LA STORIA
- Proprio come nel predecessore in questo secondo episodio di Mystery Detective ci vedremo catapultare in un microuniverso demenziale in cui dovremo risolvere diversi casi, impersonando la giovane detective Mackenzie. Potrei dire quasi le medesime cose del precedente titolo, dato che le linee guida del titolo sono praticamente le stesse. Vedrò di focalizzarmi sulle differenze principali, dato che recensione e soluzione del primo capitolo di questa saga sono già presenti su punta&clicca.it. Per fortuna, non è solo il numero dei casi su cui dovremo investigare ad essere aumentato (da quattro a cinque), ma anche la qualità, che si traduce con una maggiore varietà.
In un paio di casi, addirittura, non ci troveremo neppure a dover girare tramite la consueta mappa (saremo in un treno e in una navicella spaziale), la qual cosa non fa altro che aumentare la longevità del titolo, comunque non ancora eccelsa. La nostra piccola protagonista, sempre l' acuta Mackenzie, dovrà risolvere i vari casi, per fortuna sempre in compagnia del maggiordomo Cromwell e delle sue due amiche, Chloe e Penelope. Ma ci sarà anche un nutrito cast di comprimari, alcuni forse già visti, ma per la maggior parte troveremo delle facce nuove, e non solo grazie al maggior numero di luoghi visitabili. Tanti nuovi personaggi che contribuiranno a rendere più variegato il cast e a migliorare la qualità degli enigmi. Impossibile non nominare il sindaco Tom, l' ispettrice Daria, o il malvagio Cornstalker (principale antagonista in quasi tutti i casi). Ma ci saranno anche l' archeologo, la guardia giurata, il ricercatore, l' antiquario… Ognuno ha il proprio ruolo e la propria funzione per il buon funzionamento di ogni episodio, rendendo il mondo di Mystery Detective molto più variegato che in passato. Il profilo psicologico di ognuno è ancor meglio definito, e non solo grazie al numero superiore di casi e ad un prolungamento della longevità degli stessi. Si deve ad una regia ben studiata che non ha voluto tradire lo spirito di questo mondo, creato nel 2006, ed ampliato sotto ogni aspetto in questo seguito, nel 2008.
Tecnica
- Non è cambiata, né v' era motivo di farlo: uno dei punti di forza del predecessore era proprio l' impianto tecnico. Nulla di particolarmente complesso, zero poligoni, ma una qualità bidimensionale eccellente per una console portatile. Le nuove zone sono intelligentemente progettate (i grandi magazzini, la casa misteriosa e molto altro), e lo stile è sempre il medesimo: un bellissimo acquarello, irreale ma plausibile, con i suoi colori caldi e con le sue linee spesse e ben marcate.
Ma è coi personaggi che il tutto passa ad una dimensione superiore: tutti volti nuovi nominati poco sopra sono solo la punta di un iceberg di creatività grafica. Il confronto con quanto scrissi nel paragrafo tecnica per il primo Mystery Detective è impietoso, tutti i pochi difetti sono stati ridotti di molto, se non eliminati. È il caso delle musiche. Poche, che vengono a noia in poco tempo? Forse prima. Questa volta, complice il numero davvero superiore di zone, il novero delle musiche è di molto aumentato, così come è cresciuta la qualità delle stesse nei nuovi ambienti. Eliminate invece le musiche "deboli" legate a degli ambienti altrettanto poco interessanti, come il parco o il circo, completamente tolti di mezzo. Non avrebbero avuto senso d' esistere, comunque. Ma le novità ripagano senza dubbi la perdita di poche zone poco avvincenti. In poche decine di megabyte si è comunque creato un universo di personaggi e situazioni decisamente fuori di testa, ma senza dubbio simpatici. Come ultime considerazioni, valide comunque, per ogni gioco uscito su questa console, ricordo che, essendo un gioco su cartuccia e non su disco, i tempi di caricamento sono inesistenti.
Enigmi
- Per il primo titolo ho parlato di un' eccessiva assurdità nella risoluzione degli enigmi e addirittura di un caso bonus emblematico in senso negativo per la troppa difficoltà e inconsistenza - una serie di minimissioni completamente fuori di testa -, questa volta siamo di fronte ad una superiore linearità e a degli enigmi che, finalmente, hanno un senso. Qualche volta non è escluso dover ricorrere all' abusato metodo dell' utilizzare tutto con tutto, ma capiterà piuttosto di rado, in questo secondo giro.
Punto dolente del predecessore, il caso bonus sottotono. Già, si andava in giro, si accettavano missioni, si risolvevano in qualche modo, ma spesso andando a casaccio. Anche questa volta abbiamo un caso speciale, ma questa volta in senso positivo. Una sesta parte che si può definire davvero tale, presentando finalmente delle missioni, seppur brevi, perlomeno sensate e ben integrate nel contesto, sicuramente meno astruse che in passato. Anche i casi stessi saranno ben più interessanti! Certo, qualche stereotipo è sempre presente - minacce aliene, furti incredibili, civiltà perdute -, ma presentato con stile e cognizione. L' intelligenza non è stata messa solo nei dialoghi, conditi ancora con un umorismo irresistibile., ma anche in tutte le altre caratteristiche del gioco.
In ogni caso, l' interfaccia è rimasta esattamente la stessa, il touch screen è davvero comodo, adatto quanto e forse più del mouse, e l' inventario si gestisce sempre con comodità. Peccato solo per la mancanza di una vera innovazione, con un secondo schermo relegato a mostrare i dati essenziali e gli stati d' animo della protagonista, mostrando, oltre all' immagine di Mackenzie, anche una nuvoletta coi pensieri che le frulleranno in testa a seconda di quanto sta accadendo alla trama. Si tratterà sempre di valutazioni interessanti - soprattutto concordi a quanto staremo pensando noi in quel determinato momento -, ma rischiare di più sotto questo aspetto non sarebbe stato male. Nulla di grave, si tratta sempre di un' avventura grafica classica, in fondo.
Conclusioni
- Si è compiuto decisamente un passo avanti, Mystery Detective aveva bisogno di un seguito all' altezza, e i miglioramenti sono stati effettuati. Il difetto più evidente - la difficoltà legata al non sapere cosa fare per proseguire - è stato decisamente ridimensionato e tutto scorre più fluidamente. Un numero maggiore di casi e una longevità complessiva superiore migliorano il tutto, ma è solo grazie al miglioramento effettivo della qualità delle vicende che questo seguito può collocarsi su un gradino nettamente superiore rispetto al predecessore, anche se non si rasenta ancora l' eccellenza.
Da ricordare, come nel predecessore, l' ottima traduzione in italiano, cosa che rende ancora più accattivante la fruizione del gioco e molto più piacevole la lettura dei testi, spesso molto divertenti.
Chissà dove potrebbe arrivare un terzo episodio! Per il momento ci troviamo di fronte ad un altro buon punta&clicca per la console a due schermi. È davvero consigliabile, comunque, giocarsi anche il primo titolo della serie, per godere appieno delle sfaccettature psicologiche dei personaggi. Per quanto possa essere astruso e stressante, c' è comunque la soluzione… Consigliato agli amanti di avventure diverse dal solito, magari non troppo realistiche, e condite con una massiccia dose di umorismo, nonché ovviamente a chi ha apprezzato il predecessore!