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AVVENTURE PIATTAFORMA NINTENDO

A cura di Stefano Torriani

TITOLO: APOLLO JUSTICE - ACE ATTORNEY

                                                

  • Genere: Giallo investigativo
  • Editore: Capcom
  • Sviluppatore: Capcom
  • Distributore: Nintendo
  • Rilascio: 2008
  • Tipo: 2d in prima e terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Difficoltà: Media
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 35-40 ore
  • Voto di P& C: 9/10
  • Soluzione             Download
  • Piattaforma: Nintendo DS

  • Recensione di Stefano Torriani

    IL GIOCO

    - Per introdurvi alla trama, sappiate che fin dai primi momenti di gioco dovrete difendere una persona decisamente importante: Phoenix Wright stesso, che tornerà, ma nei panni di un imputato.
    Come se non fosse abbastanza, sapremo fin da subito che, come conseguenza di un processo di sette anni prima, Phoenix ha lasciato il mondo dell' avvocatura (quindi, proprio poco dopo i fatti del terzo gioco), poiché su di lui sono gravate pesanti accuse, infamanti per un avvocato. Bisognerà stare bene attenti ai primi tre casi, poiché saranno fondamentali per affrontare il quarto, estremo, caso finale, in cui verranno premiati tutti gli sforzi compiuti nelle precedenti decine di ore ma solo se avremo compreso per bene ogni cosa dei casi precedenti, cosa non certo scontata, dato che non si riuscirà a squarciare il velo di mistero che coprirà gran parte degli eventi.
    Comunque, Apollo non avrà a disposizione il Magatama, prerogativa di Phoenxi Wright, che gli permette(va), durante le indagini, di scovare i Lucchetti Psichici nei cuori delle persone, per poi inibirli e sbloccarli mostrando prove, come fosse una fase di un Processo.
    Non è detto che non avremo più a che fare con quella speciale pietra, durante il corso del gioco, in ogni caso… Ma Apollo ha un' altra capacità speciale. Con l' aiuto di un particolare Bracciale (la cui vera origine, ovviamente, verrà spiegata al termine del gioco, con uno dei colpi di scena più devastanti cui abbia mai assistito), potremo, questa volta durante i Processi, concentrarci al massimo, focalizzare ogni fibra del nostro corpo verso un' affermazione che ci sembrerà contraddica ciò che sappiamo.
    Nei casi in cui neppure mostrare delle prove sarebbe decisivo, potremo servirci di questo potere. Concentrandoci, osserveremo al rallentatore e in maniera ravvicinata il testimone. Potremo notare, solo nella frazione di frase che ci sembra sospetta, un movimento involontario del teste, un tic nervoso, o una risposta inconsapevole del corpo: segno che chi abbiamo di fronte ci vuole nascondere qualcosa.
    Che siano dita mosse velocemente, chiazze di sudore, o vene in tensione, qualcosa accadrà, e percepiremo il disagio altrui. A quel punto l' arma migliore di cui disporremo sarà la nostra arguzia, la quale ci permetterà di vincere ogni battaglia, se manterremo costante la lucidità. Capiterà che certi colpi di scena siano così scioccanti da dover mettere in pausa il gioco per qualche minuto, non sto esagerando. In quel breve lasso di tempo in cui vi riprenderete dallo shock, sorriderete dalla soddisfazione di aver potuto vivere certi momenti di emozione e coinvolgimento puro.
    È ormai appurato, è davvero impossibile iniziare il gioco e lasciarlo a metà, a meno di non rimanere bloccati in qualche punto. Ma la determinazione nostra e di Apollo farà si che riusciremo a sbloccare la situazione! Per quanto riguarda il comparto tecnico, anche qui siamo su livelli elevatissimi. Uno stile ormai riconoscibile e inconfondibile che ci accompagna dai primi episodi della saga questa volta sarà addirittura superiore al passato dato che si è potuto lavorare fin dal principio su di una console con un' architettura decisamente superiore al Gameboy Advance.
    Questo ha quindi portato a delle immagini più nitide, una fluidità superiore, e a degli effetti grafici tridimensionali semplicemente impensabili in passato. Considerando la mera potenza, sarei felice di vedere cosa riuscirebbero a tirare fuori utilizzando la PSP, console tecnicamente ancora più potente, ma purtroppo inadeguata al genere dei punta&clicca. Beh, in realtà non si può dire, è solo che, dopo aver provato tutte queste avventure su DS, proprio in qualità di possessore di entrambe le console, posso affermare che questo genere ha davvero trovato una seconda casa sulla console di casa Nintendo, grazie alle caratteristiche vincenti del doppio schermo e del touch screen, che rende l' esperienza davvero intuitiva e immediata, senza però dover sacrificare nulla per quanto riguarda trama e complessità,le quali, al contrario, saranno a livelli mai sperimentati prima. Come ho detto già in passato, la storia sarà qualcosa senza precedenti, con una complessità anche superiore rispetto alle più calme e riflessive avventure su PC, senza comunque nulla togliere al computer. Solo che, in questo caso, ci troviamo di fronte a qualcosa di epico, adrenalinico ed emozionante come davvero non ho mai visto prima.

    LA STORIA

    -Che altro dire su questa splendida saga? Nulla che non sia già stato detto nelle analisi riguardanti i tre precedenti episodi della serie di Ace Attorney, ormai serie affermata su Nintendo DS. Invece, Capcom ci ha regalato altre interessanti novità che andranno ad impreziosire ulteriormente la già perfettamente calibrata miscela di gioco creata in precedenza. Innanzitutto perché questo quarto capitolo è il primo della serie a non essere stato progettato nativamente su Gameboy Advance. Certo, nella prima metà di questi anni '00 non li abbiamo certo visti nei negozi nostrani, dato che i tre giochi con protagonista Phoenix Wright erano rimasti confinati in Giappone.
    Con l' avvento del DS hanno compreso che anche i giocatori occidentali sarebbero stati felici di impersonare un avvocato difensore, anche su di una piccola console portatile, e questo perché la console in questione non era più tanto piccola. Il DS, oltre ad offrire un doppio schermo, mai tanto utile come in questo quarto appuntamento, presenta un touch screen che risulterà fondamentale per ottenere il massimo delle informazioni che otterremo.
    Ci saranno anche delle piccole prove da affrontare, ma non saranno così fondamentali (anche se apprezzerete moltissimo il dover scoprire ciò che è celato in una busta o negli strati di un dipinto, attraverso un procedimento da effettuare tramite una macchina a Raggi X, il cui funzionamento è sublime!). Preme a molti sapere se sia necessario o meno l' aver giocato agli episodi precedenti della saga. Differentemente rispetto al precedente episodio (quello che ha concluso la prima trilogia), in cui l' ultimo caso sembrava collegato a tutto ciò che era stato visto fino ad allora in tutta la saga, questa volta potrete iniziare tranquillamente con questo quarto Ace Attorney, soprattutto perché, eccetto il buon vecchio Phoenix Wright, tutti i personaggi saranno delle new entry.
    La cura dedicata all' adattamento del gioco nella nostra lingua ha dell' incredibile. Tante di quelle linee di testo che nemmeno in un' avventura per personal computer troverebbero posto si uniscono ad una narrazione insospettabilmente emozionante e assuefacente. Sfido chiunque minimamente appassionato ai punta&clicca ad iniziare un caso non portarlo a termine. Si dimostra una vera sfida, e questo riguarda non solo le sezioni investigative, in cui comunque non potrete permettervi di sbagliare, quando sonderete il cuore dei vostri interlocutori, pena una consistente perdita di una barra vitale (cosa rappresenta? La Verità? O la semplice credibilità? Comunque, non potremo sbagliare troppe volte, pena il Game Over. Ma non è certo un problema! Basta salvare ogni tanto, e si può assolutamente in qualsiasi momento), ma anche e soprattutto nelle fasi in Tribunale, in cui dovrete impegnarvi a fondo per scagionare i vostri clienti dall' infamante accusa di omicidio. Ma non aspettatevi di affrontare un normale, tranquillo processo.
    Se non aveste mai davvero giocato ad alcun episodio della saga, rimarrete esterrefatti dai colpi di scena incredibili, che ribalteranno completamente ciò che avremo creduto fino a quel momento. Ci saranno flussi di obiezioni lanciate da noi e dal temibile Procuratore, ovviamente un genio assoluto e apparentemente imbattibile (altrimenti dove sarebbe il divertimento?). Ve lo assicuro, qualcosa di assolutamente inimmaginabile, e vi sarà impossibile non rimanere avvinti dalle tentacolari trame imbastite dai creativi di Capcom, azienda che evidentemente ha un cuore. Senza di esso, non si sarebbe potuto realizzare qualcosa di così complesso, emozionante e, soprattutto, credibile. Nulla infatta sembrerà troppo artificioso o appiccicato proprio per fare un po' di scalpore.
    Sarà tutto un genuino stupore, in cui avverranno delle vere e proprie lotte per ottenere il verdetto. Questa volta, per nostra fortuna, avremo dalla parte avversa un Procuratore che non vuole altro che chiarire con efficacia i fatti, posto il fatto che ci contrasterà ogni volta che un nostro ragionamento non si dimostrerà esaustivo a sufficienza, è meno cinico di avversari con cui abbiamo avuto a che fare in precedenza, come il terribile Manfred Von Karma ("boss finale" del primo gioco, procuratore spregiudicato a tal punto da violare la legge per assicurarsi un verdetto). Di veri difetti non ne esistono davvero. Inutile tacciare questo titolo di eccessiva facilità solo per il suo look manga. All' atto pratico vedrete come sia tutto logico ma immensamente complesso. Decisamente eguaglia i precedenti giochi, e non è neanche un problema il fatto che ci siano quattro casi anziché cinque come accaduto in passato.
    Diciamo solo che il quarto caso è molto, ma molto lungo (ne vale tranquillamente due o tre solo lui). Basterà guardare la soluzione, ci sia aggira sempre attorno alle quarantacinque/cinquanta pagine come nel terzo gioco, pur avendo quest' ultimo ben cinque episodi. Davvero immenso, vi colpirà per la sua genialità. Paradossalmente, sarà proprio chi si avvicina per la prima volta a questa serie che resterà stupefatto, dato che chi è già avvezzo ai Processi fiume e ai colpi di scena senza tregua saprà cosa aspettarsi: niente meno che dei casi in cui ci si dovrà raccapezzare senza tregua. D' altra parte, non vorremo mica far dichiarare il nostro cliente colpevole, vero? Questa quarta avventura si differenzia dalle altre proprio per il suo carismatico protagonista, inizialmente nervoso e dubbioso sulla vittoria al Processo, per poi trasformarsi, un po' proprio come l' avversario Klavier Gavin, in un ricercatore della verità, che non si fermerà di fronte a niente per stabilire le responsabilità di ognuno, secondo gli ordinamenti della legge.
    Ovviamente, non si può pretendere una magistratura complessa come quella reale. In Tribunale siederanno semplicemente avvocato e Procuratore, Giudice, giuria e il testimone (o l' imputato) di turno, perché tutti ascoltino la deposizione. Dopo la testimonianza, che sarà sempre a sfavore dei nostri assistiti, avremo la possibilità di incalzare il teste sulle sue affermazioni per saperne di più, far luce su alcuni particolari rimasti all' oscuro, ottenere nuove frasi da aggiungere alla testimonianza e, soprattutto, una volta che si è fattoli quadro della situazione per quella determinata testimonianza, presentare una prova che contraddica un certo punto delle affermazioni espresse da chi siederà al centro dell' Aula.
    Un procedimento apparentemente semplice, per dei Processi che però vi porteranno via una buona fetta delle settimane successiva all' acquisto della cartuccia di gioco. Già negli scorsi episodi s' era raggiunto un buon livello di coinvolgimento durante le Indagini, questa volta, ancor più che in precedenza, saremo avvinti da ciò che scopriremo nelle nostre peregrinazioni tra i luoghi disponibili. La scena del crimine, ilo centro di detenzione, il nostro stesso studio, nonché, soprattutto, tutti luoghi che hanno a che fare con l' assassinio di turno, per interrogare alcuni personaggi che ci forniranno utilissimi indizi (e magari che poi verranno a testimoniare), ed anche se stessero mentendo - costume purtroppo eccessivamente comune -, ogni cosa ci tornerà utile per proseguire le indagini.

    Conclusioni

    - Il sistema di gioco è ormai collaudato e, pur presentando alcune interessanti innovazioni, i veterani sapranno già alla perfezione come muoversi negli ambienti che visiteranno nei panni del giovane Apollo. Il comparto tecnico è eccellente, con una grafica disegnata in maniera superlativa, delle musiche del tutto adatte alla situazione (nell' ultimo caso udirete un brandi una malinconia struggente…), perfino un doppiaggio in italiano realizzato con perizia, sebbene limitato alle sole esclamazioni (ma, se vorrete, potrete essere voi ad esclamare "Obiezione" o affini al microfono!).
    Per quanto riguarda l' anima… sarete decisamente accontentati, dato che i casi proposti daranno più assuefazione di ogni altra cosa vi venga in mente. Mentre sarete impegnati a risolvere i quattro lunghissimi casi, ogni altra cosa perderà di significato, concentrati come sarete nel cercare di capire come ribattere ad un' acuta osservazione di Gavin.
    Durante il quarto epico caso, spazio e tempo perderanno di significato, presi ineluttabilmente dal desiderio di fare giustizia. Apollo Justice si è dimostrato superiore ad ogni aspettativa; era difficile superare i precedenti episodi, ma pare che Capcom sia riuscita a stupirci un' altra volta. In attesa di mettere le mani sul quinto episodio, che comunque pare sarà concettualmente differente dai quattro finora rilasciati, questo Apollo Justice - Ace Attorney soddisferà il vostro desiderio di vivere un' esperienza memorabile ed indimenticabile.


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    A cura di Vipera Gentile

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