante la carriera avvocatizia di altri aspiranti difensori. Ma davvero è giusto abbassare il voto per un gioco che, una volta scorsi i titoli di coda, "finisce"? Non mi sembra corretto penalizzare un capolavoro di siffatta taratura, solo per questo particolare (decisamente comune per i titoli a noi congeniali, dopotutto: purtroppo, un' avventura, una volta finita… Ed infatti è proprio ciò che i recensori "generali"obiettano al titolo: nessuno può negare l' immersività e la profondità di questo titolo), dato che, dopo anni di torpore, questo Phoenix Wright mi ha risvegliato delle emozioni sopite da tempo (diciamo dopo aver concluso Grim Fandango, che tutti dovrebbero giocare almeno una volta nella vita). Questo titolo non mi ha fatto solo divertire, mi ha fatto anche provare delle sensazioni che reputavo ormai sepolte. Personalmente, andrei contro la mia deontologia e la mia stessa etica se penalizzassi questo titolo, anche di grande importanza storica, essendo il primo di una serie che ha davvero allargato il punta e clicca al mercato delle console portatili, solo perché la media dei voti in Rete oscilla tra il sette e mezzo e l' otto. A mio parere Phoenix Wright rappresenta una delle migliori avventure grafiche di sempre. Considerate poi che, essendo il primo di una serie di 4 titoli (ma il quinto uscirà da noi l' anno prossimo), dovrei considerarlo più "arretrato" rispetto ai successivi - che sicuramente recensirò e , soprattutto, risolverò per voi -, i quali, ho già controllato, presentano delle innovazioni non da poco, come i lucchetti psichici, che non approfondisco in questa sede.
    Ma sarebbe anacronistico, andrei a braccetto con un relativismo proprio del senno di poi. E non sarebbe affatto corretto.
    Io ho valutato il gioco per ciò che è, non considerando i successori (non li ho neppure giocati, non volevo che inficiassero il mio giudizio), che so già essere perfino superiori, ma per me già questa opera prima è un vero capolavoro.
    Ma ricordate: ne sarete catturati sin dal primo istante, e attenti, che crea dipendenza e assuefazione: iniziatelo subito!


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    A cura di Vipera Gentile

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